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Poison Control | Recensione, un TPS contro il veleno nel nostro cuore

Il 13 aprile NIS America porta sul mercato videoludico Poison Control, un TPS con elementi di dungeon crawler che si affida alla lotta a un virus che ha colpito il cuore delle persone. Con i sentimenti negativi che hanno generato un avvelenamento delle arene circostanti, toccherà a due eroi andare a risolvere il problema e liberare tutto ciò che di malevolo si è presentato nel cuore dei malcapitati. Pronto per essere pubblicato su PlayStation 4 e Switch, lo abbiamo provato in modalità retrocompatibile su PlayStation 5.

Il veleno dentro di noi

C’è tanto dello stile narrativo giapponese dietro Poison Control, che si fa fregio di tutti quegli elementi che hanno reso il videogioco giapponese, con direzione creativa verso gli anime, unico e distinguibile in mezzo a mille. Andando, inoltre, a scavare in quel fenomeno che ci permette di dar vita a una parte della nostra anima, aspetto già dipanato in Shin Megami Tensei: Persona, arriviamo al concept narrativo propostoci da Poison Control.

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Un fenomeno misterioso, come ci viene presentato inizialmente, che ha portato uno spirito a essere intrappolato in un corpo di un altro, creando una vera e propria Soul Mate: così ci vengono presentati i nostri protagonisti, che nel frattempo saranno chiamati a risolvere un problema ben più grande. Pare, infatti, che i dolori personali, i sentimenti negativi, si stiano manifestando sotto forma di veleno, in grado di rendere inavvicinabile qualsiasi soluzione. Toccherà, quindi, a Poisonette, lo spirito che aleggia all’interno del nostro corpo, preoccuparsi di ripulire la zona, mentre noi saremo impegnati a sparare a qualsiasi FOE ci si pari innanzi.

Il viaggio all’interno dell’inferno che si è andato a creare, nel quale andremo a inserirci attraverso un hub a forma di pianeta che sbloccherà le varie missioni di volta in volta, ci porterà ad affrontare delle creature amorfe di diverso tipo, tutte da affrontare sia con i nostri proiettili che con Poisonette, pronta a scendere in campo per rendere il veleno nocivo anche a chi l’ha creato. Sebbene la narrazione si faccia fregio di questo concept molto surreale, in pieno stile dei giochi giapponesi vi ritroverete a subire degli sproloqui infiniti su cosa sta accadendo, perché sta accadendo e cosa dovreste fare per risolvere il problema. Con l’aggravante di avere un protagonista muto – altro archetipo delle narrazioni giapponesi – Poisonette diventerà una monologhista dall’altissimo peso, spesso farfugliante e con dialoghi che non aggiungeranno nessun tipo di interesse all’intera storia. Poison Control, quindi, non sarà mai un titolo da giocare per scoprire l’intreccio narrativo, ma per apprezzare alcune trovate del gameplay.

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Un TPS con attacchi ad area

Come accennato, di missione in missione dovremo andare a ripulire gli ambienti che si creeranno dal veleno. Essendo il nostro primario obiettivo, in alcuni casi potremo anche evitare di preoccuparci di sconfiggere tutte le creature che troveremo sul nostro percorso: raggiunta la percentuale minima richiesta di veleno ripulito, spariranno automaticamente. Per poter liberare l’ambiente dalla melma caduta a terra dovremo evocare Poisonette, effettuando un vero e proprio swap tra il nostro protagonista e lo spirito spazzino: avremo un breve lasso di tempo nel quale sarà possibile camminare sul veleno – che in alternativa risulta mortale per l’elegante pistolero – e purificarlo. L’intervento di Poisonette si rivela interessante anche dal punto di vista della strategia, dato che sarà possibile girare intorno a un avversario e infliggergli danni proprio nel momento in cui andremo a ripulire la zona.

