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Hades | La recensione della versione Xbox Series X|S

Le decine e decine di premi guadagnati da Hades, nel corso del 2020, hanno già ampiamente dimostrato quanto l’ultima produzione di Supergiant Games sia un titolo che chiunque dovrebbe provare almeno una volta nella propria “vita videoludica”. Un titolo Indie che, come un novello Leonida, riesce a scalfire l’aura di intoccabilità di una produzione mastodontica quale The Last Of Us Parte 2, spintonandosi con quest’ultimo per il titolo di “gioco dell’anno” in ogni premiazione di cui abbiamo memoria.

I motivi di tanto successo sono da ritrovarsi nella capacità di Supergiant Games di affinare ulteriormente la struttura ludica proposta con Pyre, Transistor e Bastion. Per quanto Hades sia un roguelite, saldamente ancorato ai canoni del genere, il suo focus verso la narrazione e il bilanciamento perfetto tra le sue componenti lo rendono un titolo adatto non solamente agli amanti del genere di appartenenza ma anche a chi apprezza gli action game, gli hack and slash e quelle produzioni con un forte focus sul comparto narrativo.

Hades

Il cugino degli dei

Zagreus è il figlio di Ade, signore degli inferi e marito di Nyx. Ha passato la sua esistenza fra le mura della dimora del padre, passando il tempo in compagnia dei servitori di Ade, del fidato Cerbero e di una schiera di personaggi celebri del Pantheon greco che, volenti o nolenti, si sono ritrovati a servire il signore degli inferi. Una notte però, il giovane Zagreus, scartabellando fra le scartoffie di suo padre scopre che Nyx non è la sua vera madre e che la sua vita, fino a quel momento, si è basata su un inganno.

Motivato nel trovare la sua vera madre, Zagreus cerca di scappare dagli inferi per raggiungere la superficie. Un viaggio tanto lineare quanto ostico, in quanto le quattro aree che suddividono il regno di Ade sono popolate dalle truppe di quest’ultimo, pronte a rispedire a casa a calci il giovane scavezzacollo, obbligandolo a ricominciare il suo viaggio dal principio. Il giovane Zagreus però non è solo, i capricciosi dei dell’Olimpo si prodigano nell’aiutarlo nella sua titanica impresa, per motivi che non vogliamo anticiparvi, promettendogli di accoglierlo al loro fianco una volta che sarà finalmente tornato in superficie.

Hades

Il comparto narrativo di Hades presenta un incipit molto semplice e pensato per lanciare il giocatore nel vivo dell’azione fin dai primissimi istanti di gioco. La trama, infatti, si sviluppa nel corso dei vari tentativi che verranno compiuti dal giocatore, introducendo nuove linee di dialogo fra i personaggi, flashback e nuovi personaggi, ogniqualvolta Zagreus si ritroverà, nuovamente, fra le mura della reggia di Ade. La narrazione però non viene confinata solo all’ampio hub di gioco ma è una costante che avvolge ogni “run” di Hades.

Gli dei dell’Olimpo narrano aneddoti sulle armi del protagonista, si scambiano opinioni l’un l’altro quando vengono incontrati e forniscono costantemente nuovi spunti di riflessione er far comprendere le numerose sottotrame che coinvolgono i vari personaggi presenti in Hades. Alla stessa maniera i nemici evolvono e cambiano in base ai progressi fatti dal giocatore, così come i boss mutano nella forma, e nei pattern di attacco, seguendo la progressione del gioco.

Hades

Il vero punto di forza del titolo di Supergiant Games risiede proprio in questo importante fattore: l’elevatissimo focus sulla narrazione riesce a rendere ogni run differente dalla precedente, fino a che ogni elemento della storia non sarà completamente svelato. Sovente capiterà di non vedere l’ora di ritornare nella reggia di Ade per vedere come le relazioni fra i personaggi siano cambiate e come i vari personaggi accantonino le rivalità “lavorative” con Zagreus, mostrando una caratterizzazione di questi ultimi profonda e ben implementata nell’intreccio narrativo.

A supportare l’ottimo comparto narrativo di Hades troviamo l’ispiratissima direzione artistica dell’oramai celebre Jen Zee, che riesce a caratterizzare ogni personaggio facendone trasparire numerosi dettagli della personalità, attraverso il solo aspetto estetico. Alla stessa maniera l’ottima colonna sonora a cura di Darren Korb, mescola sonorità elleniche e graffianti riff hard rock in un mix letale e capace di galvanizzare il giocatore in ogni momento della partita. Il doppiaggio inglese, infine è recitato in maniera superlativa, con un’ottima traduzione dei testi in Italiano per permettere la comprensione di ogni aspetto della storia di Hades.

