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Atelier Ryza 2: Lost Legends and The Secret Fairy | Recensione

Poco più di un anno fa, vi abbiamo raccontato la storia di Atelier Ryza: Ever Darkness and the Secret Hideout, il quale rappresentava un nuovo inizio per il marchio JRPG di Gust e un percorso che avrebbe portato la serie di Atelier a evolversi. Se allora avete seguito il nostro consiglio e, possibilmente, non vi siete pentiti di quella scelta, avrete vissuto la storia della giovane Ryza e del suo desiderio di esplorare il mondo fuori dalla sua piccola isola, nella quale ha vissuto una serie di avventure più magiche di quanto avrebbe mai pensato.

Dopo la solita attesa dalla release giapponese e diversi anni dall’estate in cui tutto ebbe inizio, potrete continuare il viaggio dell’alchimista con il nuovo Atelier Ryza 2: Lost Legends & The Secret Fairy, che tra le altre cose è ufficialmente il primo capitolo della serie ad avere una versione PlayStation 5. Non ci sarebbe momento migliore per Gust e Koei Tecmo di compiere finalmente un passo deciso verso il futuro, dopo tanto tempo di incertezza e una rinnovata fiducia nel pubblico occidentale, ora più che mai vicino al nome di Atelier.

Fin da subito quindi ci aspettavamo per Atelier Ryza 2 il salto verso un nuovo orizzonte, un po’ come fa la protagonista all’inizio della storia. Emozionandoci con il debutto di Ryza e premiando lo studio per aver preso il coraggio in mano e proposto qualcosa di nuovo con qualche difetto storico, a questo giro volevamo essere testimoni dello sforzo di Gust e dell’impegno nel migliorarsi ancora di più, credendo nel potenziale della nuova saga di Atelier e nei suoi giovani protagonisti. Se state leggendo è molto probabile che siate già appassionati di questo tipico JRPG e non avrete dubbio alcuno su quanto troverete in Atelier Ryza 2, ma nella nostra posizione “critica” vogliamo rassicurarvi ancora di più ben prima di proseguire oltre: dopo aver completato il gioco e qualche attività secondaria di routine, arrivando intorno alle 35 ore effettive (ma ne serviranno molte di più, specie se lo prendete con calma e volete fare tutto tutto), Atelier Ryza 2 è, come il suo predecessore, il nuovo apice della serie e un altro grande traguardo per Gust.

Atelier Ryza 2

Le rovine oltre il mare

La principale motivazione dietro le aspettative di Atelier Ryza 2 era quella di aver trovato nel primo Atelier Ryza una serie di elementi che lo rendevano accessibile, fresco e ricco di avventure capaci di mettere in mostra al meglio l’anima fanciullesca del marchio di Gust. Vasti cieli azzurri, ambientazioni fantasy, crescita personale e il raggiungimento dei propri sogni sono solo alcuni dei temi che, adesso, potremmo dire di essere stati introdotti nel primo racconto. Per Atelier Ryza 2 il compito era quello di prendere la torcia e proseguire le storie di tutti i protagonisti amati, aggiungendo come ovvio che sia altri personaggi inediti. La paura era quella di cadere nell’effetto sequel tipico di qualsiasi produzione media, dove è molto difficile replicare il successo e le sensazioni del primissimo approccio. Un qualcosa che i più affezionati ricorderanno come parzialmente successo alla trilogia di Mysterious, dove Atelier Sophie rappresentava l’esperienza più bilanciata.

Il destino di Atelier Ryza 2 è però più luminoso di quanto ci potevamo aspettare, proseguendo con cura tutto ciò che aveva reso ottimo il primo capitolo e migliorando sotto ogni punto di vista – o quasi – ciò che era stato fatto per Ever Darkness and the Secret Hideout. Non è un mistero che Atelier Ryza originale fosse un racconto di formazione volto più a introdurre i personaggi e a cambiare la loro vita verso un orizzonte di avventure in salsa fantasy, cercando al contempo di regalarci quelle che sono le dinamiche tra un gruppo di giovanissimi relegati in un’isola fuori dal mondo esterno. Atelier Ryza 2 riprende da quel punto e ci trascina quasi nell’età adulta, dove Ryza, Lent, Tao, Klaudia e compagnia sono cresciuti abbondantemente e hanno intrapreso carriere legate ai propri sogni.

