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eSports

Free Hong Kong, team di Hearthstone accusa Blizzard di ipocrisia

Blizzard non sospende un team americano che aveva espresso supporto a Hong Kong a differenza di quanto accaduto con il giocatore "Blitzchung".

Si moltiplicano le proteste nei confronti di Blizzard per la decisione di sospendere per un anno dai tornei di Hearthstone il giocatore Chung “Blitzchung” Ng Wai che aveva pubblicamente dato il proprio appoggio alle proteste di Hong Kong contro la Cina. Un comportamento giudicato inappropriato da Blizzard che lo ha anche rimosso dalla competizione Grandmasters negandogli i premi in denaro già vinti.

Mentre le proteste in queste ore si moltiplicano, Blizzard sembra però mantenere una linea differente se a manifestare il proprio supporto a Hong Kong sono giocatori americani. È il caso di un team di eSports dell’American University (AU) di Washington che martedì scorso dopo una partita aveva mostrato un cartello con la scritta “Free Hong Kong, boycott Blizz”. Lo stream di Twitch, gestito dalla stessa Blizzard, aveva subito tagliato l’inquadratura spostandosi sui vincitori. Rispetto a quanto accaduto con “Blitzchung”, però, l’organizzazione del torneo ha comunque mantenuto i giocatori nella competizione mantenendo in programma il prossimo incontro fissato per martedì 15 ottobre.

Blizzard

Il team da parte sua ha chiaramente detto di non voler partecipare più ad alcun torneo di Hearthstone. Il componente del team Corwin Dark al Washington Post ha dichiarato: “È stata una decisione di gruppo. Nessuno di noi si è sentito costretto a farlo. Avevamo la sensazione di essere stati traditi. Abbiamo a cuore Blizzard e il gioco: ci tenevamo a fare qualcosa”. Toni molto duri sono stati usati da un altro componente del team che ha scritto un messaggio su Reddit.

Il giocatore che su Reddit usa lo pseudonimo di “stertstego” ha espresso le sue considerazioni partendo proprio dal fatto che nei confronti del suo team non è stata decisa alcuna punizione: “Questo rivela l’ipocrisia di Blizzard nel trattare differenti zone del mondo: mostra esitazione nel mettere a tacere la libertà di espressione negli Stati Uniti, o in generale negli stream in lingua inglese, ma è pronta a cacciare caster e giocatori se sono di Hong Kong o Taiwan. Questo dovrebbe smontare la tesi che Blitzchung sia stato punito per aver portato questioni politiche dentro Hearthstone, perché anche il nostro messaggio era chiaramente politico e non siamo stati sfiorati. Blitzchung è stato punito perché la Cina stava guardando”.

La protesta degli studenti dell’AU è la più clamorosa delle tante che vengono portate avanti in questi giorni. Molti giocatori, anche di altri titoli Blizzard, hanno deciso di cancellare il proprio account ma su Twitter qualche utente ha sostenuto che la software house stia tentando di rendere la procedura più complicata e stia anche chiudendo i thread del forum inerenti al movimento di protesta.

Tutta la vicenda ha avuto, com’è facile immaginare, anche conseguenze economiche per la compagnia che ha visto calare nelle ore successive allo scoppio della polemica il valore delle proprie azioni alla borsa di New York. Al momento, però, Blizzard non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale dopo le tante proteste che l’hanno chiamata in causa negli ultimi giorni.

Tra i giochi di carte più apprezzati su console e simili ad Hearthstone c’è anche Gwent apparso per la prima volta in The Witcher 3. A breve la versione Wild Hunt – Complete Edition uscirà su Switch e si può già prenotare su Amazon.