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PG Nationals, i Campus Party Sparks accedono all’European Masters

La finale dello Spring Split di PG Nationals Vigorsol Beats 2019 di League of Legends tra i Campus Party Sparks e i Samsung Morning Stars, tenutasi domenica 7 aprile al Teatro Ciak di Milano, ha infiammato la Landa degli evocatori per la conquista di un posto allo European Regional League di Riot Games. Una serie protrattasi sul 3-2 che ha garantito spettacolo e match ad altissima intensità e che ha visto trionfare i Campus Party Sparks dopo un formidabile comeback sul 2 a 0 imposto in prima battuta dai Samsung Morning Stars. Buona la risposta del pubblico, pronto a incalzare i propri beniamini, ma anche lì per l’eSport e celebrare i campioni e i ruoli preferiti.

Rimanere per 10 anni sulla cresta dell’onda non è qualcosa che si ottiene senza continui aggiornamenti, modifiche, e nuovi modi di plasmare il meta. La flessibilità raggiunta da League of Legends, con un’evidenza marcata sia durante il PG Nationals che il LEC, ha portato a vivere i draft con una tensione e una spettacolarità che l’avvicina ai momenti di gioco veri e propri. I team più abili a sfruttare i Flex pick – Campioni che, nonostante il ruolo predefinito, possono essere adattati a più di una corsia o ruolo – sono quelli che negli ultimi mesi di competitiva si sono dimostrati imprevedibili e capaci di adattarsi anche in corsa al prolungarsi delle serie.

Campus Party Sparks (SPK) vs Samsung Morning Stars (SMS) 3-2

La prima fase di ban e pick parte con alcune certezze – il ban di Yasuo per limitare Vrow e il ban di Jarvan IV per toglierlo dalle mani di Rawbin – e alcune soluzioni subito a destare incertezza con il flex pick di Morgana e Urgot da parte degli SPK e l’opzione Lulu e Gnar da parte dei SMS, ma alla fine a sorprendere di più è la scelta di Elise in giungla per i Campus Party e Lulu mid per i Samsung Morning Stars. Il primo match procede in modo ordinato fino ai primi 8 minuti, con Rawbin che cerca di limitare le risorse a disposizione del jungler Kamil e qualche trade in bot lane.

Il primo acuto del PG Nationals arriva da una buona visione di campo da parte della compagine bergamasca che mette a segno la prima uccisione, seguita da una seconda a seguito dell’intensificarsi dell’aggressività. L’esplosività dei Samsung Morning Stars, caratteristica che li ha contraddistinti per tutto il torneo, viene però poi punita da Morgana e da ingaggi meglio organizzati dagli avversari che prendono una posizione di vantaggio. Una superiorità che viene però spazzata via da una potenza di danno maggiore che consegna il Barone Nashor ai SMS e da lì una asfissiante pressione fino alla conquista del Nexus.

Un ottimo primo scontro con repentini scambi di lead che ha fatto partire lo Spring Split di PG Nationals Vigorsol Beats al meglio e in modo sorprendente, del resto le due finaliste hanno rappresentato una sorpresa. Squadre di recente formazione, giovani, ma entrambe cresciute nella cultura di una gaming house, che si sono guadagnate un posto tra i migliori contro i pronostici rispondendo con una crescita esponenziale partita dopo partita. Il secondo match vede i galvanizzati Samsung Morning Stars premere sull’acceleratore e svelare subito la carta Sona AP carry e Taric a supporto in corsia inferiore, una coppia molto difficile da gestire, mentre gli Sparks al red side hanno optato per una composizione più prevedibile indirizzata a prendere le misure nei confronti avversari.

La partita impenna il ritmo quando gli Sparks tentano un dive sotto torre in quattro nella corsia inferiore degli avversari sorvegliata da Sona e Taric, ma l’ottima reazione di Vrow e Acefos, in teletrasporto per aiutare i compagni, ribalta il tentativo di attacco decretando la morte di quattro avversari e portando la conta delle uccisioni sul 6 a 1 e a un divario monetario sostanzioso in meno di un quarto d’ora. Ciò che ne segue è una dimostrazione di forza, una mattanza inarrestabile a cui neanche la reazione degli Sparks può porre un freno con il dominio della mappa ormai assicurato per il team in vantaggio. La partita si conclude in meno di 27 minuti con un assedio finale mai in discussione.

Non i migliori Campus Party Sparks visti nel PG Nationals, che accusano il colpo della dirompente carica dei Samsung Morning Stars, ma il bello di queste competizioni al meglio delle 5 è che tutto può essere ribaltato. Il colpo di reni degli Sparks arriva in terza gara e segna la risalita del team che finalmente mette in mostra le qualità superiori che li hanno accompagnati fino alla finale: una visione di gioco eccellente grazie al piazzamento metodico dei lumi, rotazioni e team fight impeccabili che annichiliscono gli avversari. Sylas lasciato nelle mani di Rawbin e Draven sotto il controllo di Endz sono devastanti. Una lettura non proprio ottimale quella dei Morning Stars che non scelgono di bannare mai Sylas e il rivoluzionario scatenato si diletta con Violazione a creare scompiglio. I ritmi si sono alzati e gli Sparks sono pronti a punire ogni errore avversario nel quarto match andando a minare anche la concentrazione e l’entusiasmo dei SMS che appaiono meno precisi e più disorientati. Un’estensione di serie che non è soltanto bella per il pubblico del Ciak o da casa su Twitch, ma va a frizionare i nervi e a logorare la resa mentale.

L’ultima partita ha un po’ il sapore delle prime due, con gli Sparks che tornano con Elise Jungle e i Morning Stars che ripropongono l’impenetrabile Sona-Taric, ma in questo quinto game i ragazzi di coach Cristofaro “Cristo” Di Maggio hanno chiaro in mente come contrastare la temibile duo-lane che li aveva messi in difficoltà. Una maggiore aggressività nelle fasi iniziali di gioco che cerca di spezzare le gambe fin da subito alla coppia. Gli Sparks riescono nell’impresa grazie a una maggiore pulizia negli ingaggi e a una strategia calcolata, riuscendo a strappare il titolo di campioni dello Spring Split di PG Nationals Vigorsol Beats 2019 ai Samsung Morning Stars prima che possano chiudere il 3 a 0. Saranno quindi i Campus Party Sparks a tenere alto il nome dell’Italia nell’European Masters di aprile, ma onore anche agli sconfitti che hanno mostrato un margine di crescita molto importante.

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