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Recensione Xiaomi Redmi Note 5, il killer della fascia media

Pagina 1: Recensione Xiaomi Redmi Note 5, il killer della fascia media

Xiaomi Redmi Note 5

 

Il Redmi Note 5 è lo smartphone con il quale Xiaomi tenterà di conquistare la fascia medio-bassa del mercato. Come da tradizione, l'azienda cinese punta soprattutto sul rapporto qualità/prezzo.

Xiaomi Redmi Note 5


Il Redmi Note 5 ha le potenzialità per riscrivere gli equilibri nella fascia medio-bassa del mercato. Xiaomi ha realizzato uno smartphone caratterizzato da un ottimo rapporto qualità/prezzo, chiamato a scontrarsi con dispositivi che, in buona parte, offrono meno da un punto di vista tecnico, con inevitabili ripercussioni in relazione all'esperienza utente. Il prodotto ideale per ritagliarsi rapidamente un ruolo da protagonista in Europa.

Del resto, lo sbarco in Europa di Xiaomi è stato scandito da una strategia apparsa chiara fin da subito. L'azienda cinese, almeno inizilmente, sta puntando soprattutto sulla fascia bassa e su quella media del mercato smartphone, due segmenti divenuti chiave nel settore e presidiati in particolare da Samsung e Huawei. Saranno dunque i prodotti come il Redmi Note 5 ad avere il compito di far conoscere il brand alla massa, per poi consolidarne la presenza attraverso l'intero ecosistema.

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Costruzione ed ergonomia

La prima sensazione che si ha prendendo tra le mani lo Xiaomi Redmi Note 5 è quella di solidità. La scocca è realizzata in gran parte in metallo, con due bande in policarbonato posizionate sulla parte superiore e inferiore della back cover, utilizzate per nascondere le varia antenne. I 181 grammi di peso si sentono tutti, pur essendo ben distribuiti. Il rapporto di forma in 18:9 favorisce la presa.

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Le cornici laterali sono ridotte ma comunque sufficienti per evitare tocchi involontari sullo schermo. Decisamente più pronunciati i bordi inferiore e superiore sulla parte frontale, con gli angoli arrotondati del display che creano un effetto piacevole alla vista. In generale comunque, il design è abbastanza anonimo e la sensazione al tatto, seppur di buon livello, è comunque quella di un dispositivo di fascia media.

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I pulsanti fisici (accensione e bilanciere del volume) sono ben posizionati e perfettamente raggiungibili con le dita, così come il sensore biometrico posteriore. La dual-camera è sporgente, e rende il dispositivo instabile quando lo si poggia su di un piano (una criticità che scompare con la cover in silicone inclusa in confezione). In ogni caso, considerando lo schermo da 5,99 pollici, il Redmi Note 5 è difficilmente utilizzabile con una mano. La versione oggetto della nostra prova è la Pro con colorazione Black, ma viene realizzato anche nelle varianti cromatiche Gold e Lake Blue.

Schermo e audio

Il Redmi Note 5 può contare su un ampio schermo IPS LCD da 5,99 pollici con risoluzione Full-HD+ (2.160 x 1.080 pixel), caratterizzato da un rapporto di forma in 18:9. Si tratta di un ottimo pannello considerando la fascia d'appartenenza, con una luminosità molto elevata e una buona visibilità all'aperto, complice il convincente trattamento oleofobico del vetro anteriore. 

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La resa cromatica può essere impostata lato software, scegliendo tra colori caldi, normali o freddi. Discorso analogo per il contrasto, e in generale le possibilità di personalizzazione sono davvero tante, come da tradizione Xiaomi. Com'è facilmente intuibile, un pannello così grande esalta determinati ambiti di utilizzo, come la navigazione web o la fruizione di contenuti multimediali.

In tal senso, lo schermo è assistito da uno speaker singolo posizionato sul lato inferiore, che offre un volume elevato ma una qualità nella media. Considerando la particolare propensione all'uso multimediale, visto l'ampio display, avrei apprezzato la presenza di un audio stereo, magari sfruttando la capsula auricolare. 

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La ricezione è buona, la connettività completa: Bluetooth 5.0, Wi-Fi ac dual-band, radio FM, sensore a infrarossi, supporto Dual-SIM, GPS A-GLONASS BDS, banda 20 (nella versione global), jack audio da 3.5 mm. Peccato per l'assenza dell'NFC e della presenza della porta micro-USB anziché USB-C. 

Prestazioni e autonomia

Come detto, la versione oggetto della nostra recensione è la variante Pro del Redmi Note 5. A bordo c'è il SoC Snapdragon 636 di Qualcomm, caratterizzato da una CPU octa-core Kryo 260 a 1.8 GHZ, accoppiato a 4 GB di RAM e a 64 GB di memoria interna (espandibile tramite micro-SD). La parte grafica è invece affidata alla GPU Adreno 509.

Schermo 5,99 pollici Full-HD+, 1.080 x 2.160, 18:9, IPS LCD, Gorilla Glass
SoC Qualcomm Snapdragon 636
GPU Adreno 509
RAM 4 GB
Storage 64 GB espandibili tramite micro-SD
Fotocamera posteriore Dual-Camera, 12 MP f/1.9 + 5 MP f/2.0, dual-LED flash
Fotocamera anteriore 20 MP f/2.2
Connettività Bluetooth 5.0, Wi-Fi ac dual-band, radio FM, sensore a infrarossi, GPS A-GLONASS BDS
Reti Dual-SIM, LTE cat.12
Batteria 4.000 mAh
Ricarica Micro-USB, ricarica rapida Quick Charge 2.0
Sicurezza Sensore biometrico sulla back cover
Sistema Operativo Android 8.1 Oreo personalizzato con MIUI 9.5
Dimensioni 158.6 x 75.4 x 8.1 mm
Peso 181 grammi
Colori Black, Gold, Lake Blue
Prezzo di listino 229,00€ (Acquista)

Si tratta di una piattaforma hardware estremamente affidabile, in grado di garantire ottime prestazioni in praticamente tutte le situazioni di utilizzo. Davvero difficile riscontrare rallentamenti, anche durante le sessioni di gaming, complice anche l'ottimo lavoro di ottimizzazione a cui Xiaomi ci ha ormai abituati.

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Intendiamoci, esiste un gap rispetto ai top di gamma. Lo si percepisce mettendo accanto al Redmi Note 5 un dispositivo di fascia alta, che risulta essere più scattante. Si tratta però di piccolezze, che difficilmente si notano nel normale utilizzo quotidiano. Del resto, non è un caso che la fascia media stia continuando a rosicchiare quote mercato.

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Tutto questo si abbina anche a un'autonomia di alto livello. Il Redmi Note 5 Pro integra una batteria da 4.000 mAh, con la quale non è utopistico pensare di coprire le due giornate lavorative. Con il mio utilizzo (misto tra LTE e Wi-Fi, 2 account mail in push, centinaia di notifiche dai social ed app di messaggistica istantanea, circa 1 ora di telefonate) sono riuscito a superare le 6 ore di schermo accesso, in alcuni casi toccando le 7 ore.