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Iron Harvest 1920+, provato alla Gamescom lo strategico di KING Arts Games

Nato da una campagna Kickstarter, Iron Harvest 1920+ reimmagina un passato alternativo dove Tesla riesce a inventare una tecnologia capace di cambiare per sempre i modi di vivere, un incredibile scoperta che può cambiare per sempre in positivo il mondo. Questo fino a quando persone potenti non ne riescono a prenderne il possesso, trasformandola in una tecnologia militare capace di alimentare enormi robot da guerriglia.

La Grande Guerra è quindi trasformata in un campo di guerra dove metallo e sangue scorrono di pari passo, un binomio che accomuna tre fazioni in scontro: Polania, Sassonia e Rusviet, nomi fortemente ispirati a stati già esistenti di cui non è difficile dedurre. Durante la Gamescom 2019 siamo riusciti a provare una versione alpha del titolo dello studio tedesco con sede a Brema, King Art Games e le nostre impressioni su questo strategico in tempo reale  sono, almeno in maniera preliminare, positive. Scoprite il perché.

Usare la testa

Iron Harvest non è uno strategico come Command & Conquer o Starcraft dove la costruzione della base è fondamentale, al contrario l’unica cosa controllabile saranno i nostri battaglioni. Se pensate però di spedirli a combattere frontalmente contro i nemici è meglio se cambiate idea. Il gioco di KING Art Games si basa una strategia sensata. Ogni truppa utilizza armi differenti e possono mettersi al riparo dietro le barricate o persino presidiare edifici. Ora la cosa importante è quello magari di tenere i fucilieri più lontano rispetto magari a dei granatieri. Addirittura potete pensare di cominciare ad attaccare con una truppa d’assalto e aggirare i nemici con un’altra compagnia.

Insomma, pazienza e tattica sono le parti principali di questo Iron Harvest 1920+. Ogni uccisione consente di ottenere l’arma utilizzata dal battaglione nemica che può essere sostituita a quelle che noi usiamo con le nostre squadre, quindi se prima i nostri fucilieri erano armati di carabina, possono successivamente raccogliere da terra un fucile a pompa e proseguire con quello. Ovviamente anche le meccaniche robotiche hanno un ruolo fondamentale, anche se nella prova della Gamescom non siamo riusciti a testarle, tuttavia siamo riusciti a prendere il possesso di alcune cannoni semoventi e mitragliatrici, utili per fronteggiare la maggior parte dei nemici disposti dietro alle barricate.

La missione giocata faceva parte della campagna Polania, ogni fazione offre un’avventura di circa 7 missioni, ognuna lunga circa 40/45 minuti. Parliamo quindi di 21 missioni, finibili in circa 18 ore di gioco, non male per uno strategico che punterà tanto su multiplayer e schermaglie. Le storie seguiranno le orme di tre eroi, ognuno con una missione da compere. Oltre a questo, il gioco offrirà anche numerose cutscene, impreziosite dalla colonna sonora composta dallo stesso autore delle musiche di The Witcher 3 Wild Hunt.

Se la colonna sonora promette bene, soprattutto per il nome coinvolto, la componente artistica dieselpunk e il comparto grafico sono ormai una conferma, delineandolo come un videogioco di ottima qualità e dallo stile originale.

Tirando le somme

Iron Harvest 1920+ è uno strategico in tempo reale che punta veramente tanto sull’ambientazione di gioco dieselpunk e su una storia ramificata e importante, esattamente come gli RTS di tanti anni fa. Il lavoro di KING Art Games sembra proseguire sulla strada giusta, puntando su un gameplay old school dai forti risalti tattici che possono essere compresi da tutti in maniera chiara e intuitiva. In un periodo come questo dove gli strategici puntano a rivivere una seconda giovinezza, Iron Harvest 1920+ potrebbe davvero sorprendere tutti, a patto di reggere il modello di gioco per lunghe sessioni di gameplay. L’uscita è attesa per il primo settembre 2020, c’è quindi ancora un po’ da attendere, ma ora come ora non possiamo che auspicarci che KING Arts Games possa rilasciare un grande prodotto.