Il mondo degli MMORPG vive una fase di transizione delicata, e The Elder Scrolls Online ne rappresenta l'esempio più recente. ZeniMax Online Studios ha ufficializzato il passaggio da espansioni tradizionali a contenuti stagionali più compatti, un cambio di rotta che arriva in un contesto industriale complesso, segnato da ristrutturazioni aziendali e cancellazioni di progetti. La decisione solleva interrogativi sulla sostenibilità del modello espansionistico classico e sul futuro dei live service, ma lo studio è determinato a presentarla come una scelta strategica pianificata da tempo, non una risposta alle difficoltà recenti.
L'executive producer Susan Kath ha respinto con fermezza qualsiasi collegamento tra la nuova direzione del gioco e i licenziamenti di massa che hanno colpito Microsoft lo scorso luglio. Nonostante l'azienda guidata da Satya Nadella avesse appena registrato ricavi record per 281,7 miliardi di dollari, oltre 9000 dipendenti sono stati tagliati in quello che rappresentava il terzo round di job cuts dal 2023. ZeniMax Online ha perso quasi 200 sviluppatori, e il progetto sci-fi MMO interno denominato Project Blackbird è stato cancellato definitivamente.
Secondo Kath, però, la pianificazione del sistema stagionale era già in corso 12-14 mesi prima dell'annuncio dei licenziamenti. Il team avrebbe iniziato a riorganizzarsi internamente con l'obiettivo specifico di accelerare il ciclo di rilascio dei contenuti, spostando risorse e competenze in questa direzione ben prima che la situazione aziendale precipitasse. Una timeline che, se confermata, collocherebbe l'inizio dei lavori nella primavera del 2024, quando l'approccio espansionistico tradizionale mostrava già segni di affaticamento.
Paradossalmente, la cancellazione di Project Blackbird potrebbe aver rafforzato il team dedicato a The Elder Scrolls Online. Numerosi sviluppatori che dividevano il loro tempo tra i due progetti ora si concentrano esclusivamente sull'MMO fantasy, aumentando di fatto le risorse disponibili. Kath descrive il 2025 come un anno difficile per lo studio, ma sostiene che l'eliminazione del doppio impegno abbia portato maggiore focus e produttività al progetto principale.
Il cambio di strategia non è emerso dal nulla. Già a settembre, il game director Rich Lambert aveva parlato con GamesIndustry.biz di un "anno di transizione", anticipando l'intenzione di produrre contenuti più piccoli e frequenti. L'obiettivo dichiarato era ridurre i cicli di rilascio da 12-15 mesi delle espansioni tradizionali a finestre di 6-9 mesi per update più concentrati, mantenendo vivo l'engagement della playerbase senza le lunghe attese tipiche del genere.
La formalizzazione del piano è arrivata la scorsa settimana: The Elder Scrolls Online passerà a stagioni trimestrali gratuite a partire dal 2 aprile 2026. Il modello prevede l'integrazione di molte espansioni precedentemente a pagamento nel gioco base, democratizzando l'accesso ai contenuti storici. Parallelamente, ZeniMax introduce un battle pass stagionale con tre tier: uno gratuito e due versioni premium. Crucialmente, i contenuti del pass non saranno time-limited, evitando la pressione FOMO che caratterizza molti altri live service.
Il game director Nick Giacomini ha spiegato a RockPaperShotgun che questa flessibilità permetterà al team di affrontare finalmente problematiche strutturali di lungo corso richieste dalla community, invece di concentrarsi esclusivamente su contenuti nuovi fine a sé stessi. L'approccio mira a bilanciare innovazione e consolidamento della player experience, investendo in quality of life improvements che le espansioni monolitiche tendevano a trascurare.
Giacomini non nega l'impatto emotivo dei licenziamenti sul morale dello studio. "Dire che non ci ha toccati sarebbe sbagliato. Siamo esseri umani", ha ammesso, riconoscendo la difficoltà del momento ma sottolineando come il team si sia compattato attorno alla nuova visione. La sfida ora è dimostrare che questo modello stagionale possa sostenere economicamente un MMORPG maturo mantenendo la qualità che i giocatori si aspettano.