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Pro
- Autonomia eccellente con batteria da 6200 mAh
- Display OLED luminosissimo e di alta qualità
- Comparto fotografico versatile e sorprendente
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Contro
- Throttling in condizioni di eccessivo stress
- Niente LTPO sul display
- Foto in notturna meno impressionanti
Il verdetto di Tom's Hardware
Informazioni sul prodotto
Ho passato diversi giorni con Oppo Reno15 Pro, o Reno15 Pro Mini come viene chiamato in alcuni mercati, usandolo come smartphone principale, stressandolo nei limiti di un utilizzo quotidiano intenso, portandolo in tasca, sul comodino e mettendolo sotto la lente cercando di non farmi influenzare da quel "colpo di fulmine" che mi ha colto quando le sue dimensioni contenute si sono posate nel palmo della mia mano.
Perché questo dispositivo nasce con un’ambizione precisa: essere uno smartphone compatto che non si comporta da compromesso. E già da qui si capisce perché la parola “mini” sia stata rimossa dalla versione giunta dalle nostre parti.
Nel mercato asiatico, difatti, il Reno15 Pro, è disponibile in versione "mini" e "max", che differiscono fra di loro per le sole dimensioni del display. Per la versione global, Oppo ha preferito non intasare di modelli il mercato e lasciare il Find X9 Pro a rappresentare il flagship per chi ama schermi grossi e performance elevate, inserendo nella line-up il Reno15 Pro come rappresentante dei flagship contenuti nelle dimensioni, votati all'estetica, ma non per questo meno performanti.
Un design ricercato
Quando lo si prende in mano, il Reno15 Pro non è minuscolo. È leggermente più grande e più pesante di un iPhone 17, tuttavia il form factor resta più gestibile rispetto alla media dei flagship Android moderni, visto che Oppo ha lavorato moltissimo sull’ergonomia. Il design è si ispira alle linee rese celebri da Apple, soprattutto nella disposizione delle fotocamere e nel retro in vetro piatto, ma le similitudini si fermano li.
La cornice piatta in alluminio e la finitura opaca dello chassis fanno un lavoro eccellente nel respingere le impronte, e nell’uso quotidiano il telefono resta sempre pulito. La versione che abbiamo testato noi è la variante Aurora Blue, la cui scocca posteriore differisce dalla più sobria versione dusk brown, per una colorazione cabgiante, che alterna celeste e bianco ghiaccio attraverso le linee che percorrono lo chassis disegnando, per l'appunto, l' aurora boreale.
Una colorazione tanto peculiare quanto capace di far differire il Reno15 Pro dalla concorrenza, garantendogli uno stile e un'eleganza difficili da far trasparire in delle semplici foto. Una piccola curiosità? La variante Aurora Blue pesa un grammo in più ed è spessa 0,14 millimetri in più rispetto alla versione Dusk Brown, proprio in virtù della fantasia che ne adorna il retro.
Dal punto di vista della resistenza, Oppo gioca una carta importante. Le certificazioni IP66, IP68 e IP69 lo rendono uno degli smartphone più protetti della sua categoria, non solo contro immersioni e polvere, ma anche contro getti d’acqua ad alta pressione. È un dettaglio che spesso passa in secondo piano, ma che contribuisce a dare quella sensazione di solidità da vero prodotto premium.
Il display è uno dei punti di forza più evidenti. Parliamo di un pannello OLED da 6,32 pollici, con una risoluzione di 2640X1216, una densità di 460 PPI, refresh rate a 120 Hz e supporto HDR10+. La qualità visiva è eccellente, sia per nitidezza sia per resa cromatica, grazie anche alla profondità colore a 10 bit.
Ma ciò che colpisce davvero è la luminosità. In modalità galleria con luminosità automatica, il pannello ha superato i 2200 nit, arrivando oltre i 3500 nit quando il sole batteva direttamente sullo schermo. Numeri che, nella pratica, significano una leggibilità impeccabile in qualunque contesto.
