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Immagine di Recensione Samsung Galaxy S26 Ultra, equilibrio perfetto
RECENSIONE

Recensione Samsung Galaxy S26 Ultra, equilibrio perfetto

Il Samsung Galaxy S26 Ultra è semplicemente la migliore, e più equilibrata, esperienza Android attualmente in commercio.

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Avatar di Andrea Maiellano

a cura di Andrea Maiellano

Author @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 10/03/2026 alle 16:00
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In questo articolo
  • Design più sottile, più leggero, più logico
  • Privacy Display: innovazione, non marketing
  • La potenza è nulla senza controllo
  • Software incredibile e IA opzionale
  • Ma quindi ha senso comprarlo?
In questo articolo
  • Design più sottile, più leggero, più logico
  • Privacy Display: innovazione, non marketing
  • La potenza è nulla senza controllo
  • Software incredibile e IA opzionale
  • Ma quindi ha senso comprarlo?
  • Design più sottile, più leggero, più logico
  • Privacy Display: innovazione, non marketing
  • La potenza è nulla senza controllo
  • Software incredibile e IA opzionale
  • Ma quindi ha senso comprarlo?
  • Pro
    • Privacy Display davvero innovativo e funzionale.
    • Prestazioni altissime e grande efficienza.
    • Esperienza generale estremamente equilibrata e completa.
  • Contro
    • Si potevano implementare i magneti nella scocca posteriore.
    • Ricarica wireless e ricarica rapida efficaci ma nella media.
    • Un display ancora a 8-bit.

Il verdetto di Tom's Hardware

Premio Editor's Choice
Il Galaxy S26 Ultra è uno di quegli smartphone che non colpiscono per il design, per le rivoluzioni introdotte o per una singola funzione, ma per il perfetto equilibrio dell’insieme. È quello che fa tutto bene, sempre. Ed è proprio questa sua capacità di non voler eccellere sotto nessun aspetto, che lo rende così speciale. Samsung si è nuovamente rifiutata di realizzare lo smartphone perfetto sulla carta, ma ha voluto creare quello più equilibrato nella vita di tutti i giorni... e ci è riuscita. Per chi possiede un S25 Ultra, o addirittura un S24 Ultra, il cambio non è imprescindibile ma per chiunque sia alla ricerca di uno smartphone Android completo sotto ogni punto di vista, e non è alla ricerca dell'eccellenza in un aspetto in particolare, non si può che consigliare il nuovo top di gamma di Samsung, tenendo a mente che non si tratta né del Galaxy S più spettacolare mai realizzato, né tantomeno dello smartphone più rivoluzionario mai arrivato sul mercato, ma indubbiamente di quello più maturo.

Informazioni sul prodotto

Il Samsung Galaxy S26 Ultra è, a mani basse, la migliore e più equilibrata esperienza Android attualmente presente sul mercato. Fine. Se siete parte di quell'utenza che preferisce accusare l'azienda coreana di pigrizia, di poca voglia di innovare, di non presentarsi ogni anno con un prodotto che punta tutto sull'ammaliare l'utenza con funzioni spettacolari, schede tecniche altisonanti e numeri altisonanti di fianco alla voce "batteria", il problema purtroppo non è di Samsung.

A differenza di tanti altri competitor che a ogni nuova release devono dimostrare al mondo che uno smartphone Android può anche non essere un Samsung, e nel farlo continuano a far evolvere questo o quell'aspetto di questo sempre più affollato settore, Samsung non deve dimostrare più nulla a nessuno, deve solo consolidare, affinamento dopo affinamento, un posto che si è guadagnata nel corso degli anni.

D’altronde parliamo di un'azienda che ha lottato contro i giganti per tutta una vita. Prima degli iPhone si contendeva il mercato con mostri sacri come Nokia e Motorola; dopo il 2027 è stata l’unica capace di rimboccarsi rapidamente le maniche per contrastare il dominio di Cupertino e questo nuovo flagship non è altro che l'ennesimo punto di arrivo di un lungo percorso costellato da sperimentazioni, design peculiari, vetri curvi e ogni singolo elemento che ha portato la serie Galaxy S a essere così tanto riconoscibile.

Il nuovo flagship di Samsung non pretende che i possessori del precedente S25 Ultra corrano a cambiare modello, né pretende che i soliti ricercatori della novità sensazionale, del design sconvolgente o della tecnologia inesistente, smettano di additarlo come "l'ennesimo modello uguale al precedente".