Atelier Ryza 2

La dimensione del gioco si sposta quindi fuori dall’isola, intorno ai territori della capitale della regione e alle rovine che la circondano: punto centrale di tutta la trama di gioco e principale caratteristica della saga di Ryza. Come sempre però l’avventura fantasy, a cui parteciperete attivamente nel ruolo di novelli archeologi, serve in realtà a fare da contorno all’alchimia tra i vari membri del cast, i quali dovranno riallacciare un rapporto allentato nel corso degli anni e rivivere ancora una volta l’avventura di un’estate magica. Ed è questo che tutto sommato Gust riesce a fare magistralmente, innanzitutto per le premesse gettate con il primo Atelier Ryza, ma anche per via dell’ottima scrittura degli eroi, mai eccessivamente stereotipati e dal design più unico che raro.

Tra tutti, la storia di Lent è forse quella che potrebbe colpirvi di più proprio per via della sua presentazione iniziale quasi all’opposto rispetto a quella del precedente capitolo, ma non vogliamo svelarvi troppo. Vi basti sapere che la scoperta, del mondo e di se stessi, è ciò che vi attirerà della narrazione del gioco, portandovi a rinsaldare quel legame affettivo che avevate già costruito in passato. Ci saranno diversi richiami al primo capitolo, tra cui musiche e personaggi ricorrenti, ognuno con le proprie storie da poter seguire liberamente tra una missione e l’altra.

Aiutando la città e i vostri amici, vi troverete a immedesimarvi più di una volta nei panni di Ryza, capendo sulla vostra pelle quanto un mondo fatto di magia e spensieratezza possa a volte essere duro da affrontare. Tuttavia non sarebbe un titolo Atelier se, sotto sotto, la morale di tutto questo non fosse più che positiva; e del resto è forse tale voglia di speranza e ottimismo che adesso ci fa sorridere ancora più felicemente.

Ancora una volta, affrontiamo i misteri del mondo

In onore di questo spirito d’avventura, Gust fa davvero le cose in grande ben oltre la semplice narrazione. Cambiano i paradigmi principali del gioco e del vivere la sequenza delle missioni principali, ora affidate a una serie di rovine sparse per il mondo di Atelier Ryza 2, le quali dovranno essere esplorate da noi in maniera attiva piuttosto che con semplici cutscene descrittive. L’obiettivo di Gust, in questo frangente, è stato quello di rendere la trama del gioco più coinvolgente e meno da “visual novel” in 3D, dando inoltre spessore agli ambienti di gioco spesso utilizzati o come punti di raccolta o come luoghi dove farmare e basta: belli da guardare ma con poche interazioni. Inutile dire che l’obiettivo è stato raggiunto in pieno, dando ad Atelier Ryza 2 un piglio coinvolgente e più cadenzato di molti altri titoli storici.

Nella nuova avventura di Ryza, dovrete scandagliare letteralmente le rovine in cerca di indizi testuali che dovrete poi incasellare per trovare le risposte dietro alla storia di questi antichi luoghi. Un’iniziativa che abbiamo decisamente gradito e che tutto sommato ci fa ricordare le rovine ben oltre il loro scopo nel gioco. Per chi vorrà approfondire la lore dietro le civiltà di Atelier Ryza questa è un’occasione ghiotta, mentre per chi non è proprio interessato all’aspetto storiografico si tratta di una meccanica che va a valorizzare l’esplorazione delle aree di gioco e permette al cast di livellare con facilità, considerando che alcuni nodi sono legati a miniboss da sconfiggere.