Hades

Combatti, muori, ripeti!

Hades è un roguelite molto immediato: si sceglie un’arma, ci si lancia nell’oltretomba, si ripuliscono le stanze da ogni nemico presente, si raccoglie un nuovo potenziamento, o una nuova risorsa, e si prosegue fino a che non si muore, ritornando al punto di partenza. Una formula tanto semplice quanto soggetta a molteplici rischi quali la ripetitività, la frustrazione e l’assenza di un reale senso di progressione. Supergiant Games però, ha lavorato proprio su questi tre aspetti riuscendo a realizzare una struttura ludica perfettamente bilanciata.

Innanzitutto progredire nelle varie stanze che compongono le quattro aree degli inferi, fornisce costantemente a Zagreus una serie casuale di power-up e risorse. Ogni volta che si varcherà una nuova area il giocatore saprà quale bonus troverà al termine ma la loro distribuzione all’interno della partita sarà completamente casuale. Questo rende il combat system estremamente vario e in grado di trasmettere un importante sensazione di novità a ogni tentativo di fuga. non importante quale arma imbracciate, i doni degli dei sono in grado di stravolgerne il moveset obbligando il giocatore a ripensare le proprie strategie in battaglia.

Hades

Come da tradizione per il genere, anche in Hades alcune delle risorse reperibili durante i vari tentativi di fuga rimarranno nelle tasche di Zagreus una volta morto. L’essenza di tenebra permette di migliorare le caratteristiche del protagonista, fornendogli alcuni bonus passivi e migliorandone le statistiche. Risorse come il nettare e l’ambrosia servono per consolidare l’amicizia fra Zagreus e i vari personaggi, i quali gli elargiranno degli oggetti che forniscono dei bonus passivi; gemme e diamanti sono la merce di scambio per commissionare le ristrutturazioni all’interno della reggia di Ade, mentre il sangue di titano viene utilizzato per sbloccare le differenti forme delle sei armi presenti in Hades.

Tutti questi elementi presenti in Hades, agiscono su due importanti aspetti: il senso di progressione offerto al giocatore e l’assenza di ripetitività. Specialmente nelle prime ore di gioco, la mole di informazioni e possibilità offerte dal titolo di Supergiant Games, sprona il giocatore a giocare non solamente per raggiungere l’agognata superficie ma anche per reperire risorse, testare nuove armi, migliorare le statistiche di Zagreus e comprendere quali doni degli dei si avvicinino maggiormente al proprio stile di gioco.

Hades

Ben presto ci si ritrova a pianificare attentamente per cosa compiere il tentativo successivo: se per raccogliere risorse di un determinato tipo per potenziare Zagreus, se per sbloccare nuovi aspetti delle proprie armi, rinvenire ambrosia per ottenere oggetti dagli dei e così via. Raggiungere la superificie diverrà ben presto solo uno degli obiettivi che il giocatore si porrà prima di cominciare una run spalancando le porte a una varietà di situazioni in grado di rendere la ripetizione perpetua delle quattro aree di gioco un mero contorno per raggiungere dei traguardi ben più complessi e stratificati.

Il focus sulla narrazione di cui vi accennavamo poc’anzi, viene rimarcato nel primo completamento di una run di Hades. Raggiungere la superficie per la prima volta non è la fine ma solo l’inizio. Una volta terminata con successo la prima fuga, il gioco muta ulteriormente aprendosi a numerose sottotrame e offrendo al giocatore un rinnovato numero di opzioni, e modificatori, atti a variare numerosi aspetti di ogni partita. Lo scopo è sempre quello: mischiare varietà e narrazione per sopperire al rischio di ripetitività, offrendo al giocatore un costante senso di progressione pur restando vincolati in un casuale dedalo di stanze e ambientazioni sempre uguali.

Non fraintendeteci però anche Hades, come tutti gli esponenti del genere roguelite, prima o poi mostra il fianco alla ripetitività. La differenza sostanziale è che la produzione di Supergiant Games svela il suo tallone di Achille dopo un numero di ore di gioco impressionante e palesando una certa ridondanza, e un vago sentore di tedio, solo una volta che verrano rivelati tutti i segreti celati al suo interno.

