Square Enix sta accelerando in modo sorprendente sullo sviluppo del terzo capitolo della trilogia di Final Fantasy 7 Remake, con il game director Naoki Hamaguchi che ha recentemente confermato non solo lo stato "giocabile" del progetto, ma anche la scelta tecnica definitiva riguardo al motore grafico utilizzato. In un'industria dove i blockbuster AAA richiedono mediamente cinque anni o più per vedere la luce, il team giapponese sembra aver trovato una formula vincente per portare a termine questa ambiziosa rivisitazione in tempi relativamente contenuti, considerando che Rebirth è uscito meno di due anni fa.
Durante un'intervista rilasciata a GameSpot il 23 gennaio, proprio mentre Final Fantasy 7 Remake debuttava su Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2 con port tecnicamente eccellenti, Hamaguchi ha fatto chiarezza su una delle decisioni più importanti per il futuro del progetto: il team continuerà a utilizzare Unreal Engine 4 invece di passare a UE5. La motivazione è tanto pragmatica quanto sensata nel contesto dello sviluppo moderno: "È più vantaggioso avere qualcosa con cui abbiamo già familiarità e che abbiamo personalizzato per le nostre esigenze", ha spiegato il director.
La scelta di rimanere su UE4, per quanto possa sembrare conservativa in un'epoca in cui molti studi stanno abbracciando le nuove tecnologie, si rivela strategica alla luce dei numerosi progetti AAA che hanno faticato con Unreal Engine 5. Square Enix ha investito pesantemente in modifiche sostanziali del motore per adattarlo alle necessità specifiche della trilogia, e cambiare cavallo in corsa nell'ultimo tratto avrebbe comportato rischi tecnici e ritardi potenzialmente catastrofici. Questa decisione dovrebbe inoltre facilitare il porting su Switch 2, dopo che Remake ha dimostrato prestazioni stabili e una resa visiva notevole sulla nuova console ibrida di Nintendo.
Per quanto riguarda il tanto discusso titolo del capitolo finale, Hamaguchi ha confermato che la decisione è stata presa e il nome è ormai "bloccato" dopo l'approvazione definitiva di Tetsuya Nomura, creative director e veterano dello sviluppo del Final Fantasy 7 originale. I fan della saga si aspettano che il terzo gioco segua la convenzione nomenclaturale dei predecessori, considerando che l'etichetta "Remake" ha assunto nel corso della trilogia un significato meta-narrativo che va ben oltre la semplice reinterpretazione del materiale originale. La natura time-bending della storia ha infatti progressivamente rimodellato la direzione dell'intera operazione, creando aspettative altissime sulla conclusione.
Il team sta già lavorando anche al porting di Rebirth per Switch 2, con Hamaguchi che ha rivelato di essere riuscito a "farlo funzionare" sulla console, sebbene non sia ancora pronta una data di uscita definitiva in attesa di ulteriori ottimizzazioni. La rapidità con cui Square Enix sta procedendo appare ancora più impressionante considerando che praticamente nessuna documentazione dello sviluppo originale di Final Fantasy 7 del 1997 è sopravvissuta, costringendo il team a ricostruire e reimmaginare tutto da zero.