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The Division 2: pratici consigli per nuovi giocatori

L’arrivo di The Division 2 ha nuovamente chiamato a raccolta i vecchi agenti situati a New York, convocati a difendere la bella Washington 7 mesi dopo la diffusione del virus mortale del dollaro. Mentre molti veterani calcheranno i verdi campi della casa bianca attraverso la loro esperienza pregressa, altrettanti nuovi giocatori si immetteranno per la prima volta nell’immaginario ideato da Ubisoft. Proprio a quest’ultimi sono indirizzate le righe che seguono, le quali contengono alcuni consigli utili ad ottimizzare la vostra esperienza in gioco. Se siete invece dei giocatori navigati, un ripasso potrebbe essere utile a ricordare alcune vecchie abitudini perse tra le ore passate nelle strade di New York.

Gestire il proprio equipaggiamento

Uno dei fattori più importanti in un gioco dello stampo di The Division 2 è il modo in cui ci si approccia all’armamento e alle abilità del nostro personaggio. Similmente a quanto accade nel precedente The Division, ogni arma ed equipaggiamento possiede una rarità che va dal comune all’esotico, passando perfino per “set” in grado di fornire vantaggi aggiuntivi nel caso si utilizzino pezzi provenienti da una specifica nomenclatura. The Division 2 aggiunge a questo mix le inedite Specializzazioni, sbloccabili al livello massimo, le quali aggiungono abilità passive/attive e nuove potenti armi da utilizzare.

A fronte degli elementi immessi post livello 30, lo scenario dell’endgame è molto ricco e prevalentemente basato sulla raccolta continua del bottino con le statistiche migliori rispetto alla tipologia di ruolo che si vuole ricoprire. Se si cerca il danno, si dovranno trovare i pezzi che forniscono bonus al colpo critico e alla probabilità critica, così come si ricercheranno equipaggiamenti con il potenziamento di armatura e salute se si volesse essere il difensore della squadra. Come nuovi giocatori, questa strategia vedrà il suo inizio solamente dopo aver completato la campagna, portandoci quindi all’ovvia domanda: “Come dovrei comportarmi con ciò che ottengo fino al livello 30?”

La risposta risiede nella libertà di sperimentazione che la difficoltà accessibile permette durante lo svolgimento della storia e del livellamento base. Mentre nelle sezioni di fine gioco il set-up del nostro agente fa la differenza tra la vita e la morte, durante le prime ore il consiglio più utile è quello di sfruttare l’occasione per capire quale tipologia di gioco si vuole seguire, vedendo anche quali armi o abilità si predilige usare. Questo vi porterà ad avere molto equipaggiamento che potrete smontare per ottenere utilissimi materiali per creare armamenti nella Stazione Fai da Te, oppure vendere in cambio di crediti (che vi consigliamo di mettere da parte fin dall’inizio).

Appena arrivati al 30 e ottenute delle ricompense abbastanza potenti, iniziate a mettere da parte tutto ciò che possa essere raro o che trovate utile nella prospettiva delle statistiche intrinseche, specialmente nei riguardi delle Modifiche per armi/armature. Un risparmio che vi tornerà sicuramente utile nel corso dei mesi successivi al lancio, garantendovi di farvi trovare pronti per eventuali cambiamenti al bilanciamento generale. Questo non vi invita a riempirvi l’inventario e la cassa scorte di spazzatura, tuttavia è bene non limitarsi alla ricerca di un singolo set-up, soprattutto in titoli poliedrici come quello in questione. Infine tenete d’occhio il livello dell’equipaggiamento e il Livello Globale del Mondo in cui siete, in modo da vedere quali pezzi vi servano per riuscire a passare al Tier successivo con facilità.

Cosa cercare nel mondo aperto

Nel frattempo che accumulerete livelli e affronterete le missioni della storia, vi capiterà di passare molto tempo tra le strade di Washington. Non prendete queste sezioni come un semplice percorso dal punto A al punto B, piuttosto dedicate del tempo all’esplorazione delle varie aree. Il vostro fine, anche a livello narrativo, è proprio quello di cercare i vantaggi più utili possibili sia alla Divisione che al vostro agente.

Il primo obiettivo da tenere in mente è puntare a trovare le risorse necessarie per ricostruire la Casa Bianca, la quale si presta come Quartier Generale per questo capitolo. Essendo un bel salto in avanti rispetto alla capiente base di New York, troverete ancora più settori e funzionalità da sbloccare e quindi più materiali da dover raccogliere. L’equipaggiamento della Divisione, trovato particolarmente nelle varie attività legate all’avanzamento della base e delle sue tecnologie, sarà inoltre cruciale per ottenere gli utili Vantaggi: una serie di abilità passive da sbloccare il prima possibile, o quantomeno ben prima di lanciarsi nella Zona Nera o nelle attività più impegnative post-campagna.

