Il regno di Samsung come primo produttore mondiale di smartphone si è concluso dopo tredici anni ininterrotti di dominio. Nonostante una crescita significativa nelle vendite durante il 2025, il colosso sudcoreano ha dovuto cedere lo scettro ad Apple, che per la prima volta nella storia si posiziona in cima alla classifica globale. Un cambio di leadership che arriva in un momento cruciale per l'industria mobile, mentre l'intero settore si prepara ad affrontare una grave carenza di memorie che potrebbe ridisegnare gli equilibri di mercato nel 2026.
Secondo i dati raccolti da International Data Corporation (IDC), Samsung ha spedito 241,2 milioni di smartphone nel 2025, registrando una crescita del 7,9% rispetto all'anno precedente. Una performance robusta che però non è bastata a contrastare l'avanzata di Apple, che ha piazzato 247,8 milioni di iPhone con un incremento del 6,3% su base annua. Il sorpasso è stato di misura, ma sufficiente a riscrivere la gerarchia del mercato globale della telefonia mobile.
Il dato più interessante della rilevazione IDC riguarda la concentrazione del mercato nelle mani dei due giganti. La quota combinata di Apple e Samsung è salita dal 35% al 37%, confermando come i player principali stiano rafforzando la loro posizione a scapito dei competitor di dimensioni inferiori. Per Samsung, i principali motori di crescita sono stati gli smartphone della serie Galaxy A, tradizionalmente orientati alla fascia media del mercato, e il pieghevole Galaxy Z Fold 7, che continua a rappresentare un segmento di nicchia ma ad alto valore aggiunto.
Particolarmente significativa si è rivelata anche la performance del Galaxy S25, la cui traiettoria commerciale ha mostrato un'accelerazione nella fase avanzata del ciclo di vita, contrariamente al pattern tipico dei flagship che vedono il picco nelle settimane immediatamente successive al lancio. Questo andamento potrebbe indicare un successo nel posizionamento a lungo termine del dispositivo e nell'efficacia delle strategie promozionali messe in campo da Samsung nei mesi successivi al debutto.
Dietro ai due dominatori, il panorama si fa più complesso. Xiaomi mantiene il terzo posto con una quota di mercato del 13,7%, ma ha visto le proprie vendite contrarsi rispetto al 2024, segnalando possibili difficoltà nel competere ai livelli più alti. Vivo ha registrato un incremento nelle spedizioni in termini assoluti, ma la sua quota è rimasta ancorata all'8,2%, mentre OPPO ha subito una contrazione del 2,7% con 102 milioni di unità spedite. Il divario tra i primi due e gli inseguitori si è dunque allargato, consolidando una struttura di mercato sempre più polarizzata.
L'outlook per il 2026 presenta però nubi minacciose all'orizzonte. IDC prevede un calo nelle vendite globali di smartphone, guidato da una grave carenza di chip di memoria che sta già impattando l'intera catena di fornitura. La domanda esplosiva di componenti di memoria per i data center dedicati all'intelligenza artificiale ha spinto produttori come Micron, Samsung e SK Hynix ad aumentare significativamente i prezzi, creando una pressione inflazionistica che si rifletterà inevitabilmente sui listini degli smartphone.
Ryan Reith, Group Vice President della divisione Worldwide Client Devices di IDC, ha sottolineato come i produttori di maggiori dimensioni siano meglio posizionati per affrontare questa crisi. La capacità di Samsung di assicurarsi forniture di memoria e negoziare condizioni più favorevoli rispetto ai competitor cinesi di minori dimensioni rappresenta un vantaggio strategico che potrebbe amplificare ulteriormente la concentrazione del mercato.