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ADSL, banda larga, DSLAM? Guida per principianti

ADSL o banda larga sono termini ricorrenti nel quotidiano chiacchiericcio su Internet, ma come spesso accade molti non sanno esattamente di che cosa si tratti. Tutto si riduce in "hai Internet?". Senza entrare nel dibattitto ingegneristico bisognerebbe sapere almeno che l'ADSL, che sta per Asymmetric Digital Subscriber Line, è la tecnologia maggiormente diffusa nel nostro paese per accedere ai nostri siti preferiti su Internet, al gioco online, ai servizi musicali, a Netflix e tutto ciò che sta sulla Rete (con la "r" maiuscola).

modem router wifi
Modem router Wi-Fi

A livello infrastrutturale i fornitori di servizio (Internet Service Provider), come ad esempio TIM, Fastweb, Vodafone e gli altri, sfruttano i cavi in rame della rete telefonica tradizionale. I progetti di sviluppo, che consentono l'accesso a servizi ultra-broadband, si basano invece sull'impiego di fibra ottica (FTTH – fibra fino a casa) oppure fibra ottica abbinata a rame (FTTC – fibra fino all'armadio di strada).

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Ora, tutto questo impegno di investimenti dello Stato (bandi Infratel) e dei privati (Enel Open Fiber, TIM, Vodafone e Fastweb) serve per incrementare il livello di prestazioni di accesso a Internet. Negli anni '90 si parlava di banda stretta: erano gli anni dei modem analogici, poi dell'ISDN. Si viaggiava a 56 kbps e poi si arrivò anche a 128 kbps. Anche solo per scaricare una singola traccia audio ci volevano diversi minuti. La fruizione video di oggi sarebbe stata impensabile. Persino il progetto Socrate del 1995 di Telecom Italia, che puntava a cablare in fibra 19 città, avrebbe dovuto fornire connessioni da 1,5 Mbps.

Superata questa fase, quindi negli anni 2000 e con la nascita della UE, il Communications Committee della Commissione Europea (COCOM) stabilì che si poteva parlare di banda larga oltre la soglia dei 144 kbps "in modo da escludere dal computo solo le ISDN Basic Rate Access, che hanno una velocità di 128 kbps".

Le reti di telecomunicazione
Le reti di telecomunicazioni

Quando è stata delineata la prima Agenda Digitale europea, in seno al progetto programmatico Europe 2020 del 2010, venne posto come primo obiettivo la copertura broadband per il 100% della popolazione entro tre anni. La soglia venne stabilità in 2 Mbps ed effettivamente l'Italia come tutti gli altri paesi rispettò l'impegno. La prossima sfida, com'è risaputo, è portare il 100% della popolazione a 30 Mbps e almeno il 50% a 100 Mbps entro il 2020, con qualsiasi tipo di tecnologia. Oggi sappiamo che le strade percorribili sono tre: fibra, rame-fibra e fixed wireless.

La tecnologia ADSL

La tecnologia ADSL fa parte della famiglia xDSL (Digital Subscriber Line) e si contraddistingue per il fatto di essere asimmetrica: il traffico diretto al terminale procede a una velocità superiore rispetto a quello in uscita. In pratica scarichiamo dati più velocemente di quando ne spediamo. È semplicemente un gioco di assegnazioni di frequenze per privilegiare un aspetto invece che un altro; i servizi vocali impiegano una parte di spettro che rimane inalterata.

Volume di traffico dati medio per linea
Volume di traffico dati medio per linea

L'incremento prestazionale nel tempo è avvenuto migliorando l'efficienza, ovvero amplificando lo spettro di impiego del  rame. "Le performance dell'ADSL dipendono in misura signficativa dalla lunghezza della rete di distribuzione, ossia dalla distanza tra la casa dell'utente e la centrale: tanto più è lunga tale distanza tanto più diminuisce la velocità massima raggiungibile", spiega Telecom nel suo Netbook 2016.

"Per ragioni storiche in Italia è stata realizzata una rete di distribuzione 'corta', ovvero una rete con le centrali che si trovano mediamente a una distanza di 1-1,5 km dalle abitazioni: questo permette performance migliori rispetto agli altri paesi". Con la transizione all'ADSL2 e all'ADSL2+ è stato possibile raggiungere rispettivamente i massimi teorici di 12 Mbps e 25 Mbps.

splitter
I vecchi splitter

L'ADSL consente il trasporto, sullo stesso doppino telefonico, di voce (formato analogico) e dati (formato digitale). Per la gestione ci si affida a diversi apparati, che in alcuni casi sono integrati in un unico dispositivo:

  • il modem, che ha il compito di trasformare le informazioni digitali dei computer in segnali elettrici, trasportabili sulle tradizionali reti analogiche
  • lo splitter, che permette di separare le bande di frequenza destinate ai due diversi segnali ed evita che si creino delle interferenze tra voce e dati
  • il router, che consente di connettere alla rete a banda larga più apparati e ha il compito di instradare e gestire il trffico di una rete locale

Il traffico che esce da casa passa attraverso tre livelli dell'infrastruttura:

  • il livello inferiore, che include le centrali presso le quali arriva, per essere "lavorato", il flusso di informazioni che esce dall'abitazione dell'utente, nonché le risorse della rete trasmissiva che collegano abitazione e centrale
  • il livello intermedio, dove il traffico in uscita dalle centrali viene raccolto e indirizzato verso la dorsale IP Multiservizio o rete OPB (Optical Packet BackBone), l'infrastruttura che presiede al trasporto a livello nazionale
  • il livello superiore, che include i nodi della rete OPB e le connessioni tra questi punti

DSLAM, il primo centro di smistamento

Quando il traffico dati di fatto esce dall'appartamento o dal codominio raggiunge un apparato chiamato Digital Subscriber Line Access Multiplexer (DSLAM). A questo fanno riferimento tutte le linee ADSL di una determinata zona. Il suo compito è di:

  • demodulare il segnale, attraverso i demodulatori xDSL, ossia convertire i segnali digitali elettrici ricevuti (in cui era stato trasformato per essere portato sulla rete in rame) in segnali digitali – una sequenza di simboli 0 e 1 – per poterlo poi elaborare e trasferire nella rete a commutazione di pacchetto
  • inviare il tutto verso i Service Access Multiplexer (SAM) che hanno il compito di raccogliere più flussi di traffico – originati da utenti differenti – e di unirli (multiplarli) in un unico flusso

Il flusso più grande proveniente da ogni singolo DSLAM confluisce poi nella rete di transito, generalmente in fibra per poi raggiungere le dorsali.