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Life is Strange, 10 curiosità sul gioco che (forse) non sapevi

Nelle ultime settimane vi abbiamo voluto regalare alcuni articoli un po’ speciali, con l’obiettivo di raccontarvi alcuni tra i fatti più curiosi legati ai videogiochi che tutti noi amiamo. Dalla saga di Final Fantasy a una serie immortale come Grand Theft Auto ce n’è davvero, ma davvero per tutti: oggi abbiamo voluto spostarci su un altro genere ancora, e la scelta è ricaduta su Life is Strange.

Un titolo che, nonostante un’uscita un po’ in sordina, è riuscito con gli anni a crearsi una community di appassionati che l’ha reso un vero e proprio fenomeno della cultura pop: Life is Strange, così come il prequel Before the Storm, ha saputo raccontare alla perfezione una tematica complessa come quella della crescita con tutto ciò che ne consegue. E l’ha fatto senza mai essere banale, ma anzi accompagnando il giocatore in un viaggio capace di introdurre lo straordinario all’interno della quotidianità: è questo, a conti fatti, il vero motivo che rende l’opera di Dontnod qualcosa di così speciale.

Life is Strange 2 si è spostato su tematiche differenti, offrendo un’esperienza d’altro genere e forse di minore impatto sotto certi punti di vista. La speranza è che l’imminente terzo capitolo, quel Life is Strange True Colors in arrivo il 10 settembre, possa rievocare nel modo giusto le emozioni che abbiamo vissuto in compagnia di Max, Chloe e Rachel. Nell’attesa ecco a voi dieci curiosità su Life is Strange, buona lettura!

Un mondo di… Serie TV!

Il mondo di gioco di Life is Strange è ricco, ma davvero molto ricco di riferimenti alla cultura pop americana ma non solo. Dando un’occhiata ai vari veicoli presenti ad Arcadia Bay notiamo, innanzitutto, come buona parte delle targhe siano citazioni a show televisivi che tutti noi conosciamo. Qualche esempio?

  • “BRDCHRCH” – Broadchurch
  • “B R K B D” – Breaking Bad
  • “THSPRNS” – The Sopranos
  • “TWLGHTZN” – The Twilight Zone
  • “SXFTNDR” – Six Feet Under
  • “TWN PKS” – Twin Peaks

I richiami a Twin Peaks non si fermano qui: nei bagni nel Two Whales è infatti possibile leggere un graffito che recita “Fire Walk With Me”, e verso la fine del gioco sarà possibile leggere una diagnosi psicologica firmata da un certo Dottor Jacoby. Non mancano poi numerosi riferimenti al cinema, tra cui la porta di un dormitorio con inciso “REDRUM” come in Shining di Stanley Kubrick e varie citazioni inserite nelle conversazioni tra le protagoniste: da Blade Runner a uno dei “migliori film sci-fi di sempre” qual è Final Fantasy Spirits Within.

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La colonna sonora perfetta?

Diciamocelo: se Life is Strange è così bello, buona parte del merito va anche alla colonna sonora. L’accompagnamento musicale del gioco è infatti qualcosa di davvero straordinario, con melodie che spaziano dall’indie folk al post rock capaci di costruire alla perfezione l’atmosfera giusta nel modo giusto.

Il primo episodio si apre e si chiude con due canzone dei Syd Matters, gruppo francese che merita assolutamente di essere (ri)scoperto, segnando allo stesso tempo due dei momenti più indimenticabili dell’intera avventura. Il terzo e il quarto si chiudono invece con ‘Kids Will Be Skeletons’ dei Mogwai e ‘Mountains’ di Message to Bears: due tracce capaci di dar vita a sensazioni profonde e, senza ombra di dubbio, a elevare in questo modo il valore dell’opera nel suo complesso.

Science, b***h!

Al team di Dontnod vanno assolutamente riconosciute la cura e la grande attenzione prestate in fase di design, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto più “scientifico” del gioco. Life is Strange presenta infatti diversi riferimenti anche da questo punto di vista: vengono tirate in ballo alcune delle teorie più interessanti, e talvolta occulte, delle quali si potrebbe parlare davvero per ore. La Teoria del Caos ad esempio, ma anche la Legge della Termodinamica e la Teoria dei Multiversi.

Il focus di tutta la vicenda è però nel sempre presente Effetto Farfalla: teoria secondo la quale a ogni minima azione corrispondano tutta una serie di conseguenze, anche imprevedibili. Ogni scelta, ogni passo e ogni parola possono cambiare il futuro in maniera inaspettata: in Life is Strange questo sarà messo in chiaro sin da subito, per un’esperienza che saremo noi a costruire. Passo dopo passo.

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Life is Strange? Non s’ha da fare!

E se vi dicessimo che Life is Strange… Ha rischiato di non esistere? Ebbene sì perché dopo il successo a metà ottenuto con Remember Me, Dontnod Entertainment si trovò a dover cercare un nuovo publisher che credesse in un progetto così particolare e ambizioso.

Il team francese propose il gioco a sette diverse realtà, incassando sette sonori rifiuti da parte di chi non ha visto in Life is Strange tutto il potenziale che poteva avere. Con alcuni le trattative andarono a monte a seguito della richiesta di cambiare il concept del gioco, inserendo un protagonista maschile: Square Enix fu l’unica a vederci giusto e, fortunatamente, il resto è storia.