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È un top di gamma che fa esattamente quello che deve fare, ovvero concretizzare sempre più una visione aziendale che vuole la serie Galaxy S come quella capace di proporre la migliore, e più equilibrata, esperienza Android sul mercato, lasciando a foldable e affini l’oneroso compito di stupire le platee anno dopo anno.

Mi è bastato usarlo una settimana per capire che Samsung non ha più bisogno da diversi anni di realizzare lo smartphone più folle in commercio, ora gli basta confermare al mondo che il suo device di punta, al netto di schede tecniche, numerini, megapixel e aperture focali, è l’esperienza Android più completa, equilibrata e affidabile presente sul mercato.

E nel 2026, con un mercato sempre più saturo di flagship tanto potenti quanto incoerenti, questa è la caratteristica più importante che si possa chiedere a uno smartphone di questa fascia di prezzo.

A differenza di altri top di gamma che eccellono in una specifica cosa, con il Galaxy S26 Ultra non mi sono mai trovato a in quella situazione dove ti manca questa, o quella, funzione presente in un dato modello. Non avrà la batteria con il numero più alto, non sarà più un "Top Camera-Phone", non si presenterà con il design più avveniristico o con il concept più assurdo, ma ha una caratteristica che nessun competitor può vantare: un perfetto equilibrio.

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Ogni scelta fatta da Samsung, così come ogni compromesso deciso dall’azienda, è il risultato di una ricerca quasi millimetrica di un bilanciamento che non si può comprendere appieno fermandosi alla scheda tecnica, ma che si sperimenta nell'esatto momento in cui ci si spende del tempo assieme.

E al termine di questa settimana spesa tra Mobile World Congress, dozzine di video registrati in 4K, foto fate in volata, migliaia di messaggi, mail e chiamate a costellare delle giornate che sembravano eterne, mi sono ritrovato a dover, semplicemente, ammettere che avere in tasca un dispositivo che fa tutto molto bene è indubbiamente migliore di avere con se un device che eccelle sotto pochi, seppur importanti, aspetti.

Design più sottile, più leggero, più logico

Il primo impatto con S26 Ultra lo ammetto, non lascia a bocca aperta. Tutto punta verso un affinamento costante operato dall'azienda, anno dopo anno, per rendere più efficiente il design senza perdere quell'identità, divenuta caratteristica, degli ultimi modelli della serie Galaxy S.

Come per altri colossi del settore, Samsung non ha bisogno di stupire con design futuristici. Ha trovato la sua dimensione in una mattonella con i bordi più o meno smussati, dal quale spicca il caratteristico "semaforo" dedicato al comparto fotografico.

Come negli anni passati Samsung ha lavorato su peso, spessore e forme, rendendo il telefono leggermente più sottile, decisamente più leggero e con angoli più arrotondati.

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Ad accusare maggiormente questo restyle è stata la S-Pen, che ora per via degli angoli meno squadrati non può più essere inserita in qualsiasi direzione ma richiede mezzo secondo di attenzione quando la si infila. Un sacrificio che molti hanno additato come un "passo indietro" ma che risulta più che apprezzabile quando non ci si ritrova più gli angoli squadrati dello chassis conficcati nel palmo della mano quando si scrive un messaggio.

Sempre in merito alla S-Pen, c'è poco da aggiungere. È sempre la splendida stylus di Samsung, la quale resiste al passare del tempo e ai cambi di tendenze in un settore sempre più affollato da IA e automatismi, ma che perde definitivamente la compatibilità con il Bluetooth, visto che a differenza dell'anno scorso Samsung ha optato per non rendere disponibile una variante Bluetooth acquistabile separatamente.

In mano è più gestibile rispetto al modello precedente e, anche dopo lunghe sessioni di utilizzo, i 7.9 mm uniti ai 214 grammi di peso ben bilanciati su tutta la superficie del device, non restituiscono mai la sensazione di avere fra le mani un "mattone". Parte di questo snellimento è dato anche dalla scelta di tornare a un frame di alluminio invece che in titanio; una decisione obbligata dalla necessità di dissipare meglio il calore generato dal nuovo processore e che, a conti fatti, cambia l'esperienza nel quotidiano solo sulla carta.

Il nuovo modulo fotocamera, con gli anelli separati e incastonato in un plateau analogo a quello presente nello Z Fold7, è più grande e il telefono su un tavolo traballa anche più del modello precedente, ma a meno che non siete parte di quell'utenza che digita con un dito sullo schermo del proprio smartphone poggiato sulla scrivania, non vi darà alcun fastidio.

