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Pro
- Comfort eccezionale anche per utilizzi prolungati.
- Qualità audio sorprendente per auricolari open-ear.
- Ottima autonomia con ricarica rapida e wireless.
- Design curato e funzioni extra al top.
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Contro
- Volume adattivo poco efficace al momento
- Qualche sbavatura data dai limiti attuali della categoria.
Il verdetto di Tom's Hardware
Informazioni sul prodotto
Il pensiero comune vuole che l'utilizzare un paio di auricolari open-ear significa sempre accettare un compromesso. D'altronde non è mai stata una categoria pensata per chi cerca l'isolamento totale, la resa audio perfetta o bassi che colpiscono duro la bocca dello stomaco, ma per chi ha necessità di "indossare" l'audio costantemente, in maniera quasi invisibile, ponendo prima la perenne connessione con il mondo esterno alla effettiva qualità di quello che si sta ascoltando.
Nel corso degli anni diversi brand noti del settore, come HUAWEI o Shokz, hanno spinto fortissimo sull'acceleratore nell'ossessiva ricerca di rimuovere la maggior parte dei compromessi da questo peculiare form factor, riuscendo anche a ottenere dei risultati decisamente interessanti.
Le prime FreeClip di HUAWEI sono state una piccola rivoluzione per il settore dell'open-ear, così come alcune proposte dei competitor hanno mostrato che non era utopico proporre degli auricolari capaci di non risultare intrusivi e allo stesso tempo non obbligare a troppi compromessi... almeno fino a oggi.
Con le HUAWEI FreeClip 2, l’azienda ha voluto dimostrare che questi compromessi possono essere abbattuti, offrendo un prodotto che sposta l'ago della bilancia dei pro e contro degli auricolari open-ear, da "compromesso obbligato" a "scelta consapevole".
Dopo circa due settimane di utilizzo intenso, tra lavoro, spostamenti, ascolti in camere silenziose, e strade trafficate, e decine di chiamate, posso genuinamente dire che le FreeClip 2 sono pura e semplice... magia nera. Non rappresentano soltanto un passo in avanti mostruoso per l'intera categoria, capace di spazzare via in un colpo solo tutte le migliori proposte attualmente sul mercato nella stessa fascia di prezzo, ma un vero e proprio consolidamento per questa peculiare categoria di auricolari.
Un oggetto strano, ma sempre più convincente
Serve innanzitutto chiarire una cosa, a chi sono indirizzati gli auricolari open-ear? Al netto del semplice gusto personale e del voler avere un auricolare poco intrusivo ma qualitativamente poco afflitto da compromessi, si tratta di una categoria di prodotti pensate per rispondere sia alle necessità di determinate tipologie di sportivi (amatoriali o professionisti), che a tutte quelle persone, come il sottoscritto, che per diverse problematiche legate alla forma del proprio orecchio, riscontrano problemi fisici quando utilizzano auricolari troppo intrusivi, o cuffie on-ear, per periodi di tempo non eccessivamente prolungati (parliamo di massimo un'ora di utilizzo prima di provare dolori vari).
Per queste due tipologie di utenti le opzioni fino a poco tempo fa erano ridotte all'osso. Con l'arrivo del formato open-ear, invece, è stata offerta un'alternativa sensata. Si applicano alla parte posteriore dell'orecchio e la capsula auricolare punta in direzione del canale uditivo, nessuna intrusione, nessuna pressione.
Il problema però è sempre stato da ritrovarsi in una resa audio afflitta proprio dall'essere priva di isolamento e il cui direzionamento era troppo soggetta alla conformazione dell'orecchio dell'utente finale.
Per risolvere il problema alcune aziende hanno optato per la conduzione ossea, ma per quanto si sia rivelata una delel soluzioni migliori fino a oggi, la resa audio era comunque inferiore rispetto a un paio di auricolari tradizionali. Con le FreeClip 2, invece, HUAWEI ha cambiato le regole del gioco andando ad assottigliare quasi del tutto la differenza con degli auricolari tradizionali.
Design curato in ogni dettaglio
Il primo contatto passa inevitabilmente dalla custodia di ricarica, ed è qui che HUAWEI propone uno dei miglioramenti più evidenti. Il nuovo design più squadrato, rende la custodia estremamente compatta e facile da trasportare, pur preservando un design elegante basato su curve morbide e angoli arrotondati.
