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AI contro le alluvioni, una notifica ti salverà la vita

Google sta usando le sue risorse di machine learning per prevedere le alluvioni. Succede in una regione indiana per ora, ma il progetto è di espandere l'uso di questo nuovo strumento a tutto il mondo, e di aggiungere queste informazioni al "pacchetto" che Google ci offre quotidianamente. Nello specifico il progetto è stato sviluppato in […]

Google sta usando le sue risorse di machine learning per prevedere le alluvioni. Succede in una regione indiana per ora, ma il progetto è di espandere l'uso di questo nuovo strumento a tutto il mondo, e di aggiungere queste informazioni al "pacchetto" che Google ci offre quotidianamente.

Nello specifico il progetto è stato sviluppato in collaborazione con Central Water Commission, una commissione del governo indiano che ha fornito competenze sull'uso dei sistemi AI nell'ambito delle alluvioni. E soprattutto la CWC ha creato il National Hydrology Project (NHP), un insieme di informazioni sulle alluvioni e sulle acque in India. Un database che per Google si è rivelato prezioso, perché ha rappresentato un elemento chiave nell'addestramento dell'Intelligenza Artificiale.

Il risultato è un sistema che può avvisare del pericolo con tre giorni di anticipo e con una precisione e un'affidabilità senza precedenti. Né la CWC né Google avrebbero potuto ottenerlo da sole, almeno non con la stessa tempistica, e possiamo senz'altro definire il tutto un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato. Il comunicato della CWC parla di "pietra miliare" nella gestione delle acque.

flood india

I termini specifici dell'accordo tra le due entità non sono noti, ma è lecito supporre che Google non abbia chiesto alcun pagamento. Ciò che ha ottenuto ha dopotutto già un gran valore di per sé: vuoi il set di dati, vuoi il valore sperimentale in ambito AI, vuoi un'immagine migliore agli occhi dei consumatori di tutto il mondo.

L'azienda californiana comunque non è l'unica a studiare l'uso di sistemi AI per prevedere disastri naturali. Sullo stesso settore si sono impegnate anche Microsoft e IBM, ed esistono un discreto numero di studi indipendenti a riguardo. È dunque lecito pensare che presto questi strumenti troveranno posto nelle nostre tasche, in forma di app o sistema operativo mobile, e chissà mai che un giorno una notifica non ci salvi la vita.