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Resident Evil 3 Remake: fan indignati per l’addio alla minigonna di Jill Valentine

Non è certo la prima volta che si parla di censure nel mondo dei videogiochi. Questa volta, la “vittima” è Jill Valentine, il cui abbigliamento classico ha subito dei cambiamenti in Resident Evil 3 Remake. Non è difficile immaginare come ciò non sia stato affatto gradito dai fan di vecchia data, i quali, abituati alla sexy “skin” della poliziotta, sono ora costretti a vederla in “skort”, veste che si avvicina più a dei pantaloncini che ad una minigonna. “Il vestito che indossa Jill nel remake di Resident Evil 3 NON È quello originale“, ha contestato la YouTuber Vara Dark su Twitter, che rigetta completamente l’idea di un adattamento più realistico del personaggio, che nel gioco è catapultata in un ambiente apocalittico e dominato da mostri. Tutt’altro che reale, dunque.

Tuttavia, spostandoci sul versante Capcom, è facile intuire come gli sviluppatori abbiano preferito questa miglioria al fine di meglio coprire le parti intime di Jill, che sarebbero state troppo vistose con la grafica di ultima generazione, specialmente in determinate scene. Originariamente, nel lontano 1994, la cara Jill Valentine, si presentava infatti al pubblico con un top blu elettrico, una felpa legata alla vita ed una minigonna. Effettivamente non proprio l’abbigliamento più adatto per affrontare un apocalisse zombie!

Jill Valentine

Com’è evidente, l’opinione pubblica è divisa in questo ambito. Mentre alcuni utenti condannano aspramente l’intervento del famigerato dipartimento etico”, bisogna considerare anche un’altra fetta di consumatori, che non gradisce il disturbo superfluo di elementi troppo sensuali nelle dinamiche di gioco. Altri, invece, sembrano non essere affatto toccati da tale modifica, che, al contrario, si rivela essere più consona al contesto apocalittico di Resident Evil 3 Remake. Altri videogiocatori, forse più ironicamente, sottilineano come le modifiche riguardino anche nel resto del suo guardaroba, ovvero, un maglione complessivamente più grande o le calze più lunghe.

Dalla polemica insorta sembrerebbe proprio che i fan non siano stati conquistati soltanto dal carisma di questo personaggio, ma anche dal suo abbigliamento, come se fosse una caratteristica imprescindibile per gli affezionati del titolo. Sono proprio questi ultimi a viverla come una vera e propria censura, ma sarebbe più corretto parlare semplicemente di “variazioni”, sicuramente opportune, pensando ad alcune inquadrature e a scene più dinamiche rispetto all’originale.

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