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Life is Strange: il concept originale

Il concept iniziale di Life is Strange era abbastanza diverso da come lo conosciamo oggi, a partire addirittura dal titolo. Il gioco si sarebbe infatti dovuto chiamare What If, titolo che richiama esattamente il focus principale del gioco ma che forse presenta un impatto decisamente minore di quello che è stato poi scelto come nome definitivo.

La cittadina di Arcadia Bay, dove hanno luogo le vicende delle nostre protagoniste, era inizialmente denominata Aurora Creek e per un certo periodo gli sviluppatori hanno addirittura valutato un cambio radicale di location. Per atmosfera, eventi e una serie di elementi di vario genere si era infatti pensato di ambientare Life is Strange nei paesi nordici: un setting completamente diverso, ma che probabilmente avrebbe comunque reso giustizia alla storia raccontata.

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Una serie TV in arrivo?

Il grandissimo successo del gioco ha portato, nel luglio del 2016, a un annuncio che in molti hanno accolto con estremo piacere: Life is Strange sarebbe diventato una serie TV in live action, prodotta da Legendary Digital Studios in collaborazione con Square Enix.

Tutto molto bello, se non fosse che da cinque anni a questa parte non ci sono più stati aggiornamenti sul progetto: allo stato attuale delle cose, è lecito pensare che il tutto sia andato a monte ancora prima di iniziare una fase di pre-produzione. Un vero peccato ma va detto che, come ben sappiamo, nel mondo dei videogiochi e dell’intrattenimento le sorprese sono sempre dietro l’angolo.

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Dontnod, dalle stalle…

Non tutti sanno quanto Life is Strange sia stato, per Dontnod, una vera e propria benedizione. Il precedente titolo dello studio, il sempre tanto chiacchierato Remember Me, non raggiunse infatti risultati particolarmente eccelsi dal punto di vista delle vendite: un successo a metà, che rischiò di compromettere e non di poco la situazione finanziaria dell’azienda francese.

Trovare un publisher disposto a mettere le proprie risorse al servizio del nuovo progetto, come abbiamo visto, fu una vera e propria impresa: in diversi momenti Dontnod fu quasi in procinto di chiudere i battenti, e anche una volta ottenuto l’appoggio da Square Enix… Non era ancora detta l’ultima parola. Life is Strange fu infatti una vera e propria scommessa che, una volta vinta, garantì a Dontnod di poter proseguire il proprio viaggio nell’industria del videogioco. E meno male.

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UC Santa Cruz, i videogiochi all’Università

La UC Santa Cruz, per chi non lo sapesse, è una delle Università più importanti di tutta la California: un ateneo davvero prestigioso, in cui un docente ha deciso di utilizzare Life is Strange per spiegare la Teoria dell’Etica ai propri studenti. Il gioco è qui indicato come un esempio chiaro e semplice di come a una scelta possano conseguire, a livello morale, molte riflessioni di vario genere.

Secondo il Professor Abe Joyal, responsabile dell’insegnamento in questione, Life is Strange può fornire ai suoi studenti esempi pratici di come l’etica e la rispettiva filosofia possano davvero essere applicate in ogni momento: chi fosse interessato può trovare qui il documento introduttivo al corso, che riassume in poche righe quanto effettivamente un videogioco possa realmente diventare uno strumento di comunicazione tra i più potenti al mondo.

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Un omaggio a J.D. Salinger

Il primo chiaro riferimento a J.D. Salinger, una delle penne più note e amate dello scorso secolo, lo troviamo già con il nome della protagonista. La nostra Max Caulfield ha infatti un cognome che riporta immediatamente alla memoria quello del personaggio principale de ‘Il giovane Holden’, romanzo senza tempo scritto proprio dall’autore newyorchese… Ma non è finita qui!

Nella stanza di Max troveremo un poster raffigurante la copertina di un fantomatico libro dal titolo ‘The Winger and the Cow’ la quale, per assonanza col titolo originale ‘The Catcher in the Rye’ e per lo stile dell’illustrazione, rimanda proprio all’opera magna di J.D. Salinger.

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Life is Strange? Non è finito…

Indipendentemente dalla strada che ognuno di noi ha voluto prendere, il finale di Life is Strange è uno dei più emozionanti a cui abbiamo potuto assistere negli ultimi anni. Una delle due scelte in particolare si presta, però, a diversi spunti su come la storia potrebbe proseguire: Life is Strange, insomma, non è davvero finito.

Grazie a tre talentuosissimi artisti italiani – Emma Vieceli, Claudia Leonardi e Andrea Izzo – il gioco Dontnod prende nuovamente vita e, anzi, si arricchisce: la serie a fumetti edita in Italia da Panini Comics è infatti il perfetto seguito dell’avventura di Max e Chloe, che riesce a portare avanti un universo narrativo del quale noi non potremmo mai smettere di essere innamorati.

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Siamo dunque arrivati alla fine della nostra carrellata di curiosità su Life is Strange, che speriamo vi abbia fatto piacere leggere almeno la metà di quanto a noi ha fatto piacere scriverla. In attesa del terzo capitolo, vi lasciamo invitandovi a dirci la vostra: sapevate già tutte queste cose su Life is Strange? E qual è la vostra esperienza con il titolo Dontnod?

In attesa del 10 settembre, potete prenotare la vostra copia di Life is Strange: True Colors su Amazon.