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Dragon Age 4: cancellato e ricreato come un “game-as-service”

Ancora una volta, tramite le pagine di Kotaku, Jason Schreier ci svela i dietro le quinte dell’industria videoludica: in questo caso il giornalista si è concentrato su Dragon Age 4, dopo aver parlato di Anthem e dei problemi che l’hanno afflitto.

Come sappiamo, nel dicembre 2018 BioWare ha mostrato un primo teaser trailer di Dragon Age: per quanto il filmato fosse intrigante, non è stato mostrato nulla del gioco vero e proprio, facendoci intuire che il progetto è ben lungi dall’essere alla propria conclusione. Perché, dopo più di quattro anni dalla release di Dragon Age: Inquisition, Dragon Age 4 è ancora in fasi iniziali di sviluppo?

Schreier ci racconta che il progetto iniziale, al quale un piccolo team si è dedicato fin dalla fine dei lavori su Inquisition, era conosciuto con il nome in codice di Joplin e ci avrebbe fatto seguire le vicende di un gruppo di spie del Tevinter. L’obbiettivo era di creare un gioco con un grande focus sulle scelte e sulle conseguenze, con aree più piccole e molte meno “fetch quest”, tipiche di Inquisition. Le varie regioni sarebbero anche cambiate in seguito alle nostre azioni, permettendoci di riesplorarle e scoprire cose nuove.

Non era però prevista una componente multiplayer: probabilmente questo è uno dei motivi per i quali il progetto non è durato a lungo. EA, nel 2017, era già fortemente concentrata su quelli che tutti definiamo i “giochi come servizio”, ovvero opere che possano continuare a intrattenere gli utenti anche nei mesi a venire, con una struttura che spinga a giocare ancora e ancora (e quindi a monetizzare maggiormente).

Il gioco è stato cancellato nell’ottobre 2017, ma già nel 2016 lo sviluppo era stato quasi del tutto interrotto, a causa della necessità di spostare tutta la forza lavoro su Mass Effect: Andromeda. Nella seconda metà del 2017, poi, lo stesso è riaccaduto con Anthem, che si trovava in seri problemi. A quel punto, “Joplin” è stato cancellato e il team ha dovuto iniziare nuovamente i lavori su una nuova versione di Dragon Age 4, “Morrison”, che è costruita tramite gli stessi tool di Anthem. Questo è il progetto che è attualmente in sviluppo.

“Morrison” è pensato come game-as-a-service, per fare in modo che possa continuare a essere supportato nei mesi e negli anni successivi alla release. Cosa significa? Attualmente non è del tutto chiaro in che modo l’online, la narrazione e la struttura “da servizio” possano fondersi e quale sarà il risultato finale. Alcune fonti che hanno parlato con Schreier affermando che ci sarà sempre un focus sulla narrazione e che l’obbiettivo è di creare un’opera che possa continuare a evolversi dopo la conclusione della trama principale, con nuovi eventi narrativi.

BioWare non si trova in un momento facile e, secondo Schreier, BioWare non riesce a sentirsi parte di EA, in quanto è uno sviluppatore nato per creare giochi narrativi “da nerd” e non grandi blockbuster come FIFA e Battlefield. Speriamo che Dragon Age 4 non deluda le aspettative e che BioWare sia in grado di creare un’opera che fonda le richieste di EA e le necessità del pubblico storico della serie. Voi cosa ne pensate?