Il futuro della celebre saga videoludica giapponese sta per prendere una direzione inaspettata. Durante una trasmissione in livestream su Ryusta TV, Masayoshi Yokoyama, capo di RGG Studio, ha annunciato che la linea Kiwami si concluderà con il terzo capitolo, in uscita domani, 12 febbraio. Una notizia che coglie di sorpresa i fan della serie, abituati a vedere i classici capitoli rimasterizzati per le piattaforme moderne.
La decisione dello studio giapponese significa che Yakuza 4, 5 e 6 non riceveranno il trattamento remake che ha caratterizzato i primi tre giochi della saga. Yokoyama ha spiegato che non si tratterà di una semplice interruzione, ma di un cambio di rotta strategico: "Non penso che continuerà come serie Kiwami. Credo che inizierà una serie diversa, e non qualcosa come Like a Dragon 9, ma piuttosto una nuova serie su una linea differente, con un significato diverso".
Le parole del responsabile dello studio lasciano intravedere tensioni creative all'interno del processo di sviluppo. Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties ha infatti generato controversie ancora prima del lancio, con tagli e modifiche alla storia originale che hanno sollevato perplessità tra i fan di lunga data. La questione del recasting vocale, in particolare, ha alimentato discussioni accese nella community.
Yokoyama stesso ha suggerito che giocare a Kiwami 3 aiuterà a comprendere le ragioni dietro questa decisione. Una dichiarazione criptica che potrebbe riferirsi alle difficoltà incontrate nel bilanciare fedeltà all'opera originale e necessità di modernizzazione, oppure alle frizioni emerse tra i remake e i capitoli più recenti della serie.
Per quanto riguarda il futuro, RGG Studio non resterà certo con le mani in mano. Lo studio sta lavorando a una proprietà intellettuale completamente nuova chiamata Stranger Than Heaven, che sembra non avere collegamenti con l'universo di Yakuza. Parallelamente, continueranno le avventure di Ichiban Kasuga, il protagonista introdotto in Like a Dragon, che ha conquistato i fan con il suo carisma e il sistema di combattimento a turni in stile RPG.
La decisione di interrompere la linea Kiwami potrebbe sembrare prematura, considerando che tre capitoli della saga originale restano fuori dalla rimodernizzazione. Tuttavia, lo studio sembra intenzionato a guardare avanti piuttosto che continuare a rivisitare il passato, scommettendo su nuove direzioni creative per mantenere viva una delle serie più longeve e amate del panorama videoludico giapponese.
L'addio ai Kiwami è la scossa necessaria per RGG Studio
Personalmente, trovo che la decisione di chiudere la linea Kiwami con il terzo capitolo sia un atto di onestà intellettuale, una scelta che sacrifica il facile profitto della nostalgia in favore di un’identità creativa che è ancora presente. È comprensibile che una parte della community si senta orfana dei remake di Yakuza 4, 5 e 6, ma bisogna guardare in faccia la realtà: se i primi due capitoli nati su PlayStation 2 avevano un disperato bisogno di essere ricostruiti da zero per non risultare ingiocabili oggi, i successivi possiedono ancora una dignità tecnica che rende il trattamento Kiwami quasi ridondante, se non addirittura un ostacolo alla produzione di contenuti inediti.
Le controversie nate attorno a Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties, tra recasting vocali e tagli narrativi, lasciano intuire che lo studio non si sentisse più a suo agio nel ruolo di "restauratore fedele". Quando Yokoyama parla di una nuova serie su una linea differente, suggerisce che il team abbia finalmente capito di non poter più stare in equilibrio precario tra il passato e il presente.
Spesso il rischio di questi remake è quello di trasformare una software house d’eccellenza in un museo di se stessa, impegnata a lucidare vecchi trofei invece di forgiarne di nuovi. Il fatto che Yokoyama ci inviti a giocare a Kiwami 3 proprio per comprendere i motivi di questo addio è un suggerimento intrigante: probabilmente ci troveremo davanti a un titolo che cerca di divincolarsi dal peso del materiale originale, segnando il punto di rottura definitivo tra ciò che è stato e ciò che sarà.
Dopotutto, l'entusiasmo per la nuova IP Stranger Than Heaven e la prosecuzione della saga di Ichiban Kasuga confermano che RGG Studio ha ancora una fame incredibile di futuro. Una proprietà intellettuale completamente nuova è esattamente la scossa elettrica di cui il team ha bisogno per dimostrare che la propria maestria nella scrittura e nella regia cinematografica non è indissolubilmente legata alle strade di Tokyo o ai tatuaggi dei clan storici.