10 0 7.8 Samurai Shodown – PS4
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PlayStation 4

Samurai Shodown, recensione del ritorno sul ring di SNK


Samurai Shodown – PS4
Genere
Picchiaduro
Piattaforma
PS4 e Xbox One
Sviluppatore
SNK
Editore
SNK
Data di Uscita
25/06/2019
SNK torna sulla scena dei picchiaduro con Samurai Shodown, una delle saghe storiche degli anni ’90. C’è ancora spazio per un grande classico?

Negli anni ’90 i grandi match di combattimento non si svolgevano online, ma in quel tempio chiamato Sala Giochi, fatto di luci, suoni, persone e monetine. Tante monetine. Samurai Shodown è uno dei titoli per eccellenza di SNK, (uno di quelli che facevano scucire tutta la nostra paghetta settimanale per intenderci) che insieme a Capcom e Midway occupavano il podio dei campioni incontrastati dei migliori picchiauduro, con Street Fighter e Mortal Kombat. SNK ancora oggi propone la sua serie di maggior successo con The King of Fighters XIV con il nuovo capitolo previsto per il prossimo anno, ma con questo reboot di Samurai Shodown vuole catalizzare l’attenzione degli appassionati cercando di abbracciare diverse generazioni.

Come è accaduto in passato con altre saghe storiche come Street Fighter, anche Samurai Shodown ha subito una forte evoluzione dal punto di vista visivo, un cambiamento che però sembra non voglia tradire lo spirito originale della saga, conservando i leggendari scontri bidimensionali con armi bianche, caratterizzati da un tecnicismo ben lontano da altri picchiaduro dell’epoca.

Infatti, chi ricorda bene la saga di SNK, Samurai Shodown non si presta di certo alle furiose pratiche di smashing con combo da centinaia di hit. Tutt’altro. Qui le distanze contano moltissimo, come i fendenti sferrati al momento giusto, quindi se siete dei veri appassionati dei picchiaduro con la “P” maiuscola, continuate a leggere.

Un picchiaduro non per tutti

Gurdando il menù principale possiamo farci un’idea di cosa vuole proporre la storica casa giapponese ai fan affezionati, ovvero un’offerta semplice e forse troppo minimalista se paragonata con altri titoli del genere. È presente un’indispensabile modalità training che vi proietterà nel sistema di gioco di Samurai Shodown, il Survival, il Time Attack, la modalità Storia e infine la modalità online. Al momento, il gioco offre un roster di sedici personaggi, con ritorni famosi come il protagonista della serie Haohmaru, mentre si aggiungono alla battaglia tre personaggi inediti: Darli Dagger, Wu Ruxiang e Yashimaru, senza contare le probabili aggiunte del prossimo DLC.

Una volta iniziata la modalità storia, ci si rende conto che per quanto riguarda la formula di gioco, Samurai Shodown è un titolo che è rimasto ancorato al suo passato. il sistema di combattimento sembra aver attinto a piene mani dall’originale visto in Samurai Shodown II, concentrando la meccanica di gioco cardine su una ferratissima gestione di attacco-difesa e gestione delle distanze, non offrendo per forza un combattimento particolarmente frenetico (o almeno non nelle prime battute di gioco), dando l’impressione di stare assistendo ad un autentico scontro tra samurai. Uno stile di combattimento particolarmente riflessivo, che ricalca i fasti di un Virtua Fighter 4 per intenderci.

Infatti, colpi perfetti e parate perfette vengono evidenziati negli scambi, con la possibilità di sfruttare un perfetto tempismo per i contrattacchi, per le schivate o ancora di disarmare il proprio nemico. Passando all’attacco, il offre quattro modalità d’attacco: tipo leggero, medio e potente, che non si concatenano come succede nei classici picchiaduro giapponesi, dando luogo a brevi combo solo dopo aver combinato un attacco potente con uno normale.  Eppure, gli scontri non sono così duraturi come si potrebbe pensare, anzi, con alcuni colpi fatali andati a segno, è già possibile aggiudicarsi il round.

L’unico elemento del gameplay che riesce a uscire un po’ fuori dalle righe di questo rigido schema di lotta e la “rage bar”. Sfruttando il momento furioso dell’attivazione della rabbia, i colpi speciali vengono amplificati, con mini cut-scene e mosse che riescono immediatamente a disarmare l’avversario. Ovviamente, l’effetto è limitato nel tempo, e l’indicatore una volta attivato si svuota rapidamente. Un’altra tecnica letale è l’Esplosione di furia, una versione potenziata dell’attacco precedente, che si esegue premendo contemporaneamente i tre tasti dell’arma, infliggendo all’avversario il doppio del danno rispetto alla norma. Inoltre, nel corso dell’esplosione, premendo nuovamente i tre tasti arma, si esegue un attacco chiamato Lama di Fulmine, praticamente invulnerabile, ma dopo la sua attivazione la rage bar resterà inutilizzabile per tutta la durata del match.  colpisce anche dall’altra parte dello schermo e causa una quantità di danni proporzionata alla Rabbia rimasta nell’indicatore. Quelli appena citati sono tutti accorgimenti che vogliono modernizzare e mettere al passo con i titoli concorrenti che adottano in varie forme espedienti di questo tipo, in grado di ribaltare con una “super mossa” l’intero match.