Sta comodamente in tasca, persino in quella dei jeans pensata per l'accendino, non è mai invadente, si apre comodamente con una mano e i materiali restituiscono mai al tatto una sensazione di prodotto curato e per nulla realizzato in economia. La cerniera non presenta tremolii, oscillazioni o scricchiolii di sorta e il case, nella sua estrema leggerezza, risulta sempre solido.
Per quanto riguarda i FreeClip 2, invece, il primo contatto è da accessorio top di gamma. Non posso parlare per le altre varianti di colore ma nella loro versione nera, le plastiche lucide della sfera auricolare e del "fagiolo" che si pone sul retro dell'orecchio per sorreggere l'auricolare, restituiscono le sensazioni dei frame in acciaio lucido degli smartphone top di gamma.
Il connettore malleabile in plastica gommata, e scanalata, sembra di tessuto a un primo colpo d'occhio e il design nel suo insieme è decisamente curato ed elegante, oltre che di dimensioni molto contenute.
Sia chiaro, stiamo parlando di plastica come nel 99% degli auricolari presenti sul mercato, quindi sono presenti giunti visibili e al tatto tradiscono le sensazioni da "oggetto in metallo" che traspare quando le si osserva la prima volta, ma HUAWEI ci ha davvero messo molto impegno per rendere i FreeClip 2 il più eleganti possibile.
Se opterete per la colorazione nera, tenete solo a mente che polvere, tracce di sudore e impronte digitali saranno la prassi. Un contraccolpo inevitabile quando si utilizzano colori scuri, e materiali lucidi, ma allo stesso tempo rappresenta un ottimo promemoria visuale per ricordarvi di tenere puliti i vostri auricolari.
L’inserimento degli auricolari, soprattutto se non si è mai avuto a che fare con degli open-ear, richiede un minimo di apprendimento. Nei primi giorni ci si troverà più volte a cercare l’orientamento corretto per la sfera auricolare, ritrovandosi ad aggiustare la posizione dei FreeClip 2 durante le sessioni di ascolto per raggiungere un bilanciamento perfetto delle due fonti audio, ma una volta assimilata la posizione ideale il tutto diventerà automatico.
È uno di quei dettagli che non penalizzano l’esperienza complessiva, ma che ricordano come il form factor open-ear sia ancora qualcosa di non del tutto standardizzato, visto che ogni azienda sta ancora sperimentando con form-factor diversi che comportano l'obbligare l'utente ad apprendere nuovamente come indossarli a ogni cambio di brand.
Un punto a favore, e per nulla banale, è l’assenza totale di distinzione tra auricolare destro e sinistro. Sono completamente intercambiabili e riconoscono automaticamente la posizione una volta indossati. È una comodità che semplifica la vita quotidiana, specialmente nei casi in cui si ha bisogno di infilare rapidamente un solo auricolare per una chiamata improvvisa o per asocltare un messaggio vocale in un mabiente eccessivamente rumoroso.
L'inserimento nel case, invece, potrebbe sembrare astruso di primo acchito, ma HUAWEI ha sapientemente sagomato l'interno del case per adagiarci i "fagioli" nella posizione corretta. È difficile sbagliare, soprattuto in virtù della peculiare forma del case, e soprattutto tutto è gestibile con una sola mano in caso di necessità.
Ottima, infine, la certificazione IP57 per gli auricolari, che li rende praticamente indifferenti a pioggia, sudore e lavaggi accidentali. La custodia si ferma a IP54, quindi va trattata con un minimo di attenzione in più, ma resta comunque sopra la media.
Pensate per restare addosso tutto il giorno
Con un peso di poco superiore ai 5 grammi per auricolare, le FreeClip 2 sono tra le open-ear più leggere che abbia provato. La pressione sull’orecchio è minima e distribuita in modo uniforme, tanto che il più delle volte mi sono dimenticato di averle indosso.
Il comfort resta elevato anche dopo sessioni molto lunghe. Solo dopo circa 8 ore consecutive ho iniziato a percepire un leggero affaticamento all'orecchio sinistro, un risultato eccellente per qualsiasi auricolare, non solo per questa categoria di prodotti.
La stabilità è altrettanto convincente. Camminate veloci, corse leggere e movimenti improvvisi della testa non hanno mai messo in crisi la tenuta o il loro posizionamento. L’unica vera criticità l'ho riscontrata con i "beanie" (i cappellini invernali per intenderci) che, premendo direttamente sull’orecchio, tendono a far spostare eccessivamente la sfera auricolare.
