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Da Project CARS alla console più potente al mondo: Mad Box è la nuova sfida di Slighty Mad Studios

Ricordate quando, anni fa, era rincorrente la frase “le console sono morte”? Mai congettura fu più sbagliata: il nutrito hype nei confronti della prossime PlayStation 5 e Xbox Scarlett lasciano cadere nel dimenticatoio questa perentoria frase. Eppure il panorama console non appare forte solamente in virtù del successo degli oramai consolidati hardware di Sony, Microsoft […]

Ricordate quando, anni fa, era rincorrente la frase “le console sono morte”? Mai congettura fu più sbagliata: il nutrito hype nei confronti della prossime PlayStation 5 e Xbox Scarlett lasciano cadere nel dimenticatoio questa perentoria frase. Eppure il panorama console non appare forte solamente in virtù del successo degli oramai consolidati hardware di Sony, Microsoft e Nintendo, poiché lo scorso 2 gennaio Ian Bell, CEO di Slighty Mad Studios, ha annunciato con un tweet l’arrivo di Mad Box, la console più potente mai concepita.

Il team londinese che ha dato i natali all’apprezzato simulatore di guida Project CARS è al lavoro su una console che punta al supporto del 4K e della Realtà Virtuale (VR) a 120 fps al secondo, e dotata dell’esclusivo motore grafico, Madness Engine, disponibile gratuitamente per gli sviluppatori.
Queste sono le caratteristiche trapelate dal tweet che, senza giri di parole, rappresentano una vera e propria bomba caduta sulla supremazia delle console già note. Tuttavia, superato lo stupore iniziale del cinguettio, l’intervista rilasciata da Bell su Variety lascia intendere la reale natura di Mad Box, permettendoci di avere un punto della situazione più chiaro e oggettivo.

Innanzitutto 120 fps al secondo è un dato fittizio, in quanto lo stesso Bell prima ha affermato che si trattava di un modo furbo ma non corretto di valorizzare l’annuncio, facendo la somma dei 60 fps percepiti dal singolo occhio. In seguito, con un nuovo tweet, ha parlato di 90 fps per occhio per un totale di 180, un obiettivo che raggiungeranno secondo le conferme avute dal CTO.
Quanto ai tempi di sviluppo, al momento sono ipotizzabili tre anni prima del rilascio ufficiale. Un arrivo sul mercato che si posizionerebbe due anni dopo l’approdo di PlayStation 5 e Xbox Scarlett che è previsto invece per il 2020. Di primo acchito, questa scelta potrebbe apparire rischiosa, in quanto Mad Box si insinuerebbe in un mercato contro competitor già affermati da anni, che contano sul loro rispettivo pubblico fortemente fidelizzato e su prestazioni tecniche  nettamente migliorate – si auspica – rispetto alla generazione attuale.

Questa concorrenza potrebbe far scaturire scetticismo su Mad Box per quel che riguarda il 4K a 90 fps, ma non troppo per la VR. La console annunciata da Bell potrebbe portare tale tecnologia a una resa visiva agognata da troppo tempo dai giocatori più esigenti, il tutto a prezzi competitivi.
A tal proposito, la futura console inglese dovrebbe approdare nel mercato mondiale con una cifra concorrenziale, così da favorire le vendite nella prima fase del ciclo vitale: è questo l’obiettivo di Slighty Mad Studios.

Il CEO si è espresso anche riguardo le esclusive: tutto dipenderà dagli sviluppatori, ma la filosofia dominante è quella di non affidarsi alla politica dei titoli in esclusiva per evitare spese dedicate all’accaparramento di team a discapito di altri produttori di hardware, e di conseguenza promuovere il consolidamento di micro monopoli.
L’idea di fornire gratuitamente il motore grafico per favorirne la sperimentazione e affidarsi alla scelta di terzi è sicuramente una cosa positiva che lascia ben sperare sull’importanza data alla creatività e alle scelte stilistiche dei vari sviluppatori.
Probabilmente questa apertura deriva dall’appoggio dei diversi investitori e contatti su cui il progetto Mad Box può contare.

Anche in questo i caso i dubbi ci sono, nonostante la filosofia lodevole che travalica l’atavico concetto di console war e che punta al cross-play. Tuttavia, tornando al discorso della concorrenza, restano le perplessità su come la sola potenza tecnica di Mad Box priva di killer application possa essere sufficiente a intaccare un mercato sulla carta saturo e troppo competitivo.
Parte dello scetticismo deriva dalle lezioni impartite dalla storia: basta pensare agli anni Novanta e alla console Panasonic 3DO, la più potente sul mercato rispetto a PlayStation, Sega Saturn e Nintendo 64, ma caduta presto nell’oblio a causa di un prezzo di vendita troppo elevato e della mancanza della sopramenzionata killer application. Ma anche nel panorama odierno, per quanto performante e meritevole, la Xbox One X non ha avuto l’impatto preannunciato all’inizio.

Tra le ultime notizie rilasciate da Bell, troviamo persino un’immagine del prototipo di Mad Box, che punta a essere facilmente maneggevole e trasportabile per consentire la connessione tra le altre console con un solo click.

Quanto detto sinora non sono altro che supposizioni legate ad annunci su Twitter. D’altronde PlayStation 5 e Xbox Scarlett esistono solamente a livello ideale per ora, mentre per Mad Box occorrerà attendere almeno il 2022. Sin dai suoi albori abbiamo imparato come il panorama videoludico si evolva a una velocità incredibile, per cui in tre anni il terreno potrebbe essere favorevole per una nuova entrata. Sicuramente, tra le informazioni trapelate sinora, quella più interessante è legata all’opposizione alle esclusive, che potrebbe portare a un mutamento epocale, oltre alle performance a cui punta la console.
Insomma, Mad Box si presenta come un progetto altamente ambizioso, per cui attendiamo con non poca curiosità nuovi aggiornamenti.