10 0 6 Lapis X Labyrinth
Tom's Hardware Italia
Nintendo Switch

Lapis X Labyrinth Recensione


Lapis X Labyrinth
Genere
Dungeon Crawler
Piattaforma
Nintendo Switch, PlayStation 4
Sviluppatore
Nippon Ichi Software
Editore
SEGA
Lapis X Labyrinth è il nuovo Dungeon Crawler di Nippon Ichi Software, pronto a invadere le nostre Nintendo Switch con il suo frenetico gameplay.

Lapis X Labyrinth è il nuovo Dungeone Crawler di Nippon Ichi Software, casa di sviluppo giapponese che negli ultimi mesi si è dedicata alla distribuzione in Occidente, tramite la sussidiaria NIS America, di alcuni dei sui titoli più famosi nella terra del Sol Levante. Uscito in Giappone con il nome di Lapis Li Abyss lo scorso Agosto, il nuovo action-gdr di NIS calcherà il suolo occidentale il prossimo 31 Maggio cercando di mostrare la bontà delle peculiari produzioni di Nippon Ichi Software, a oggi confinate a piccole gemme grezze per un pubblico di nicchia.

Nella nostra precedente anteprima di Lapis X Labyrinth avevamo potuto intravedere un titolo fresco, peculiare e divertente che, grazie  anche al suo eccentrico stile artistico in linea con le produzioni di Nippon Ichi Software, poteva riservare delle sorprese durante la nostra analisi più approfondita. E’ arrivato quindi il momento di tirare le fila e capire se Lapis X Labyrinth riuscirà a rivelarsi un prodotto in grado di scrollarsi di dosso la nomea di “titolo minore” dedicato solo ai fan più sfegatati della cultura pop giapponese.

Una Terra Senza Esploratori

In una terra lontana, un tempo meta ambita degli esploratori di tutto il globo, le caverne che si dipanano nel sottosuolo sono ricche di tesori da scovare e ricolme di mostri da cacciare. Un misterioso miasma, però, si disperse tempo addietro nei tetri cunicoli, rendendone impossibile l’esplorazione ai temerari avventurieri. Questo incidente portò brevemente al tracollo finanziario il villaggio che si erge su questa infinità di tesori sepolti dalla roccia, il quale basava la sua sopravvivenza su un turismo atipico e composto da grezzi cacciatori e seducenti streghe in cerca di un tetto, un pasto caldo o semplicemente una lama affilata con il quale difendersi durante le loro sortite.

Un manipolo di anonimi avventurieri, però, giunge nuovamente in questo villaggio, oramai desolato, con il preciso scopo di addentrarsi nei tetri cunicoli sotteranei, sfruttando il tempo limite a loro disposizione prima di perire per le esalazioni tossiche, alla ricerca di fortuna e gloria imperitura. Ovviamente, l’arrivo di questo improbabile gruppo di eroi, riesce a riaccendere un barlume di speranza negli abitanti del villaggio che vedono in questi assurdi esploratori una possibile primavera per la loro oramai appassita fortuna.

Se in Lapis X Labyrinth cercavate una qualsivoglia forma di spessore narrativo, presumiamo che questo breve incipit vi abbia fatto comprendere la direzione intrapresa dal team di sviluppo. La trama del titolo, infatti, è tutta racchiusa nelle poche righe soprastanti, non si evolve, non vede una fine e non approfondisde praticamente nessun aspetto dei pochi comprimari con cui avrete a che fare durante le vostre sortite. La decisione di inserire un basilare editor per i vostri personaggi che, analogamente a quanto visto con il precedente The Princess Guide vi permetterà di scegliere la classe, la voce, il pattern di colori e poc’altro, non aiuta di certo l’impianto narrativo nell’acquisire alcun tipo di spessore, lasciando il giocatore con una manciata di informazioni basiche atte a giustificargli le motivazioni per cui si addentrerà nel sottosuolo.

Torno Subito!

Se l’impianto narrativo di Lapis X Labyrinth può sembrare sbrigativo ed essenziale, la sua struttura di gioco non è da meno. Il titolo, difatti, si basa sulla semplice regola di formare una squadra di quattro personaggi, scegliere uno dei Dungeon disponibili dal NPC dedicato e addentrarsi in un frenetico misto fra beat ‘em’ up, button smasher e gdr, all’interno di livelli ricolmi di nemici, tesori e semplicissimi puzlle basati su interruttori da attivare, il tutto con un timer davvero crudel e che si rivelerà ben presto essere l’unico vero ostacolo insormontabile della produzione di Nippon Ichi Software.