Ottima, inoltre, la malleabilità del connettore in plastica gommata. Non è un elastico e non si può "torturarlo" con torsioni estreme, ma si rivela sempre pronto ad abbracciare diverse tipologie di orecchio, e di posizioni, senza mai premere in maniera eccessiva sulla pelle per garantire la tenuta.
Anche il "fagiolo" si adagia sul retro dell'orecchio in maniera educata. Non spinge mai sulla parte posteriore pur facendo notare la sua presenza per via del suo tocco costante sulla cute.
HUAWEI Audio Connect, un'app finalmente completa
HUAWEI ha finalmente separato la gestione audio in un’app dedicata, HUAWEI Audio Connect, e la scelta paga! L’interfaccia è pulita, intuitiva e sorprendentemente ricca di opzioni.
Dall’app è possibile controllare lo stato della batteria di auricolari e custodia, gestire connessioni multiple, aggiornare il firmware e utilizzare la funzione di localizzazione. Il supporto alla connessione simultanea con due dispositivi è stabile e affidabile, una funzione ormai indispensabile per chi alterna smartphone e PC.
Su iPhone (e in generale sugli OS mobile di Apple) la connessione è solidissima, il passaggio da un dispositivo all'altro è immediato e la memoria interna delle FreeClip 2 permette di non dover toccare costantemente le impostazioni una volta trovato il proprio "paradiso felice".
Anche i controlli touch, sempre reattivi e coerenti, sono gestibili dall'app ma HUAWEI non permette un'assegnazione "libera" di tute le funzioni. Tap, doppio tap e swipe, difatti, sono vincolati a una serie di funzioni pre-configurate. Niente di grave, ma lo segnalo per informare gli amanti della personalizzazione estrema.
Su Android, invece, la situazione è leggermente diversa ma la colpa non è da imputare a HUAWEI. Su tutti i dispositivi che presentano uno store terze parti del brand proprietario dello smartphone (vedi Samsung, Oppo e via discorrendo), bisognerà scaricare l'applicazione dallo store del relativo produttore.
Un QR code posto nella scatola delle FreeClip 2 rende agile ogni passaggio e una volta installata l'app, l'esperienza è analoga a quella proposta sugli OS Apple. Il problema subentra quando il vostro smartphone ha solo Google Play come store.
Device come i vivo con OriginOS 6 Global, difatti, non presentano il loro store proprietario nei device in vendita in Italia (e anche scaricandone l'APK si verrà informati che suddetto store non è disponibile per il nostro paese visto che leggono la versione del sistema operativo installato).
Considerando che Google non accetta più le applicazioni di HUAWEI all'interno del proprio app store, l'unica soluzione è una procedura più macchinosa, che richiede di scaricare manualmente l'APK di HUAWEI Audio Connect per poter utilizzare in pace le proprie open-ear.
Si tratta di una procedura oramai consueta per l’ecosistema del brand (nonché di una ostracizzazione vergognosa, anche se di questo ne parleremo in altri lidi), ma posso confermarvi che dopo una segnalazione dell'assenza di determinati store sul nostro territorio, HUAWEI si è prodigata nell'investigare e nel cercare una soluzione che semplifichi la procedura per la totalità degli utenti Android.
Dispersione sonora e qualità audio: la sorpresa più grande
Il design open-ear resta il cuore dell’esperienza, con tutti i suoi pro e contro. Il vantaggio principale è la consapevolezza ambientale totale. Si può ascoltare musica, podcast o rispondere a chiamate senza mai isolarsi completamente, un aspetto fondamentale per chi si muove spesso in città.
Il rovescio della medaglia, quindi, dovrebbe emergere in ambienti molto rumorosi. Traffico intenso, mezzi pubblici o stazioni affollate che normalmente mettono in difficoltà qualsiasi open-ear, affliggono anche le FreeClip 2, ma solo quando si utilizza un volume di ascolto contenuto o non si opta per utilizzare la funzione "volume adattivo".
Prima di parlare della resa audio è giusto chiarire che il volume di uscita delle FreeClip 2 non solo ha una crescita armoniosa ma raggiunge picchi davvero elevati, quasi fastidiosi a volume massimo, ma che non entrano mai in distorsione e questo è un traguardo davvero notevole.