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All'interno è stata inserita una nuova vapor chamber pensata per dissipare al meglio i calore spalmandolo sull'intera superficie del dispositivo. Permangono alcuni punti "caldi" quando si compiono operazioni che richiedono parecchie risorse, ma rispetto al passato lo smartphone risulta decisamente meno fastidioso quando le temperature si alzano.

Una nota negativa, invece, è l'assenza di magneti integrati nella scocca per poter utilizzare tutti quegli accessori sdoganati da Apple in seguito al rilascio del celebre sistema MagSafe. Samsung ha giustificato l'assenza dicendo che "tanto gli utenti utilizzano quasi tutti un case", ma in realtà si tratta di una scelta di design, visto che con l'introduzione di una vapor chamber più generosa, l'inserimento di un sistema di magneti di quella tipologia avrebbe reso più spesso il corpo dello smartphone.

Privacy Display: innovazione, non marketing

Sulla carta il pannello del Galaxu S26 Ultra sembra lo stesso pannello dello scorso anno: 6.9 pollici OLED, 8-bit, risoluzione 1440p, refresh fino a 120 Hz e 2600 Nits di luminosità massima.

Ma in realtà la novità più interessante dell’S26 Ultra passa proprio per lo schermo. Il Privacy Display, difatti, è una tecnologia che limita l’angolo di visione quando attivata, impedendo a chi sta accanto a voi di vedere cosa c’è sullo schermo. L'aspetto rivoluzionario è che non si tratta di un filtro esterno, o di un trattameno al display, ma di una funzione hardware integrata nel pannello. 

Si basa sul concetto di separare tutti i pixel del display in due tipologie: i classici wide (che sparano un cono di luce angolato in maniera tale da rendere visibile l'immagine anche lateralmente) e i nuovi "narrow" (che invece inidirizzano la luce solo frontalmente verso chi sta osservando lo schermo).

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Attivando il primo livello del Privacy Display, i pixel "wide" posti sulla cornice dello schermo si spengono, riducendo drasticamente l'angolo di visualizzazione. Attivando la massima protezione, invece, si lasciano attivi solamente i pixel "narrow", riducendo del tutto la possibilità di sbirciare lateralmente il display.

Ovviamente, meno pixel accesi equivale a una minore risoluzione e a un contrasto peggiore, ma Samsung non è stolta e per non compromettere costantemente la qualità dello schermo quando si attiva il Privacy Display, ha realizzato una serie di controlli per gestirne ogni aspetto al meglio.

Si deve leggere una mail importante, o comunicare dati sensibili? Si attiva il Privacy Display al massimo del suo potenziale, si compie l'operazione e si disattiva subito dopo. Si vuole stare tranquilli quando si utilizza un'applicazione bancaria? Si può impostare il Privacy Display per attivarsi solo quando viene avviata quella specifica impostazione. Si ricevono notifiche da questa o quell'app con conversazioni che non si vuole vengano sbirciate mentre si è a cena? Si può impostare il Privacy Display per lavorare solo sulla porzione di schermo che mostra le notifiche e solo con specifiche applicazioni.

Nell’uso quotidiano, non appena configurato a dovere, è comodissimo. In treno, in aereo o semplicemente a cena, sapere che nessuno può leggere i messaggi o guardare cosa fai con il tuo smartphone è un valore aggiunto reale, non un gimmick per stupire una manciata di minuti dopo l'acquisto.

L'aspetto più interessante è che per quanto attivandolo globalmente la risoluzione percepita scenda lievemente, il contrasto si ammorbidisca e la luminosità generale si riduca, i benefici rispetto all'installare una pellicola polarizzata sono tangibili, soprattutto perché è l'utente a decidere cosa, e quando, oscurare, non andando ad affliggere la bontà dell'immagine restituita dallo schermo nella totalità degli utilizzi.

I tre stadi del privacy display

È vero, la gestione differente dell'illuminazione data dalle due tipologie di pixel potrebbe stranire inizialmente (l'immagine sembra diversa se paragonata al modello precedente), così come non siamo di fronte allo schermo più luminoso e contrastato mai realizzato da Samsung, ma come detto a più riprese il Galaxy S26 Ultra vuole essere prima di tutto un device bilanciato e considerando come opera il Privacy Display non si può che encomiare Samsung per come ha gestito questa nuova tecnologia.

Quello che fa storcere il naso, invece, è la decisione di non optare per un pannello a 10-bit, limitandosi a proporre un display a 8-bit che simula i 10. Non è niente di trascendentale, sia chiaro, ma non comprendo le reali motivazioni dietro a una scelta così conservativa, se non qualche difficoltà, a me incomprensibile, nel portare la tecnologia del Privacy Display su uno schermo a 10-bit.