In poco più di cinque minuti, infatti, dovrete compiere numerosi compiti per risalire vittoriosi in superficie.  Dall’attivazione di svariati cristalli, che vi permetteranno di accedere alle differenti sezioni del livello, alla ricerca di tesori nascosti completamente opzionali, fino allo sfoltimento di orde sempre maggiori di nemici fino al raggiungimento dell’immancabile boss di fine livello, Lapis X Labyrinth mette sicuramente tanta carne al fuoco nei brevi Dungeon in 2D che offre al giocatore. Seppur il gameplay sia dannatemente immediato, confinando a soli due pulsanti gli attacchi eseguibili, uno per gli attacchi fisici della classe corrispondente e il secondo per le offensive che consumano energia magica, la costante frenesia dell’azione di gioco unita a un timer fin troppo punitivo, tende a generare un’eccessiva confusione che, in più di un occasione, farà tracollare un’esperienza di gioco potenzialmente interessante e strutturata, in un semplice “Button Smasher” paragonabile più a un “Musou” in due dimensioni che a un action-rpg.

Davvero un peccato perchè la natura esplorativa, e altamente loot oriented, di Lapis X Labyrinth poteva rivelarsi molto più appagante se priva di limiti temporali e con situazioni più ragionate e meno concitate. Il level design dei Dungeon è di ottima fattura, pregno di piccoli segreti da scoprire e forzieri nascosti in maniere anche particolarmente interessanti, così come la componente dedicata all’equipaggiamento dei vostri eroi permetterebbe di scegliere fra una pletora di oggetti, talismani, amuleti e armature in grado di modificare sostanzialmente tutti i parametri dei vostri personaggi permettendo innesti sinergici davvero interessanti ma che vengono meno a causa di una costante corsa contro il tempo che vi porterà a scegliere le armi che infliggeranno il maggior numero di danni nel minor tempo possibile per poter sterminare senza pietà le minacce in cui incapperete.

Squadra Che Vince Non Si Cambia

Se la mole di equipaggiamento ottenibile tende, parzialmente, a perdere di valore a causa di una struttura di gioco votata alla frenesia, l’importanza di formare un buon Party resta uno dei punti chiave per portarvi alla vittoria nei Dungeon di Lapis X Labyrinth. La creazione della vostra squadra si basa sulla scelta fra otto classi differenti, tutte diversificate in maniera funzionale, che comporranno un totem umano che andrete poi a controllare una volta iniziata la missione.

Questa verticalissima, e dannatamente “pacioccosa”, versione Chibi di “Human Centipede” sarà composto dal primo personaggio che avrete scelto in fase di creazione del vostro Party, che sarà anche quello che muoverete direttamente, il quale sorreggerà sulla sua testa i volti degli altri componenti della vostra squadra e un forziere animato. La semplice pressione di un tasto dorsale vi permetterà in ogni momento di intercambiare i vari componenti del vostro party i quali, in alternativa, rimarranno appollaiati sulla testa del vostro personaggio principale inanellando combo con i vostri attacchi per annientafre le varie insidie all’interno degli scenari di gioco.

Se durante la frenesia delle battaglie che affronterete una delle teste, impilate sopra il vostro eroe, verra colpita, capitombolerà al suolo incontrando la morte in pochi secondi a causa dei miasmi velenosi presenti nei vari sotterranei. Se, invece, tutti i membri del vostro party verranno eliminati, prenderete il controllo dello scrigno animato, di cui vi accenavamo poc’anzi e, cercando di evitare ogni contatto con i vostri avversari, potrete cominciare un rito di evocazione atto a resuscitare uno dei vostri eroi per poter ritornare rapidamente in battaglia. 

Il roster offerto da Lapis X Labyrinth è ben strutturato e ognuno degli otto eroi disponibili risulta ben caratterizzato e in grado di concatenare le proprie abilità con gli altri personaggi presenti permettendo la creazione di squadre ben ragionate e indirizzate verso un determinato stile di gioco. Dai rapidi e letali Hunter, atti a infliggere grandi quantità di danni in poco tempo, alla Witch, dotata di incantesimi che vi permetteranno un maggior controllo del campo di battaglia, fino al Gunner, formidabile pistolero per attaccare dalla distanza, ogni avventuriero dispone di abilità uniche che vi permetterà di studiare diverse formazioni per poter superare alcune parti della avventura, specialmente quelle finali, dove una squadra ben organizzata farà davvero la differenza.

Gestione Anacronistica

Sicuramente un elemento che andrebbe rivisto quasi completamente in Lapis X Labyrinth è la gestione dei menù di gioco. Dall’equipaggiare i vostri personaggi, alla gestione, e creazione, del party fino alla struttura degli NPC, tutto sembra essere rimasto a un paio di generazioni videoludiche precedenti. I menù risultano macchinosi, poco immediati, con un fastidioso obbligo di conferma di ogni parametro modificato che vi porterà facilmente a ritornare sui vostri passi per creare nuovamente una squadra appena formata o ri-equipaggiare i vostri esploratori. La gestione degli oggetti tende a essere eccessivamente dispersiva e con un sistema di catalogazione degli oggetti troppo basilare se rapportata alla mole di armi e accessori con cui vi ritroverete a destreggiarvi.