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In alternativa, nel caso in cui vogliate sbizzarrirvi con la vostra pistola, avrete diversi proiettili da poter usare, ma un caricatore non sempre pronto a venirvi incontro. Inizialmente i proiettili saranno dieci, da dosare, altrimenti la fase di ricarica andrà molto per le lunghe. La progressione del vostro pistolero è assicurata dalla possibilità di sbloccare nuovi proiettili, anche di diverse tipologie, dalla mitraglia a quelli che esplodono, fino a delle bombe, colpi a grappoli e così via. Ci saranno delle boss battle che vi richiederanno una combinazione di tutto ciò che avrete, ma anche tanta strategia attendista, aspettando che si ricarichi il vostro caricatore e che nel frattempo Poisonette abbia fatto il proprio dovere.

Nell’affrontare le varie aree, quindi, Poison Control riesce a dare sempre uno spirito variegato di come approcciare la battaglia di turno. Finirete per apprezzare le varie costruzioni e i labirinti che si andranno a dipanare dinanzi a voi, arrivando anche al desiderio di sbloccare delle aree segrete, alle quali poter accedere solo grazie all’intervento della vostra Soul Mate. Inoltre al termine di ogni missione avrete la possibilità di intervenire, attraverso un momento di confronto tra il pistolero e lo spiritello, su quelle che sono le vostre skill, potenziando l’empatia, la fiducia, l’intelligenza, la sinergia e così via. Elementi che vi aiuteranno a migliorarvi nel corso delle battaglie senza dover necessariamente intaccare un discorso da RPG che Poison Control non vuole offrirvi, né scimmiottare.

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Come un colpo di cannone

Nel suo proporre un gameplay molto immediato, Poison Control offre un gun play anche molto spicciolo, ma non per questo meno funzionale di tanti altri. Potrete decidere se adottare un targeting automatico o manuale, così da provare a colpire il vostro avversario direttamente in testa e quindi risparmiare qualche colpo, oppure se andare in un generico sparo nella parte centrale del suo corpo e spendere un po’ di più in fatto di proiettili. La varietà di FOE che troveremo ci permetterà anche di capire in che modo avere la meglio su di loro, comprendendo che non sempre Poisonette potrà intervenire con dei colpi ad area, soprattutto se i nostri avversari sono volanti. La meccanica che permette di unire questi due colpi è sicuramente la più interessante, perché lo spirito può muoversi in libertà in quel breve lasso di tempo a sua disposizione, portando a termine due azioni in un solo momento. Però il concetto resta tale e in atto non avrete grandi alternative da mettere in campo.

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Se il gameplay, quindi, si presenta come gradevole, ma a lungo andare sicuramente ripetitivo e noioso, Poison Control dall’altro lato soffre di contenuti da offrire. La trama non ci farà emozionare, nonostante il concept iniziale possa essere anche interessante, così come al di là dell’andare da un’arena all’altra per combattere i nostri avversari e spazzolare tutto il veleno possibile non avremo da fare. Sarebbe servita una progressione per le nostre armi, la possibilità di raccogliere collezionabili da craftare, o anche delle arene alle quali accedere dietro determinati requisiti, per poter avere una maggior profondità del gameplay e della sfida stessa. Aspetti che rendono, in loro assenza, il titolo di NIS America un’avventura gradevole e nulla più, di successo per qualche idea e arrendevole per altre.

Poison Control – PlayStation 4

Poison Control ha degli elementi interessanti dal punto di vista del gameplay, soprattutto nel momento in cui vi permetterà di attaccare ad area i vostri avversari trovando circuiti diversi da realizzare con Poisonette. Dall'altro lato ha un gunplay molto spicciolo, ma funzionale. Il problema risiede nel non aver approfondito nessuna di queste meccaniche e aver infarcito il gioco con una narrativa prolissa e ridondante, tipica degli stereotipi giapponesi. Premiato per lo stile goliardico e gioviale, non può sicuramente entrare nell'olimpo delle esperienze del 2021: anzi, il voler scimmiottare in alcuni punti Persona 5 lo rende sicuramente meno gradevole di quanto avrebbe potuto ottenere viaggiando su un binario tutto suo.

Pro

  • Immediato, con qualche idea interessante
  • Gioviale, colorato

Contro

  • Troppe meccaniche abbozzate
  • Narrativa al limite del fastidioso