Difatti, in ambienti molto rumorosi se si alza il volume si riesce ad attenuare l'ingresso delle fonti sonore esterne. In aereo il rumore del motore diventa un ronzio di sottofondo; per strada le sirene delle ambulanze diventano percepibili come se si avessero degli auricolari standard all'interno delle proprie orecchie.
Per carità, il rovescio della medaglia è il dover ascoltare a livello sostenuto la musica, ma una pasta sonora molto convincente e l'assenza di distorsione anche a livlli elevati, rendono le FreeClip 2 le prime open-ear a riuscire a gestire questi scenari in maniera concreta.
Huawei ha lavorato molto bene anche sulla riduzione della dispersione sonora. Anche a volumi molto sostenuti, chi sta vicino percepisce solo un lieve sussurro, un risultato decisamente notevole per questa categoria di prodotti.
La vera sorpresa, però, è la qualità audio. Semplicemente, non possono esistere auricolari open-ear con questa qualità, per quello ho detto che si tratta di magia nera. A un primo ascolto, non si percepiscono sostanziali differenze con un auricolare tradizionale (non in-ear e isolanti sia chiaro), specialmente a volumi sostenuti.
E quando si iniziano a fare confronti diretti con AirPods 4 e similaria, per quanto siano presenti delle lievi, quanto evidenti, differenze in termini di avvolgimento sonoro, tutti compromessi collegati a un audio privo di bassi, medioso e con alti zanzarosi tipico di questa tipologia di prodotti, diventano un ricordo.
Il nuovo design a doppio diaframma porta bassi più presenti rispetto alla generazione precedente, senza snaturare il carattere open-ear. Non sono bassi fisici, ma sono controllati, puliti e sufficientemente profondi per rendere giustizia a hip-hop, pop, elettronica leggera e rock spinto.
Le frequenze medie sono ben bilanciate, ideali per voci e podcast, mentre gli alti risultano chiari e mai affaticanti. L’equalizzatore a 10 bande offre un ampio margine di personalizzazione e in congiunzione con un giusto posizionamento dei FreeClip 2 e della memoria interna degli auricolari, si può trovare una "quadra sonora" facilmente trasferibile su ogni device che si andrà a collegare in seguito, evitando il bisogno di installare l'app dovunque.
Chiamate e batteria: affidabilità da prodotto maturo
Anche in termini di chiamate e registrazioni vocali, la configurazione a triplo microfono con conduzione ossea dei FreeClip 2 funziona molto bene. Anche in ambienti rumorosi, la voce resta chiara e ben separata dal rumore di fondo.
L’autonomia è un altro dei punti forti: circa 9 ore reali di utilizzo continuo, con altre tre ricariche complete garantite dalla custodia. La ricarica rapida è molto efficace e la presenza della ricarica wireless aggiunge una comodità aggiuntiva da non ignorare.
Disponibilità e Prezzi
HUAWEI FreeClip 2 sono disponibili a partire da oggi su HUAWEI Store e presso i principali rivenditori, nelle colorazioni bianco, rose gold, blu e nero, al prezzo di €199,00. In occasione del lancio, utilizzando il coupon AMKTPRCLIP2, è previsto uno sconto di 20,00€ al checkout. Un prezzo impegnativo ma altresì molto competitivo, specialmente se si pensa che è in linea con i modelli open-ear, top di gamma, di altri brand che, però, non riescono a eguagliare láttuale qualità della proposta di HUAWEI
Ha senso acquistarli?
In conclusione i FreeClip 2 non cercano di convincere tutti, ma parlano chiaramente a chi sa cosa vuole da un paio di auricolari open-ear. Sono comodi, affidabili, ben costruiti e offrono una qualità audio che, semplicemente, annienta ogni concorrente attualmente sul mercato.
I limiti strutturali della categoria vengono ridefiniti e assottigliati, portandoli a diventare una papabile scelta anche per chi non ha bisogno specificatamente di un paio di open-ear ma, semplicemente, degli auricolari leggeri, comodi e poco intrusivi.
Se a tutto questo si aggiunge il fatto che i difetti di questi auricolari sono semplici sbavature che non inficiano in alcun modo la qualità del prodotto, non mi resta altro da fare che assegnare il nostro Editor's Choice agli HUAWEI FreeClip 2, consigliandovi caldamente di provarli per capire di persona quanto siano un salto evolutivo incredibile per l'intera categoria.