Lo stesso villaggio in cui vi muoverete fra una missione e l’altra risulta inutilmente dispersivo, pregno di personaggi poco funzionali con i quali avrete brevi dialoghi poco utili sia ai fini del gioco che a quelli dell’approfondimento della trama. É vero che una comoda funzione di spostamento rapido fra i vari NPC è disponibile tramite l’unico menù, realmente pratico, presente in Lapis X Labyrinth ma è altresì vero che la dispersione con il quale è strutturato il villaggio non è giustificata in nessuna maniera logica o funzionale al modello di gioco.

Per quanto riguarda i Dungeon, invece, come accennato poc’anzi il modello con il quale sono strutturati, unita alla gestione poco stimolante del timer, vi porterà a compiere le stesse azioni costantemente all’interno dei livelli, lottando contro il tempo mentre eliminerete nemici su nemici recuperando ogni scrigno si parerà sul vostro cammino. Una formula frenetica e indubbiamente divertente, in grado di intrattenere per la durata di una manciata di livelli prima di far sprofondare il giocatore in un’inevitabile circolo vizioso che porterà in breve tempo al tedio più totale. Ed è un vero peccato perchè la stratificazione riservata ai personaggi e all’equipaggiamento presenti in Lapis X Labyrinth avrebbe meritato sicuramente una gestione dei contenuti meno frenetica e più votata all’esplorazione per poter far risaltare degnamente la moltitudine di personalizzazioni e soluzioni offerte dagli sviluppatori ma, allo stato attuale, si rivela semplicemente un titolo votato a brevi sessioni “mordi e fuggi” piuttosto che a intense “full-immersion” di grinding da svariate ore.

Lapis X Labyrinth Su Nintendo Switch

Seppur sia disponibile anche per PlayStation 4, questa intrinseca natura votata a brevi sessioni di gioco rende la versione per Nintendo Switch, di Lapis X Labyrinth, la più appettibile fra le due in uscita il prossimo 31 Maggio. Tecnicamente il titolo si presenta identico in ambedue le versioni, solido nel framerate, anche quando la confusione a schermo fa da padrona, e identico nelle risoluzioni offerte (1080p in modalità Docked e 720p in mobilità). La leggerezza del comparto tecnico, inoltre, fa rientrare Lapis X Labyrinth in quella schiera di titoli che non prosciugano la batteria di Nintendo Switch, attestando tranquillamente l’autonomia della console sulle 5 ore.

Il comparto artistico risulta in linea con le produzioni più disimpegnate a cui ci ha abituato NIS, colori vivaci, animazioni curatissime e modelli poligonali di stampo Chibi, votati all’eccessiva “carineria”, compongono, assieme ai canonici motivetti ridondanti ma mai tediosi, l’affresco di Lapis X Labyrinth. Come da tradizione per le versioni occidentali delle produzioni di NIS, il titolo è localizzato nella sola lingua Inglese lasciando i pochi dialoghi presenti, per lo più versetti di stupore ed esclamazioni di varia natura, recitati in Giapponese.

Lapis X Labyrinth

Aiuta una cittadina in difficoltà a riprendersi dalla bancarotta in un’epoca in cui fare l’avventuriero non è più redditizio come un tempo. Addentrati nel misterioso Lapis X Labyrinth e preparati a raccogliere ricchissimi bottini in questo atipico Dungeon Crawler.

6
6

Verdetto

Lapis X Labyrinth prosegue la tradizione di Nippon Ichi Software atta a importare in occidente dei titoli che potremmo definire “Diamanti Allo Stato Grezzo”. Il titolo sarebbe potuto essere un ottimo Dungeon Crawler in grado di rendere felici gli amanti dell’esplorazione e delle ore passate a studiare equipaggiamenti, concatenazioni dei membri del Party e tattiche efficienti. Invece ci troviamo di fronte a un prodotto eccessivamente ripetitivo, afflitto da una gestione di menù e meccaniche di gioco ancorata al passato e confinato in quella nicchia di titoli atti a intrattenere per piccole sessioni in mobilità. Un vero peccato perché esulando da questi importanti difetti Lapis X Labyrinth riesce a divertire e a intrattenere in maniera genuina ma consigliarne l’acquisto a cuor leggero risulta davvero difficile se non siete amanti di questa peculiare tipologia di giochi.

Pro

- Gameplay immediato e soddisfacente.
- In mobilità, o in brevi sessioni di gioco, esprime tutte le sue qualità.
- Personalizzazione stratificata e soddisfacente.

Contro

- Diventa troppo ripetitivo in breve tempo.
- Gestione dei menù e dei contenuti anacronistica.
- Il timer è una caratteristica che affossa la stratificazione del gameplay.
- A tratti troppo confusionario.