La gestione della frequenza di aggiornamento, però, non è da vero top di gamma. Manca la tecnologia LTPO, e questo si traduce in una frequenza che oscilla tra 120 Hz durante l’interazione e 60 Hz quando lo schermo è statico. È una soluzione funzionale, ma meno raffinata rispetto ai flagship più costosi, e si riflette in un’efficienza energetica che potrebbe essere ulteriormente migliorata.
Sul fronte audio, invece, Oppo ha fatto un ottimo lavoro. Gli altoparlanti stereo offrono un volume elevato e una qualità sorprendentemente ricca, con bassi presenti e una buona separazione dei canali. Esiste anche una modalità di aumento del volume fino al 300%, che porta l’emissione sonora a livelli quasi eccessivi, ma a scapito della qualità. È una funzione da usare solo in casi specifici, tipo quando serve ascoltare un vocale in vivavoce in un ambiente particolarmente rumoroso, ma resta un’opzione interessante.
La dotazione è completata da un lettore di impronte ottico sotto al display, rapido e affidabile, e da un emettitore a infrarossi, una presenza sempre più rara ma ancora utilissima per controllare TV e altri dispositivi. Una sola opzione di archiviazione fissata a 512 GB, senza possibilità di espansione tramite microSD, una scelta ormai standard ma che vale la pena sottolineare per tutti quelli che sperano nel sempre più ricercato taglio da 1 TB.
Prestazioni concrete
Il software è affidato a ColorOS 16, basato su Android 16 e già ampiamente trattato nelle precedenti analisi di Find X9 e X9 Pro. L’esperienza è fluida e matura, con un’interfaccia che ricorda da vicino quella di Realme e OnePlus, come prevedibile viste le parentele industriali. Il sistema di categorizzazione automatica delle app nel drawer è comodo, e la smart sidebar aggiunge un livello di multitasking efficace, permettendo di aprire applicazioni in finestre pop-up e richiamarle rapidamente.
Interessante anche l’implementazione di una "pillola" attorno al foro della fotocamera frontale, che mostra informazioni contestuali come musica e timer, un’idea chiaramente ispirata al mondo Apple ma integrata con una certa intelligenza da sempre più aziende, che come Oppo ne stanno affinando le potenzialità.
Le funzioni AI sono numerose: dalla ricerca universale sempre disponibile, capace di scavare nelle impostazioni e nelle app, fino a Mind Space, uno spazio organizzativo che usa l’intelligenza artificiale per ordinare note, screenshot, registrazioni audio e scorciatoie. A questo si aggiungono AI Writer, AI Translate, AI Voice Scribe e AI Studio, con strumenti di generazione e modifica delle immagini direttamente dalla galleria. È un pacchetto completo, forse anche sovrabbondante, ma coerente con le tendenze attuali.
Molto solida anche la politica di aggiornamenti: 5 anni di major update di ColorOS e 6 anni di patch di sicurezza. Non è ancora il riferimento assoluto del settore, ma siamo nel pieno range del ciclo di vita ottimale di uno smartphone moderno. Interessante anche la sicurezza con cui Oppo garantisce che per sei anni lo smartphone non presenterà lag nelle animazioni o perderà d fluidità nelle fasi di scrolling. Una politica che sono curioso di vedere se sarà mantenuta totalmente.
Sotto la scocca troviamo il MediaTek Dimensity 8450. Non è il chip più potente sul mercato, ma rientra a pieno titolo nella fascia alta del settore. Nei benchmark si comporta come un classico “flagship killer”, offrendo prestazioni elevate per l’uso quotidiano e per il gaming. Tuttavia, quando si passa a stressarlo per lunghi periodo, emergono i limiti della gestione termica che affliggono sempre più smartphone di fascia alta.
Nell'utilizzo prolungato per attività di editing o nelle sessioni di gaming intensive il comportamento della CPU rimane discreto, ma non appena si richiede uno sforzo maggiore alla GPU il throttling è marcato, con cali delle prestazioni che toccano il 35%.
Ora, non è un dato che ha una valenza nell'uso reale, visto che difficilmente si edita un progetto video in 4K/60, composto da più livelli e con diverse tracce audio; così come non credo si arrivi a giocare a Destiny Rising, o a Genshin Impact, per più di quattro ore continuative con tutto spinto al massimo. Però resta un dato che ritengo onesto sapere, anche solo per sapere che tipologia di device si sta comprando.
