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Bright Memory: Infinite | Recensione del gioco sviluppato da una sola persona!

Bright Memory: Infinite è l’ultima fatica di Zeng Xiancheng, “one man army” e unico membro dello studio di sviluppo FYQD-Studio. Il gioco si pone come seguito di Bright Memory, rilasciato lo scorso anno dal medesimo studio. Protagonista dell’avventura è ancora Sheila, agente della Superatural Science Research Organization (SRO), inviata a indagare su misteriosi fenomeni legati a un buco nero e al collegamento di due mondi, che gli scienziati non riescono a spiegare.

Iniziamo con un premessa: Il gioco dura complessivamente circa due ore, ma si possono rigiocare i diversi capitoli selezionandoli dal menu principale, operazioni tra l’altro necessaria se si desidera sbloccare alcuni contenuti di gioco come le skin delle armi, che prevedono l’uccisione di un certo numero di nemici. Se vi sembra troppo corto, tenente conto non solo che (come anticipato) è sviluppato da una sola persona, ma è disponibile su Steam al prezzo di soli 8,19 euro, inoltre è gratuito per i possessori dell’originale Bright Memory.

Abbiamo recensito il gioco con il seguente PC:

  • GPU: Nvidia RTX 3080 Founders Edition
  • MOBO: Asus ROG Strix B550-i
  • RAM: Kingston Fury Beast DDR4 32GB 3600MHz
  • CPU: AMD Ryzen 5 5600X
  • SSD: Sabrent Rocket 1TB
  • Alimentatore: Corsair SF750 Platinum
  • Tastiera: Logitech G Pro TKL
  • Mouse: Razer Mamba Wireless
  • Cuffie: Beyerdynamic DT 990 Pro
  • Monitor: Asus ROG PG27UQ

Bright Memory: Infinite pone le sue basi sui medesimi capisaldi del capitolo precedente: grafica mozzafiato e gameplay frenetico, che unisce (non sempre al meglio) i generi FPS e action. FYQD-Studio ha voluto osare ancora di più inserendo anche sessioni stealth e di guida, che creano una formula forse troppo “pasticciata” e non del tutto convincente.

La sezione meno convincente è sicuramente quella di guida, principalmente per le difficoltà legato al movimento dell’auto e all’uso dell’arma che vi è montata. Possiamo vederlo come un esperimento non del tutto riuscito, ma che pone tutto sommato delle buone basi per eventuali sviluppi futuri. La parte stealth è invece migliore, ma ha bisogno ancora di qualche ritocco: è molto semplice non farsi scoprire dai nemici e, nonostante si debba comunque prestare una certa attenzione ai movimenti che si compiono e a quando si att

accano le guardie alle spalle, nel suo complesso non è particolarmente complicata.

Le due novità occupano comunque una parte minore del gioco, che è per lo più composto da sezioni action parecchio frenetiche, ricche di nemici e di azione. A nostra disposizione ci sono quattro armi (fucile d’assalto, fucile a pompa, pistola, fucile da cecchino), che vengono sbloccate man mano che si prosegue nella storia e che, insieme alla spada portata da Sheila e ai poteri del guanto, permettono di affrontare le mappe e i nemici in maniera diversa.

In quasi ogni situazione siamo attaccati da orde di nemici (provenienti dal nostro mondo o dall’altro) e, seppur la difficoltà generale non sia particolarmente elevata, dobbiamo prestare la giusta attenzione per non soccombere. Nelle fasi di combattimento ci vengono in aiuto anche le abilità del personaggio, che possono essere sbloccate e potenziate collezionando le reliquie sparse per la mappa. Le abilità donano ulteriore varietà al combattimento, ma la semplicità con cui si trovano queste reliquie (e di conseguenza la facilità con cui si possono sbloccare e migliorare le abilità) ci è sembrata eccessiva: le mappe sono piccole e molto lineari, quindi questi oggetti non sono realmente nascosti ed è sufficiente deviare dal percorso principale (nei pochi luoghi in cui è possibile) di pochi passi per trovarli.

Sempre in termini di difficoltà, anche le boss fight sono decisamente accessibili: la parata e le meccaniche ad essa legate aiutano parecchio, così come la schivata che permette di mantenersi sempre a distanza di sicurezza, così da colpire i nemici con le nostre armi da fuoco senza preoccupazioni.

Ciò che convince di più in Bright Memory: Infinite è il comparto grafico. FYQD-Studio ha sfruttato davvero bene le potenzialità dell’Unreal Engine 4, creando un prodotto capace di competere, da questo punto di vista, anche con i giochi più blasonati. L’implementazione del ray tracing migliora ulteriormente l’impatto visivo, specialmente nelle mappe ricche di specchi d’acqua, dov’è gli effetti della tecnologia sono più evidenti. Purtroppo alcuni glitch grafici ci hanno impedito di godere al meglio l’esperienza di gioco, inoltre manca un lavoro adeguato di ottimizzazione e il titolo ha qualche incertezza di troppo anche a livello di framerate, che siamo riusciti a tenere sopra i 60 FPS solo grazie al DLSS.

6.8

Bright Memory: Infinite – PC

Bright Memory: Infinite è di fatto un esercizio di stile che permette al FYQD-Studio di mettere in mostra le proprie capacità, ma che allo stesso tempo soffre il fatto di essere sviluppato da una sola persona. La durata molto ridotta è in parte giustificata dal prezzo davvero irrisorio di soli 8,19 euro, ma al di la di questo, seppur la frenesia del gameplay e l'ottimo comparto grafico rendano il gioco divertente e godibile, non bastano per mettere in secondo piano qualche incertezza di troppo nel framerate, nelle fasi stealth e in quelle di guida, ancora molto acerbe. Dopo Bright Memory questo secondo capitolo è un'ulteriore passo nella direzione giusta, ma la sensazione è che sia ancora lontano dal gioco che vorrebbe essere: FYQD-Studio dovrà darsi parecchio da fare e creare un team vero e proprio se vuole che il prossimo, eventuale, capitolo della saga faccia finalmente il salto di qualità.

Pro

  • Comparto grafico
  • Combattimenti frenetici e divertenti

Contro

  • Framerate altalenante
  • Fasi stealth e di guida da rifinire
  • Qualche glitch grafico di troppo può rovinare l'esperienza
6.8