La scoperta delle rovine e dei loro segreti è tutto sommato la novità principale del gioco, insieme alla possibilità di nuotare, scalare e immergersi nell’acqua, mentre rimane al suo posto il lavoro da alchimista da svolgere dietro le quinte. Questo aspetto è stato migliorato nei riguardi dell’accessibilità alle varie funzioni, specie se si guarda alla gestione automatica delle Ricette. Dopo tanti anni ormai, i cambiamenti radicali sono quasi assenti ed è un bene per chi ha apprezzato l’alchimia di sempre. Viene però ritoccato lo sblocco delle ricette e delle skill passive con un albero apposito, stavolta chiaro e ben strutturato, e aggiunte diverse funzioni in più per chi volesse smanettare con le ricette e fare delle statistiche un vanto. Molte delle funzioni aggiuntive possono essere anche ignorate per proseguire e finire il gioco, anzi vi basterà quasi sempre fare Automatico alla Massima Qualità per ottenere risultati più che soddisfacenti, ma se siete amanti delle sfide più toste potreste ritrovarvi ad apprezzare tutto il lavoro legato alle Essenze e ai Core Items.

Tra tutto ciò che Atelier Ryza 2 migliora in ogni punto di vista però, è il combattimento a essere il vero diamante delle novità targate Gust, il quale non solo si attesta come il migliore dell’intero franchise – almeno per noi – ma anche come uno dei sistemi più soddisfacenti in tutto il panorama degli JRPG. La base d’azione è la stessa di Atelier Ryza: combattimenti con azioni scandite dal tempo e possibilità di attaccare, usare gli oggetti e le skill con sinergie tra gli alleati e alcune statistiche che aumentano potere e combo a seconda della vostra abilità. Gust ha però ritoccato tutto il ritmo e la concatenazione degli attacchi, permettendo al giocatore di poter eseguire combinazioni lunghissime, concatenare attacchi base e skill, utilizzare oggetti al volo e sfruttare sempre di più le sinergie. Si può perfino cambiare al volo il personaggio attivo, far entrare la riserva e non smettere mai di attaccare. Sommate a questo delle animazioni nettamente più fluide con coreografie più scenografiche e avrete di fronte a voi delle battaglie degne di uno shonen di alta qualità.

In tutta onestà, non avremo mai pensato di divertirci così tanto con un sistema di combattimento della serie Atelier, spesso legata alla tradizione degli JRPG. Certo, il primo Ryza aveva fatto qualche passo in avanti, ma la sua staticità lo teneva quasi fermo al combattimento a turni. Qui, invece, ogni lotta è diventata un momento per provare nuove combinazioni ed esercitarsi con le abilità, sempre diverse e in costante crescita tra un livello e l’altro. I nemici hanno quindi nettamente più vita per evitare di far finire gli scontri in fretta, ed è un bene: la spettacolarità della concatenazione e il numero di personaggi del roster completo danno totale libertà di sperimentare al giocatore, specie se ognuno degli eroi ha caratteristiche molto diverse anche nelle singole funzioni.

I Boss, la parte più impegnativa, metterà poi alla prova la vostra abilità nel riuscire a coordinare tutto il party passando da un membro all’altro nel bel mezzo della battaglia, qualcosa che ci ha ricordato una versione migliorata del concept dietro Final Fantasy XV e il suo sistema. Una buona notizia, e lo diciamo senza remore, per chiunque sia amante della spettacolarità della lotta in puro stile giapponese.

L’isola e la metropoli

Se fin qui Atelier Ryza 2 mostra i muscoli, vogliamo infine soffermarci sulla sua parte più tecnica, a cui accennavamo in apertura nella prospettiva di essere il primo capitolo cross-gen della serie. Premettendo che la versione a cui facciamo riferimento è quella PlayStation 4, giocata comunque su PlayStation 5, possiamo ritenerci soddisfatti dal punto di vista della direzione artistica, su cui ormai non nutriamo alcun tipo di dubbio.