A proposito delle armi – che giocano un ruolo fondamentale, senza essere un semplice ornamento -, queste riescono a essere determinanti in base al loro utilizzo e tipologia. Appurato che in Samurai Shodown bastano pochi colpi ben piazzati per vincere lo scontro, è bene precisare che la nostra tattica di attacco-difesa è strettamente collegata anche al tipo di arma che impugniamo o che ci sta minacciando. Per fare un esempio pratico, una katana può colpire ovviamente più lontano rispetto alla lama degli shinobi, o rispetto ai pugnali, facendoci riconsiderare la distanza utile tra noi e il nostro avversario.

Passando a rassegna le modalità di gioco, SNK non ha fatto molto per ampliare la sua scelta di intrattenimento, restando particolarmente basica sui contenuti, proponendo le modalità tradizionali citate poco sopra e la nuova Modalità Dojo, una serie di scontri finalizzata ad alimentare una sorta di intelligenza artificiale, che ci proporrà dei “ghost” sempre più evoluti e difficili da battere assimilando lo stile di lotta dei giocatori.

La modalità storia non ci è piaciuta particolarmente, risultando un po’ povera negli sviluppi narrativi caratterizzati da dialoghi appena sufficienti a collegare gli scontri tra di loro. Un vero peccato, considerando che negli ultimi anni, la narrativa dei picchiaduro ha acquisito sempre più importanza (vedi Injustice o Mortal Kombat). Tuttavia, ogni personaggio riesce a intrattenere per una buona mezz’ora fino ai titoli di cosa, assicurando una buona longevità del titolo con la sola modalità storia.

Il multiplayer online si è rivelato particolarmente fluido con diverse regioni del globo, anche se a causa della diffusione ancora esigua del titolo, bisogna resistere ai lunghi tempi di attesa per matchmaking. Attualmente è prevista una semplice classifica e il ranking di ogni giocatore, senza introdurre particolari sfide o campionati di sorta. Magari, in futuro, riusciremo a vedere qualcos’altro con i prossimi DLC.

L’arte del Giappone feudale

Vi sarete subito accorti la vicinanza di questo Samurai Shodown con il vecchio Street Fighter IV, condividendo le stesse tecniche in cel-shading elaborate dall’Unreal Engine 4, che sembrano riprodurre dei dipinti. Un notevole salto in avanti rispetto King of Fighters XIV, con uno stile che regala fluidità alle movenze, ricchi dettagli ai personaggi ottimamente caratterizzati, seppur con piccole imperfezioni nei modelli poligonali… imperfezioni che tentano di essere mascherate dallo stile adottato, ma che saltano all’occhio a causa delle meccaniche di combattimento generalmente statiche. Anche i fondali che richiamano bene il Giappone del 1700, soffrono un po’ della perdita di dettaglio, con arene a tratti un po’ rozze, poco profonde e in definitiva poco animate.

Samurai Shodown gode di una direzione artistica che rende giustizia ai capitoli originali, ma che non brilla di luce propria, mancando di quel tocco di classe che lo renda veramente memorabile. Anche gli effetti legati ai colpi in battaglia sono pochi e ben gestiti – un po’ come il roster – ma soffrono di alcune imperfezioni durante le collisioni, che vengono mascherate dagli effetti speciali nell’ambito delle super mosse. Il comparto audio resta davvero apprezzabile e in linea con l’ambientazione della cultura orientale settecentesca.

Questo nuovo tentativo da parte di SNK di approcciarsi nel mondo dei picchiaduro svecchiando uno dei suoi gloriosi cavalli di battaglia degli anni ’90 appare ben riuscito se guardiamo alla fedeltà all’originale e all’evoluzione dello stile grafico, che potrebbero conquistare chi è alla ricerca di un “picchiaduro tecnico”. Tuttavia, Samurai Shodown soffre l’accostamento con altre produzioni blasonate che sono sempre state presenti in questi anni nel terreno di scontro e nelle console dei giocatori, che hanno saputo innovare con titoli ricchi nelle modalità e nella qualità visiva…forse gli unici punti deboli di questo nuovo titolo di SNK. Restiamo fiduciosi di questa nuova partenza e dei prossimi DLC che potrebbero arricchirla.

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Samurai Shodown – PS4

Samurai Shodown torna dopo dieci anni con un picchiaduro che vuole rilanciare la storica saga degli anni ’90. Con un roster di 13 personaggi veterani e 3 personaggi nuovi, vengono introdotte le Super Special Move, una nuova modalità Dojo e un multiplayer online con match classificati. 

7.8
7.8

Verdetto

Samurai Shodown torna con una nuova veste grafica, ma restando fedele alle meccaniche di gioco originali, facendo di tutto per essere etichettato come un “picchiaduro tecnico” e meno chiassoso rispetto ai concorrenti. Infatti, pur introducendo una serie di tecniche spettacolari e letali legate alla “Rage Bar”, il titolo conserva una certa staticità e un approccio più ragionato nel combattimento. Anche le modalità di gioco offerte restano le classiche Pratica, Storia e Time Attack, eccezion fatta per la nuova Dojo (una battaglia con i ghost) e il multiplayer online. Samurai Shodown piacerà ai fan della serie che lo rivedono dopo dieci anni e a chi cerca un picchiaduro meno impetuoso e più riflessivo, giocatori che potranno chiudere un occhio sulle piccole imperfezioni artistiche del comparto tecnico.

Pro

- Fedele allo stile originale della serie;
- Un picchiaduro per veri professionisti e amanti del genere;
- Evoluzione dello stile visivo decisamente appropriato

Contro

- Poche modalità di gioco;
- La modalità Storia meritava di essere sviluppata meglio;
- Graficamente ben riuscito, ma non eccelso.