Si moltiplicano le indiscrezioni su quella che sarà la prossima generazione di hardware Sony. A catturare l'attenzione degli appassionati sono soprattutto le rivelazioni riguardanti la configurazione tecnica che caratterizzerebbe non solo la futura PS6, ma anche una misteriosa console portatile mai ufficialmente annunciata dal colosso giapponese.
Le specifiche trapelate suggeriscono un salto tecnologico considerevole rispetto all'attuale generazione, con dotazioni di memoria che potrebbero ridefinire gli standard del settore.
La fonte delle rivelazioni è KeplerL2, figura nota negli ambienti degli appassionati per la precisione delle sue anticipazioni, particolarmente quando si tratta di componenti hardware prodotti da AMD. Secondo quanto condiviso dall'insider sul forum NeoGAF, entrambe le future piattaforme Sony vanterebbero quantitativi di memoria impressionanti: 30 GB di RAM per la console domestica e 24 GB per il dispositivo portatile.
L'aspetto più interessante riguarda la soluzione tecnica adottata per PS6. Sony avrebbe optato per una scelta progettuale non convenzionale, utilizzando moduli Clamshell da 3 GB di memoria GDDR7. Questa configurazione particolare prevederebbe un bus a 160-bit operante a 32 Gbps, garantendo una larghezza di banda complessiva di 640 GB al secondo. Il risultato finale sarebbe un miglioramento dell'11% rispetto alla PS5 Pro attualmente in commercio, nonostante la riduzione del bus da 256 a 160-bit.
La presunta console portatile di Sony presenterebbe caratteristiche differenti ma altrettanto ambiziose. Il dispositivo mobile monterrebbe 24 GB di memoria LPDDR5X, una scelta che rappresenterebbe un equilibrio tra prestazioni e consumi energetici, aspetto cruciale per un apparecchio destinato all'utilizzo senza alimentazione continua. L'esistenza stessa di questo prodotto resta nel campo delle speculazioni, sebbene la costanza con cui emergono indiscrezioni al riguardo negli ultimi mesi stia rendendo l'ipotesi sempre più plausibile.
Secondo le informazioni raccolte, entrambi i sistemi condividerebbero l'architettura di base: processori AMD Zen 6 abbinati a GPU basate su tecnologia RDNA 5. Questa combinazione rappresenterebbe l'evoluzione naturale delle partnership tecnologiche che Sony ha consolidato nelle ultime generazioni di console, garantendo continuità nello sviluppo e nell'ottimizzazione del software.
Le implicazioni economiche di queste scelte tecniche non sono da sottovalutare. Configurazioni di memoria così generose comportano inevitabilmente costi di produzione elevati, che potrebbero tradursi in prezzi al dettaglio significativamente superiori rispetto alle generazioni precedenti. Non è un caso che negli ambienti di settore circoli l'ipotesi di possibili rinvii nel lancio delle console di nuova generazione, proprio a causa dell'andamento del mercato delle memorie RAM.
L'eventuale posticipo potrebbe riguardare tanto Sony quanto Microsoft, sebbene alcune voci suggeriscano che PlayStation potrebbe essere costretta a ritardi più prolungati rispetto alle previsioni iniziali. Si tratterebbe di una decisione strategica per attendere condizioni di mercato più favorevoli, capaci di rendere sostenibile dal punto di vista economico la produzione di massa di hardware così sofisticato.
Per il momento, in assenza di conferme ufficiali, resta tutto nel campo delle possibilità e delle speculazioni informate di chi segue da vicino l'evoluzione del comparto tecnologico dei videogiochi.
Una gen più interessante dell'attuale
Se le indiscrezioni di KeplerL2 dovessero rivelarsi fondate, ci troveremmo di fronte a un cambio di paradigma che va ben oltre il semplice "aumento di potenza" tipico dei salti generazionali. Mentre la PS6 con i suoi 30 GB di RAM rappresenta l'evoluzione naturale della specie domestica, è il dato sui 24 GB di memoria per la presunta console portatile a farmi davvero girare la testa.
Per anni, abbiamo guardato con un misto di invidia e frustrazione al successo di Nintendo Switch e, più recentemente, all'esplosione degli handheld PC come Steam Deck e ASUS ROG Ally. Abbiamo amato (e pianto) la PS Vita, una macchina straordinaria abbandonata troppo presto, e abbiamo accolto con tiepidezza PlayStation Portal, che per quanto funzionale, rimane un mero accessorio per lo streaming domestico. Qui, invece, stiamo parlando di un "mostro" autonomo.
Una dotazione di 24 GB di LPDDR5X su un portatile non è solo ambiziosa, è quasi spropositata per gli standard attuali. Significa avere tra le mani un dispositivo capace di gestire texture ad altissima risoluzione e mondi complessi senza i compromessi tecnici che oggi affliggono i porting su Switch o le ottimizzazioni faticose su PC handheld.
L'idea di un'architettura condivisa (Zen 6 e RDNA 5) tra fissa e portatile permetterebbe agli sviluppatori di creare un unico gioco che scala automaticamente le prestazioni, garantendo una continuità assoluta tra il salotto e la mobilità. Non più versioni "monche" o spin-off di serie B, ma l'esperienza tripla A completa, ovunque.
Certo, resta l'incognita del prezzo e del posizionamento sul mercato. Con specifiche del genere, è impossibile immaginare un dispositivo economico; Sony dovrà essere brava a giustificare un costo che potrebbe avvicinarsi a quello di un PC di fascia media.
Tuttavia, la prospettiva di avere una "PS6 in tasca" (o quasi) è elettrizzante. Se Sony riuscirà a evitare gli errori del passato (come il supporto software discontinuo o le memorie proprietarie) questa console potrebbe ridefinire il concetto di gaming premium in mobilità, offrendo finalmente quell'anello di congiunzione tra potenza bruta e libertà di utilizzo che il mercato attende da oltre un decennio.