Il mondo del gaming canadese è scosso dalla decisione di Ubisoft di chiudere lo studio di Halifax, una mossa che arriva a poche settimane dalla sindacalizzazione dei dipendenti e che solleva interrogativi sul reale rapporto tra le due vicende. CWA Canada, il sindacato che rappresenta i lavoratori del settore, ha annunciato battaglia legale per tutelare i 71 dipendenti coinvolti nella chiusura, sottolineando come la tempistica della decisione non possa passare inosservata. Si tratta di un caso che potrebbe avere ripercussioni significative per l'intera industria videoludica nordamericana, dove i diritti dei lavoratori stanno diventando un tema sempre più centrale dopo anni di segnalazioni su crunch e condizioni di lavoro problematiche.
Lo studio di Halifax rappresentava un tassello importante nell'ecosistema Ubisoft, specializzato nello sviluppo mobile con titoli come Rainbow Six Mobile e Assassin's Creed Rebellion. Fondato nel 2010, il team aveva contribuito a espandere i franchise più iconici della compagnia francese sul mercato mobile, un segmento sempre più rilevante per le strategie delle major del gaming. La chiusura non solo azzera oltre un decennio di expertise nel settore, ma colpisce anche il tessuto produttivo canadese, storicamente importante per l'industria dei videogiochi globale.
La presidente di CWA Canada, Carmel Smyth, non ha usato mezzi termini nel definire "devastante" la notizia, promettendo di perseguire ogni ricorso legale disponibile per garantire che i diritti dei lavoratori siano rispettati. Il punto cruciale della questione riguarda la coincidenza temporale: la formazione del sindacato presso Ubisoft Halifax rappresentava infatti la prima unione sindacale all'interno delle operazioni nordamericane di Ubisoft, un traguardo storico che ora rischia di trasformarsi in un precedente inquietante per l'intero settore.
Dal canto suo, Ubisoft ha respinto fermamente qualsiasi collegamento tra la chiusura dello studio e la recente sindacalizzazione. Secondo un portavoce della compagnia intervistato da Gamesindustry.biz, la decisione rientrerebbe in un più ampio piano di ristrutturazione aziendale avviato 24 mesi fa per ottimizzare le operazioni, migliorare l'efficienza e ridurre i costi. Il colosso francese si è impegnato a fornire pacchetti di liquidazione completi e assistenza per la ricollocazione professionale a tutti i membri del team colpiti dalla chiusura.
Jon Huffman, membro del comitato organizzativo del sindacato di Ubisoft Halifax, ha espresso la delusione dei lavoratori sottolineando l'intenzione di supportarsi reciprocamente in questo momento difficile. La situazione ricorda altri casi controversi nell'industria videoludica, dove chiusure di studi e licenziamenti di massa hanno spesso sollevato dubbi sulle reali motivazioni aziendali, specialmente quando coinvolgono team che avevano sollevato questioni lavorative o tentato di organizzarsi sindacalmente.