Hades

Se in termini di longevità risulta davvero complesso quantificare quante ore possa tenere impegnati Hades (proprio in virtù dei numerosi aspetti casuali che caratterizzano ogni partita), quando si analizza il livello di difficoltà della produzione di Supergiant Games si comprende appieno come mai venga definito, a più riprese, un “roguelite per tutti”. Il combat system è immediato, facile da apprendere e difficile da padroneggiare. Perfetto per garantire un intrattenimento immediato e stimolare il giocatore a migliorarsi, run dopo run, o a impratichirsi con una determinata tipologia di arma.

La possibilità di potenziare gradualmente alcuni aspetti di Zagreus permette anche ai giocatori meno pratici del genere, di intraprendere un percorso fatto di costanti tentativi atti a migliorare il proprio personaggio per raggiungere, almeno una volta, l’agognata superficie. Le modalità Dio e Patto della Pena, infine, garantiscono a chiunque sia di terminare il gioco senza grosse difficoltà, sia di aumentarne artificialmente la difficoltà, introducendo una serie di malus atti a rendere ogni partita sempre più complessa e difficile da portare a termine.

Hades su Xbox Series X

Dopo l’ottima, seppur non priva di difetti, versione per Nintendo Switch rilasciata nel 2020, nutrivamo parecchie aspettative verso questa conversione per le console di Sony e Microsoft. Purtroppo, però, per quanto la realizzazione tecnica risulti ottima, ci sono alcune piccole sbavature qua e la che non la rendono quella “migliore versione disponibile” in cui tanto speravamo. A livello contenutistico le versioni di Hades per Xbox Series X|S, Xbox One, Playstation 4 e Playstation 5 non differiscono dall’edizione rilasciata per Nintendo Switch nel Settembre 2020.

Le modifiche più evidenti di questa conversione di Hades, infatti, sono la presenza di obiettivi e trofei e l’inconcepibile assenza dei salvataggi condivisi, presente invece nelle controparti per PC e Nintendo Switch. Se siete fra quei giocatori che volevano riprendere l’avventura da una versione precedente del titolo, purtroppo non potrete farlo e sarete obbligati a ricominciare la vostra vventura dal principio.

Hades

Tecnicamente parlando la versione per Xbox Series X si comporta egregiamente: 60 fps granitici, risoluzione in 4k, comandi reattivi e nessun caso, neppure sporadico, di input lag o impuntamento di sorta. Abbiamo notato un piccolo bug in merito all’ottenimento degli obbiettivi, molto probabilmente generato dal fatto che il titolo non è ancora disponibile ufficialmente, ma non si tratta di nulla di trascendentale, semplicemente a ogni avvio del gioco venivano sbloccati tutti i traguardi ottenuti nella sessione di gioco precedente.

Un’altra piccola sbavatura l’abbiamo riscontrata in alcune schermate di gioco, nella fattispecie il menù iniziale e alcuni intermezzi a inizio partita, che stranamente sono rimasti a una risoluzione inferiore rispetto al resto della produzione. Un dettaglio di poco conto ma che stona leggermente con la resa visiva del resto dell’opera e che sarebbe stato poco corretto non far notare al termine di questa analisi.

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Hades – Xbox Series X


A undici mesi dalla sua release ufficiale, Hades giunge infine sulle console di Microsoft e Sony confermandosi come un piccolo capolavoro in grado di rivolgersi a un pubblico molto più ampio di quello che si potrebbe pensare considerandone il genere di appartenenza. Una forte componente narrativa, personaggi ben caratterizzati, un combat system immediato e una mole impressionante di contenuti da sbloccare, permettono ad Hades di riuscire nel difficile compito di accontentare i palati di numerose tipologie di giocatori, rendendolo un roguelite perfettamente bilanciato sotto praticamente ogni aspetto. La versione per Xbox Series X, al netto dell'assenza dei salvataggi condivisi, non ha nulla da invidiare alla controparte per PC e la sua presenza al day one nel catalogo disponibile agli abbonati del Xbox Game Pass, lo rendono un "must try" per tutti i possessori di una console Microsoft. Per tutti gli altri il consiglio è ugualmente quello di provarlo almeno una volta nella vostra carriera videoludica, non ve ne pentirete.

Pro

  • Direzione artistica ispiratissima.
  • Comparto narrativo corposo e ben ripartito per l'intera esperienza di gioco.
  • Combat system e gameplay curati in ogni aspetto.
  • Longevo e ricco di contenuti da sbloccare.
  • Colonna sonora incredibilmente galvanizzante.

Contro

  • Purtroppo, come ogni roguelite, prima o poi subentra il fattore ripetitività.
  • Inconcepibile l'assenza dei salvataggi condivisi rispetto alle versioni per PC e Nintendo Switch.
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