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Rise of Humanity | Anteprima: quando i card game incontrano gli strategici a turni

Il bello dei titoli indie è spesso e volentieri ritrovabile nella volontà da parte degli sviluppatori di sperimentare, di contaminare i capisaldi di alcuni generi con delle idee potenzialmente rivoluzionarie. La creatività degli sviluppatori è quindi spesso quella piccola scheggia impazzita che rende talvolta dei piccoli progetti delle opere dal grande interesse. Come dei piccoli alchemici gli sviluppatori indie cercano la formula perfetta, la tanto agognata combinazione in grado di creare qualcosa di nuovo e dannatamente fresco. Certo, l’alchimia è una strana bestia, tanto soddisfacente una volta appresa quanto inizialmente difficile da domare, e non è quindi raro trovarsi dinnanzi nel panorama indipendente a delle formule di gioco magari interessanti, ma ancora lungi dall’essere pronte ad aggredire il mercato. A imbarcarsi in questa impresa alchemica è stata recentemente anche Cybernetic Walrus, software house belga attualmente al lavoro sull’intrigante Rise of Humanity, particolare commistione tra un card game ed uno strategico a turni.

Rise of Humanity

Su tale interessantissimo titolo, che è atteso in forma completa entro la fine del 2020, abbiamo potuto mettere le mani in anteprima, grazie ad una demo embrionale che ci ha permesso di tastare anche sul campo la bontà della formula alla base del gioco. Sarà riuscito Rise of Humanity a rapirci con il suo insolito gameplay o il titolo della casa di sviluppo belga avrà ancora bisogno di qualche sistematina?

Rise of Humanity: tra card game e strategico a turni

Rise of Humanity, la cui demo che abbiamo potuto provare negli ultimi giorni è ora disponibile gratuitamente per tutti in occasione dello Steam Game Festival, prova quindi ad essere un particolare connubio tra un card game alla Slay the Spire e uno strategico a turni dallo stampo decisamente classico. A fare da impalcatura a questa particolare e promettente formula di gioco è un’ambientazione futuristica in cui un’immancabile IA senziente si è ribellata alla specie umana, portandola sull’orlo dell’estinzione. In questo clima apocalittico, dove possenti ed enormi mech vagano in piena libertà tra le macerie della civiltà dell’uomo, prenderemo il ruolo di un piccolo manipolo di sopravvissuti che cercano di rimanere vivi in tale difficilissima situazione. Purtroppo la demo, che tra l’altro è composta da giusto una missione oltre al tutorial, non scava per nulla in quello che è il setting alla base di Rise of Humanity e la bontà dell’aspetto narrativo del titolo rimane quindi ad oggi ancora un mistero.

Rise of Humanity

Se sul comparto narrativo ci possiamo quindi poco sbilanciare, abbiamo invece avuto modo di mettere ampiamente mano sull’impianto di gioco. Come dicevamo poco fa, Rise of Humanity cerca di combinare insieme i capisaldi degli strategici a turni, con tanto degli immancabili esagoni per delimitare il terreno di gioco, con delle meccaniche da card game. Per fare qualsiasi azione, movimenti compresi, saremo quindi costretti ad utilizzare una carta dalla nostra mano e, nello sfortunato caso in cui essa sia particolarmente malvagia, potremo trovarci in alcuni turni a dover per forza di cose a  stare fermi o, ancora, a scappare dinnanzi al nemico. Le carte in Rise of Humanity ci permettono quindi di compiere un grande ventaglio di azioni ed alcune di esse possono andare ad influenzare anche il turno nemico, dotandoci ad esempio di un dodge che ci permette di schivare i primi affondi avversari. A rendere il tutto più interessante è poi il fatto che ogni nemico sconfitto, così come ogni cassa sparsa nelle varie mappe di gioco, ci consentirà di scegliere una nuova carta, permettendoci così di potenziare il nostro deck e renderlo sempre più versatile.

Qualche perplessità di troppo

Se sulla carta tale sistema sembra quindi abbastanza intrigante alla prova dei fatti emergono però diverse perplessità. La gestione del deck non ci è infatti parsa chiarissima e, almeno da quanto provato, non sembra esserci nessun vantaggio nel preservarsi qualche carta dal turno precedente, in quanto ad ogni avvicendarsi delle fasi di gioco il titolo ci dona una mano di carte ex-novo.  Il fatto che anche gli avversari dipendano da tale meccanica priva poi il titolo di una decisa dose strategica, visto che sarà praticamente impossibile immaginarsi il numero e la tipologia delle azioni avversarie e ci troveremo quindi molto spesso a metterci nelle mani della dea bendata durante i turni nemici. A lungo andare tale parvenza di casualità potrebbe anche andarsi a dissipare con l’esperienza e le ore di gioco, ma quanto emerso in questa breve prova sotto tale aspetto non ci ha particolarmente convinto.

Rise of Humanity

Una doverosa chiosa finale, che esula da quella che è la core experience del titolo, deve poi essere fatta su quello che è l’attuale stato dei lavori di Rise of Humanity. L’opera di Cybernetic Walrus, la cui uscita ricordiamo essere prevista per l’inverno del 2020 secondo la pagina di Steam del gioco stesso, presenta infatti ancora numerosi elementi grezzi e necessita di una profonda rifinitura. Le animazioni sono ad esempio ampiamente da migliorare e da rendere più sincronizzate tra di loro, l’interfaccia utente necessita di un’accurata revisione e l’esperienza in generale di una maggiore fluidità. Rise of Humanity ad oggi vive quindi di un concept decisamente interessante ma non sembra avere la forza nelle gambe per rivelarsi un titolo in grado di stupire e ammaliare. Speriamo di sbagliarci, perché l’opera di Cybernetic Walrus di potenziale ne ha e anche parecchio, ma il lavoro da fare è ancora molto. Se siete degli appassionati di strategici a turni, ma soprattutto di card game, il nostro consiglio è comunque quello di provare la demo del titolo una volta che essa sarà resa disponibile durante lo Steam Game Festival: un feedback in più sarà infatti sicuramente gradito dalla software house belga in questa particolare fase dello sviluppo di Rise of Humanity.