La potenza è nulla senza controllo

Dentro al Galaxy S26 Ultra troviamo lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy, con ottimizzazioni specifiche per il top di gamma Samsung. Le prestazioni sono semplicemente incredibili, ormai non è più una sorpresa, ma per dovere di cronaca posso dirvi che il nuovo top di gamma di Samsung è secondo solamente al mostruoso REDMAGIC 11 Pro.

Tutto è fluido, sempre. Multitasking, giochi pesanti, editing video, IA, registrazioni in 4K di durate sostanziose. Niente mette in difficoltà questo smartphone. La differenza rispetto al passato è che Samsung sembra più concentrata sull’efficienza che sulla scheda tecnica.

Scegliere il frame in alluminio, difatti, non è stata una scelta dettata da pigrizia o da "voglia di andare al risparmio". L'alluminio, unito alla nuova vapor chamber, permette una dissipazione migliore delle temperature, che si trasformano in throttling totalmente assenti e consumi energetici gestiti al meglio. E no, questo chassis in alluminio non perde il colore solo guardandolo e non è per nulla fragile.

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Allo stesso modo la tanto criticata batteria da 5.000 mAh ha dalla sua un aspetto che molti competitor, con batterie ben più generose, non hanno: un'ottimizzazione magistrale fra hardware e software.

Il primo giorno di utilizzo, appena tolto dalla confezione, con un'autonomia residua del 53% alle 10 del mattino, mi sono trovato alle 19 con il 7% di carica residua... peccato che avevo registrato 89 video in 4k/60fps, oltre ad aver messo sotto pressione il device nei primi momenti di utilizzo per trasferirci i miei datti e reinstallare tutto il necessario per poterci lavorare. 

I giorni seguenti i risultati son ostati semplicemente soprendenti. Stesso numero di video, tolto dalla carica alle 07, arrivato a ora di cena con una forbice variabile tra il 15 e il 20% di autonomia. 

In utilizzi normali, dove foto e video si fanno in numero più contenuto, è semplicemente impossibile scaricarlo del tutto nell'arco di una giornata, anche in quelle più lunghe.

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Le ore di schermo hanno sempre oscillato fra le 9 e le 12, dipende dalla mole di video registrati durante la giornata, ma in linea di massima pur non vantando una batteria al silicio-carbonio con valori altissimi, una sapiente ottimizzazione software, il drain in standby praticamente inesistente e una gestione delle temperature più affinata rispetto al passato lo portano a essere uno dei migliori smartphone in commercio in termini di autonomia.

Per quanto riguarda la ricarica a 60W via cavo, siamo nella media. In circa mezz’ora si arriva intorno all’75%, mentre in un'ora si raggiunge il 100%. Niente di stravolgente per quanto riguarda i tempi di carica e sicuramente è un aspetto su cui si poteva lavorare di più.

Fotocamere familiari, ma migliorate dove serve

Il comparto fotografico non cambia, ma migliora dove serve. Samsung non sembra più intenzionata a puntare tutto sul comparto fotografico, soprattutto in un mercato dove i "Top Camera-Phone" proliferano come funghi.

L'azienda sembra volersi concentrare piuttosto sul non deludere creator e utenti che cercano foto e video di altissima qualità in punta e scatta. Per questo motivo il comparto fotografico vede come modifica principale una apertura più ampia sulla camera principale (che ora fa entrare il 47% di luce in più) e sulla tele 5X (che ora fa entrare il 37% di luce in più).

Questo cosa significa? Maggiori dettagli in ogni contesto, specialmente nelle situazioni in cui la luce scarseggia e nelle foto in notturna, aspetto nel quale Samsung ha voluto concentrarsi maggiormente con questo modello.

+5

Le foto sono dettagliate, ben contrastate e grazie ai rinnovati algoritmi basati sull'IA anche gli scatti dove si eccede con lo zoom sono ben più che buoni. Il risultato è uno smartphone "punta e scatta" che, come anticipavo prima, abbandona la corsa al traguardo da "Top Camera-Phone" per offrire un comparto fotografico che non tradisce mai, rivelandosi eccellente in ogni contesto, con un time to shoot fra i più rapidi della categoria e capace di non lasciare mai a piedi l'utente in nessuno scenario.

L'unica sbavatura l'ho riscontrata nelle macro, che mi sono sembrate leggermente meno definite rispetto al S25 Ultra, ma rispetto al modello precedente (specialmente in seguito agli ultimi aggiornamenti) questo S26 ultra gioca in tutt'altro campionato.