Gust è semplicemente fenomenale nel riuscire a caratterizzare gli ambienti e i suoi personaggi a partire dal design fino alla resa, qui massimizzata nella descrizione visiva della città che fa da HUB principale. A metà tra la modernità, le ispirazioni europee tipiche del marchio e qualche rimando all’architettura dell’era Taisho, Atelier Ryza 2 rinuncia parzialmente al suo animo fantasy dai vasti cieli azzurri per diversificarsi un po’ nell’originalità. Una scelta che può allontanare i puristi del fantasy amanti degli Isekai moderni, ma che tutto sommato premia nel forgiare luoghi dal tono originale.

Atelier Ryza 2

Purtroppo però il motore tipico di Gust non ha subito sostanziali modifiche, pur sottolineando che in termini grafici Atelier Ryza 2 è nettamente migliore del suo predecessore, sia per i modelli dei personaggi che per il mondo di gioco. Tuttavia le animazioni fuori dal combattimento e nei dialoghi, così come le passeggiate per la città o fuori dai suoi confini, sono davvero, davvero legnose. È davvero difficile poterlo catalogare come difetto se si è appassionati della serie, specie perché ormai è quasi un tacito accordo di accettazione tra i fan e lo studio, un po’ come avviene per altri JRPG di nicchia come Trails of. E infatti, come per quest’ultimo, ci sono tanti elementi ad attutire l’arretratezza del motore: la stupenda colonna sonora, la scrittura eccellente, i sistemi di gioco ben studiati, dei personaggi di tutto rispetto, una direzione artistica tra le migliori del genere e la colonna sonora ancora una volta magistrale.

Si può quindi perdonare Atelier Ryza 2 soprassedendo sul suo lato tecnico? Assolutamente sì, non è un qualcosa che dovrebbe frenarvi e ci teniamo a ribadirlo nonostante la nostra segnalazione come un difetto del gioco. Altresì la nostra speranza è che le possibilità offerte dalla nuova console e i passi in avanti nei giochi in stile anime, fatti anche da Gust tra le altre cose, possano essere uno sprone per veder migliorare ancora di più il prossimo capitolo di Atelier, al quale manca davvero solo una pulizia in più alla sua parte squisitamente tecnica per riuscire a puntare all’eccellenza completa.

8.8

Atelier Ryza 2: Lost Legends and the Secret Fairy – PlayStation 4


Atelier Ryza 2: Lost Legends & The Secret Fairy è un titolo imperdibile per chi ha amato il primo capitolo, e un motivo più che sufficiente per iniziare a seguire la storia di Ryza fin dall'inizio nel caso in cui foste ancora lontani dal marchio di Gust. Il ritmo della storia è più frenetico e coinvolgente, il sistema di battaglia è uno dei migliori mai visti sul mercato e rimangono stabili tutte le certezze che la serie ha, tra cui possiamo ricordare la direzione artistica, il sistema alchemico e la colonna sonora. C'è davvero tanto per cui vale la pena vivere il nuovo viaggio di Ryza e compagni, soprattutto perché ora più che mai Gust sta facendo enormi passi avanti nei suoi sistemi di gioco e nel modo di far vivere le avventure fantasy in scenari più che unici. Se avevate paura di osservare un seguito non all'altezza del racconto del Nascondiglio Segreto, dimenticatevi pure le vostre preoccupazioni: Atelier Ryza 2 è una gemma di rara bellezza, sebbene lo studio abbia ancora da lavorare sulla parte più tecnica.

Pro

  • Storia eccellente, giovane e ricca di amicizia
  • Personaggi ben caratterizzati, sia dalla scrittura che dalla direzione artistica
  • Colonna sonora ottima
  • Uno dei migliori sistemi di combattimento della serie

Contro

  • Il motore grafico mostra ancora una certa legnosità
8.8