A seguire abbiamo la raccolta di Materiali per la Creazione: oggetti di vario genere che vi serviranno soprattutto quando nelle prime fasi di gioco non vi ritroverete a sguazzare nel bottino da smantellare. Accumulare queste risorse vi faciliterà la creazione delle ricette e il re-roll delle varie statistiche presenti su un pezzo d’equipaggiamento, perciò se vedete un negozio abbandonato o uno zaino lasciato a terra interagiteci e raccogliete tutto senza preoccupazioni: i limiti dei Materiali per la Creazione sono molti alti e si prestano all’accumulamento compulsivo.

In The Division 2, inoltre, sono presenti diversi insediamenti civili che vanno costruiti quasi da zero, con tanto di missioni secondarie da svolgere e trame parallele. Rifacendosi un po’ ai vecchi Rifugi di New York, il giocatore dovrebbe ritagliarsi del tempo per completare questi incarichi prima di passare alle attività post livello 30, soprattutto per via dell’enorme attenzione contenutistica proposta in questa nuova iterazione. In particolare, è un buon modo per scontrarsi con le varie fazioni e sperimentare il loro modo di combattere e i punti deboli da sfruttare nelle missioni più ardue.

Infine non fa mai male andare a caccia di collezionabili, soprattutto in un’ambientazione così ricca e particolare come quella ripresa dallo scenario di Tom Clancy. Che fine ha fatto lo staff presidenziale? Come si sono costituite le fazioni? Perché il Messico ha costruito un muro per tagliarsi fuori dagli USA? Tutte risposte trovabili nella campagna, nei collezionabili e negli ECHO sparsi tra le strade e le strutture della città.

Zona Nera e PvP

Una parte cruciale dell’esperienza di The Division 2, oltre alla componente PvE, è il modo in cui è possibile vivere il lato PvP. Al lancio, il titolo di Ubisoft propone ben due corpose alternative.
Prima tra tutte è il classico PvP dove squadre di giocatori si affrontano in varie modalità basate sull’eliminazione degli avversari o sulla conquista di punti. Per i nuovi giocatori questo può essere un buon modo sia per ottenere equipaggiamento ed esperienza, sia per abituarsi alle dinamiche dello scontro tra più utenti umani. Un terreno preparatorio ideale per immergersi nella crudezza della Zona Nera, ovvero delle particolari aree di quarantena dove gli agenti finiscono per tradirsi l’un l’altro al fine di ottenere equipaggiamento raro o per piacere personale.

Rispetto alla Grande Mela, Washington presenta diverse Zone Nere con regole particolari tra cui quella di normalizzare tutti gli agenti in modo da dare pari opportunità ai suoi visitatori. Come nuovi giocatori si viene guidati in questa esperienza attraverso delle particolari missioni PvE per poi lasciarvi liberi di essere un bersaglio facile all’interno di un ecosistema molto ostile. Il consiglio in questo caso è quello di non darsi per vinti e capire molto bene la geografia delle varie zone, vedendo quali passaggi tra le Aree di Estrazione e i Punti di Riferimento sono più rapidi e dove è più possibile trovare l’equipaggiamento migliore. Conoscendo l’ambiente e le coperture è possibile essere più attenti al proprio circondario, o tendere delle trappole verso chiunque abbia cattive intenzioni nei confronti del nostro zaino radioattivo.

Se volete fare squadra, assicuratevi di farlo con qualcuno con cui avete una solida amicizia o rischiate di ritrovarvi a terra e con lo tasche svuotate nella Zona d’Estrazione. Se, invece, preferite essere i cattivi di turno, è bene essere confidenti nelle proprie capacità e studiarsi i percorsi per il Covo dei Ladri e i vari Terminali utili per pulirsi dallo status Traditore o per alzare la posta e ottenere tesori dall’alto valore. Nonostante il pericolo potenzialmente più alto, in The Division 2 ci sono molti più modi e regolamenti per incrementare l’accessibilità di questa esperienza, in modo da avvicinarsi anche ai giocatori più spaventati dal design dietro tale modalità. Questo vale soprattutto se si vuole provare a cimentarsi nelle Zone Nere occupate, dove il bilanciamento paritario è totalmente assente e la rarità delle ricompense aumenta esponenzialmente.

Chiudendo, vi lasciamo l’ultimo suggerimento utile alla vostra nuova esperienza di The Division 2: fate gruppo. Può sembrare un’affermazione banale ma in realtà ha molto più senso se si guarda dalla prospettiva dei futuri contenuti in arrivo. Il Raid e le missioni relative alla feroce Black Tusk vedranno al loro centro la coordinazione tra i vari membri della squadra, i quali dovranno cercare di supportarsi e organizzarsi molto più di quanto si faceva nel primo titolo. Mentre un buon set-up poteva portare a completare le attività più toste senza pensare a quale ruolo avessero i propri compagni, secondo quanto abbiamo potuto vedere sembra che la posta sia stata alzata di molto soprattutto grazie a una struttura più ampia nella costruzione del nostro personaggio. Le Specializzazioni e il modello d’equipaggiamento sono un chiaro esempio delle nuove necessità da considerare nella propria esperienza, perciò siate sempre qualche passo in avanti rispetto ai vostri nemici e unitevi sotto il netto vantaggio di una squadra coordinata e determinata. Del resto, servirà l’aiuto di tutti per far riprendere Washington dalla sua caduta.

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