La batteria da 6200 mAh è un altro punto di forza. Nei test di utilizzo attivo ha superato le 17 ore, un risultato eccellente per uno smartphone di queste dimensioni. La ricarica SuperVOOC da 80 W non è fulminea, ma adeguata: 62% in 30 minuti e carica completa in circa 54 minuti. Considerando la capacità della batteria, è un compromesso sensato e decisamente efficace anche per gli utenti più nomadi.
Il principe dei ritratti
Il comparto fotografico è molto ambizioso e indubbiamente sorprendente. La fotocamera principale da 200 MP, affiancata da un teleobiettivo da 50 MP con zoom 3,5x e da un’ultra-grandangolare da 50 MP con autofocus, offre risultati sempre affidabili in condizioni di luminosità adeguata.
Di giorno le immagini sono dettagliate, con una buona gamma dinamica e colori molto naturali. Anche se non al vertice assoluto della categoria, il Reno15 Pro restituisce scatti a 1X difficilmente distinguibili rispetto a quelli proposti dal Find X9 Pro. I ritratti, invece, sono il suo fiore all'occhiello, nonché una delle caratteristiche che contraddistinguono questo device dal resto della line up di Oppo.
La fotocamera selfie da 50 MP è una delle più interessanti in circolazione, grazie all’obiettivo ultra-grandangolare e all’autofocus. Anche la modalità ritagliata mantiene una qualità incredibile, specialmente in questa fascia di prezzo.
In notturna, invece, la qualità resta buona ma con un livello di dettaglio inferiore alle aspettative, rappresentando il "tallone di Achille" di questo modello ma restituendo, comunque, degli scatti parecchio convincenti per la fascia di prezzo a cui viene proposto.
Sul fronte video, il Reno 15Pro registra fino a 4K a 60 fps su tutte le fotocamere, con una stabilizzazione quasi impeccabile. La qualità è elevata su principale e tele, un po’ inferiore sull’ultra-grandangolare, ma nel complesso colori e gamma dinamica sono eccellenti sia di giorno sia di notte.
Oppo d'altronde sta puntando parecchio sul comparto video dei suoi smartphone più recenti e il Reno 15Pro risulta un'ottimo smartphone per creator, specialmente per chi cercava la resa video offerta dal Find X9 Pro, in un formato più compatto e tascabile.
Ha senso comprarlo
Arrivando al verdetto, Oppo Reno 15Pro è uno smartphone estremamente concreto, che scende a pochi compromessi. Non è un vero flagship (più per ragioni di scheda tecnica che per reali incertezze sul fronte delle performance) ma risulta davvero difficile non considerarlo tale, soprattutto considerando un prezzo più contenuto rispetto ai top di gamma assoluti.
Offre un display eccellente, un’autonomia encomiabile, un software maturo e un comparto fotografico con pochissime lacune. Gli unici difetti "scolastici" si ritrovano nella gestione termica sotto carico prolungato (un limite che emerge praticamente solo nei benchmark) e degli scatti in notturna meno convincenti di quelli con una luminosità adeguata.
Parlando di prezzo, dal 15 gennaio al 28 febbraio, Oppo Reno15 è disponibile all’acquisto su Oppo Store con due opzioni di bundle: 799,99€ con Travel Case, Travel Tag e Enco Buds3 Pro oppure Travel Case, Travel Tag e Power Bank. Inoltre, nello stesso periodo, tutti gli utenti iscritti potranno beneficiare di un coupon, sempre sullo store ufficiale di Oppo, che garantisce 50€ di sconto sul prezzo finale.
In definitiva Oppo Reno 15 Pro è la dimostrazione che uno smartphone ambizioso può ancora esistere in una fascia di prezzo meno proibitiva. Non punta a battere i flagship sul terreno della potenza pura, ma sceglie un equilibrio intelligente tra prestazioni, autonomia e funzionalità che incarna candidamente tutto quello di cui ha realmente bisogno la maggior parte degli utenti.