Sul versante video, invece, nulla da appuntare. Tutto sempre perfetto e il nuovo stabilizzatore con blocco orizzontale è semplicemente impressionante, visto che blocca la camera per permettere delle riprese sempre stabili realmente in qualunque contesto.

Vi lascio qua sotto un contenuto registrato interamente con le camere del Samsung Galaxy S26 Ultra, in modo da farvi comprendere come si comporta.

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Non lo si userà sempre, questo è indubbio, ma quando serve è semplicemente incredibile e considerando che gli artifici nel video finale sono praticamente nulli (appaiono solo in condizioni forzatamente estreme) è una piccola rivoluzione per molte tipologie di content creator e di sportivi.

Insomma, checché se ne dica, il Samsung Galaxy S26 Ultra resta uno dei migliori smartphone per chi vuole fare foto in qualsiasi situazione, senza pensarci troppo e appoggiandosi a tutta quella serie di algoritmi e funzioni pensate per enfatizzare il "punta e scatta" di qualità.

Software incredibile e IA opzionale

Come da tradizione. Samsung ha riempito il Galaxy S26 Ultra di una pletora di funzioni IA. Fra call screening, audio eraser, photo assist, suggerimenti automatici, automazioni con Gemini, Creator Studio, un Bixby rinnovato e dozzine di altre funzioni, c'è davvero tantissimo tra cui scegliere quando ci si addentra nelle sezioni dedicate alla Galaxy AI.

Alcune sono utilissime, altre meno. Ma la cosa che ho apprezzato è che, come da tradizione, Samsung ha riempito il suo top di gamma di funzioni IA totalmente opzionali, che non vogliono essere il motivo per cui scegliere questo smartphone, ma un valore aggiunto di indubbio valore.

Si possono ignorare completamente e avere, comunque, fra le mani una delle esperienze Android più complete in circolazione. Una scelta intelligente e che dimostra quanto non sia necessario puntare tutto sulla tecnologia del momento quando le fondamenta della propria User Experience si rivelano dannatamente solide.

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OneUI, difatti, rimane l'interfaccia più reattiva, completa e intuitiva presente sul mercato. Non ci sono pubblicità nascoste nei widget, la compatibilità con le applicazioni è totale (grazie all'app store complementare di Samsung) , si può personalizzare in ogni suo aspetto e le tante novità introdotte con la versione 8.5 di OneUI ricalcano pedissequamente quella ricerca di affinamento e non di rivoluzione. 

Il dialer, per esempio, è il migliore che potete trovare al momento. Filtra le chiamate, avvisa in caso di numeri sospetti e, soprattutto, permette di registrare le chiamate, trascriverle e convertirle in appunti pronti all'uso. 

Tutte le applicazioni audio e video, invece, offrono l'audio eraser, che abbatte i suoni molesti durante la visione di contenuti multimediali, ribilanciando le voci per renderle sempre cristalline ma senza restituire un suono d'insieme posticcio.

E questi sono solo due esempi delle tante accortezze che, proprio sfruttando l'IA in maniera intelligente, sono state implementate in un sistema operativo già di per sé completo sotto ogni punto di vista.

Ma quindi ha senso comprarlo?

Ogni volta che passo del tempo con uno smartphone Samsung, sia esso un foldable o un flagship più tradizionale, mi rendo conto del perché, alla fine, io torni sempre a utilizzare un device dell'azienda coreana.

Il Galaxy S26 Ultra è uno di quegli smartphone che non colpiscono per il design, per le rivoluzioni introdotte o per una singola funzione, ma per il perfetto equilibrio dell’insieme. Non è il telefono più rivoluzionario. Non è il più estremo. Non è quello con la batteria più grande o la ricarica più veloce.

È quello che fa tutto bene, sempre, senza punti deboli evidenti. Ed è proprio questa sua capacità di non voler eccellere sotto nessun aspetto, che lo rende così speciale. Samsung si è nuovamente rifiutata di realizzare lo smartphone perfetto sulla carta, ma ha voluto creare quello più equilibrato nella vita di tutti i giorni... e ci è riuscita.

Per chi possiede un S25 Ultra, o addirittura un S24 Ultra, il cambio non è imprescindibile, ma per chiunque sia alla ricerca di uno smartphone Android completo sotto ogni punto di vista, e non è alla ricerca dell'eccellenza in un aspetto in particolare, non si può che consigliare il nuovo top di gamma di Samsung, tenendo a mente che non si tratta né del Galaxy S più spettacolare mai realizzato, né tantomeno dello smartphone più rivoluzionario mai arrivato sul mercato, ma indubbiamente di quello più maturo.

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