Approfondimento

Resident Evil 3, le nostre impressioni sulla demo

A seguito di una ripresa impeccabile da parte di Capcom e della pubblicazione del bellissimo Resident Evil 2 Remake, anche il terzo capitolo si prepara a raggiungere gli scaffali di tutto il mondo, ancora una volta, con alle spalle un’operazione di restauro che, stando a quello che abbiamo avuto modo di provare nella demo, sembra voler prendere parecchie distanze dalla sua versione datata 1999, pur non tradendone il cuore pulsante e l’originale trama sempre parecchio vicina ad un b-movie, piuttosto che ad una produzione principalmente narrativa e cinematografica.

Così come avvenne per l’uscita nel lontano 1999, però, sembra volersi allontanare soprattutto dai suoi predecessori in quanto a ritmo e frenesia degli scontri, oltre che per un level design che stavolta spinge l’utente a raggiungere la prossima area, anziché farlo tornare sui propri passi più volte a seguito di un oggetto chiave recuperato. Ciò comunque non significa che l’esplorazione sia meno meticolosa, anzi, è solamente gestita diversamente.

Fatta questa breve introduzione, scopriamo insieme gli orrori che si celano per le strade di Raccoon City, ancora più travolgenti e terrificanti grazie allo straordinario lavoro operato dal RE Engine.

Raccoon City è un luogo infernale!

A differenza della demo che Capcom rilasciò per lo scorso Resident Evil 2, questa volta la prova è priva di limitazioni e può essere rigiocata tutte le volte che si vuole. È inoltre collocata qualche ora più tardi dell’inizio della campagna, e vede Jill Valentine e Carlos Oliveira bloccati nella metropolitana di Raccoon City, in attesa di ripristinare la corrente e provare a far evacuare quanti più civili possibili.

Una volta ottenuto il controllo del nostro personaggio, le sensazioni saranno le medesime dello scorso remake, servirà giusto qualche minuto per apprendere tutte le novità introdotte: si comincia infatti con delle meccaniche note agli appassionati, come ad esempio le safe room e le cure, ma si finisce per scontrarsi con le nuove introduzioni, le quali rendono questo prodotto molto più action che in passato. La novità più grossa è senza alcun dubbio la schivata, che si esegue con il tasto RB e inclinando nella direzione desiderata l’analogico destro. Questa meccanica, oltre a rivelarsi parecchio efficace e anche complessa da padroneggiare pienamente, ci ha lasciato qualche dubbio: non è infatti presente una barra della stamina e potrà quindi essere utilizzata senza sosta. Una scelta, questa, sicuramente molto coraggiosa ma anche pronta a far discutere i fan più accaniti. Nel tentativo di tranquillizzarvi, possiamo dirvi che il gioco è parecchio difficile, pertanto non avrete la sensazione di sentirvi più forti del nemico o completamente al sicuro. Nonostante le tante munizioni a vostra disposizione e il ritorno della meccanica che vi consente di fabbricarveli (inserita per la prima volta proprio nell’originale terzo capitolo), spesso vi ritroverete a secco e preferirete optare per la fuga. È proprio in questi momenti che l’anima di Resident Evil salta fuori, raggiungendo il suo apice qualche secondo dopo l’incontro con Nemesis. Un confronto brutale, violento, terrificante, che vi obbligherà a correre e schivare continuamente, anche se il più delle volte sarà preferibile ripiegare sul combattimento, poiché a differenza di Mr. X è molto più veloce e opprimente, ma soprattutto ha il brutto vizio di presentarsi in situazioni già parecchio tese e complicate.

L’esplorazione è fondamentale

In apertura, vi raccontavamo che l’esplorazione ha subito delle modifiche, pur rimanendo anche questa volta una componente importantissima del gameplay di Resident Evil. I cambiamenti sono dovuti al rinnovato level design, più lineare dei predecessori e predisposto a far avanzare il giocatore. Ciò non significa che non ci saranno momenti di assoluta tranquillità in cui guardarsi intorno, racimolare scorte e magari risolvere anche qualche puzzle ambientale, ma rispetto al passato sono sicuramente attimi più sfuggenti e da ricercare. Il focus questa volta è il combattimento e lo si capisce anche da alcuni piccoli ritocchi operati sull’inventario: non esistono più gli oggetti consumabili da assegnare al tasto LB, ogni elemento va equipaggiato come se fosse un’arma da fuoco. Anche il coltello, infatti, riveste un ruolo completamente differente, piuttosto che essere utilizzato come un oggetto utile per divincolarsi facilmente durante le prese, è una vera e propria arma che non potrà in nessun modo venire distrutta o smarrita.

Come accennavamo, capiterà di dover risolvere qualche piccolo e semplice puzzle ambientale, il più delle volte necessario per progredire. Presenti in misura minore, perlomeno in questa demo, sono gli enigmi del tutto opzionali, comparsi sporadicamente grazie ad una cassaforte da svaligiare, non prima di aver trovato la combinazione osservando accuratamente l’ambiente e leggendo i documenti disseminati per le zone. Proposti nella stessa quantità, tornano invece i Mr. Raccoon da eliminare (stavolta ribattezzati Mr. Charlie), collezionabile che sicuramente sbloccherà dei preziosi extra da visualizzare nel menu di gioco.

Il RE Engine è sensazionale

Il RE Engine è la vera arma vincente nelle mani di Capcom. Dopo aver mostrato per la prima volta i muscoli con il lancio di Resident Evil 7 (un capitolo dirompente che ha segnato la ripartenza del franchise), è stato sfruttato praticamente in ogni produzione, fatta eccezione per Monster Hunter World, che necessità di un motore maggiormente adatto a mappe estese. Questo è sicuramente un limite, ma in Resident Evil 3 – nonostante la consistente apertura delle mappe – non sembra aver pesato molto. Gli ambienti sono infatti meravigliosi, ricchi di attenzione e dettagli, sempre pronti a stupire il giocatore con scorci inimitabili. I volti e le animazioni dei personaggi non sono da meno, riconfermando l’ottimo lavoro svolto con il remake del secondo capitolo.

Noi, lo abbiamo testato su Xbox One X e monitor 4K HDR, e possiamo assicurarvi che la resa a schermo è notevolissima, la migliore di sempre per lo studio nipponico. Impressionante anche il frame rate, che si mantiene stabile anche nei momenti più concitati e complessi da gestire. Unica grossa pecca, il doppiaggio italiano, parecchio inferiore alla media odierna; notevole è invece il lavoro svolto sulle musiche e l’effettistica di gioco.

In definitiva, quindi, nonostante qualche piccola incertezza legata al bilanciamento e alle nuove meccaniche le quali richiederanno qualche ora di adattamento, Resident Evil 3 è un gioco molto solido, l’ennesimo colpo perfetto di Capcom che non vediamo l’ora di sviscerare per intero il prossimo 3 aprile 2020, data di lancio tra l’altro ribadita più volte anche all’interno della demo, con poster disseminati in ogni dove, per cui potete dormire sogni tranquilli. Nell’attesa, scaricate anche voi la demo e raccontateci le vostre impressioni nello spazio dedicato ai commenti.

Potete prenotare la vostra copia di Resident Evil 3 Remake su Amazon.