Streaming e Web Service

Airbnb luxe, perché il turismo di esperienza ha bisogno di lusso

Airbnb Luxe, quasi un ossimoro. Chi l’avrebbe immaginato che a distanza di 10 anni dai primi polverosi divani e letti affittati a viaggiatori da battaglia si sarebbe arrivati a Chateau sperduti nelle campagne francesi o casolari nel Chiantishire. Ieri il colosso statunitense della sharing-economy applicata al mondo dell’hospitality ha inaugurato una sezione del suo sito dedicata alle ville e appartamenti lussuosi: si parla di più di 2mila annunci.

Siti per i palati sofisticati che sono stati selezionati accuratamente da Airbnb in base 300 criteri e uno stuolo di ispettori spediti in giro per il mondo per confermarne gli standard. Tutti luoghi dal design unico, arredamento ricercato e servizi al top.

Ovviamente i prezzi per il soggiorno sono alti e possono andare da poco più di 800 euro a notte fino a 130mila euro (sempre a notte) – la media è di circa 1700 euro. “Negli ultimi due anni ci siamo concentrati su come creare un Airbnb per i viaggiatori di lusso“, ha dichiarato Eshan Ponnadurai, direttore marketing di Airbnb Luxe. Già, come molti commentatori hanno fatto notare, come se gli alto spendenti fossero privi di opzioni…

In verità Airbnb sta semplicemente cercando di entrare in un nuovo segmento, come d’altronde sta facendo Marriott che giusto due mesi fa ha inaugurato un nuovo servizio di affitto di appartamenti di lusso in 100 città di Stati Uniti, America Latina ed Europa. E la sfida è anche agli alberghi di fascia alta perché per quanto possano essere meravigliosi, una piscina privata o un luogo da non condividere con sconosciuti sono un valore aggiunto.

Ci si potrebbe domandare se Airbnb possa essere all’altezza di una tale sfida e la risposta non può che essere legata all’acquisizione da 300 milioni di dollari di Luxury Retreats che già presidiava questo ambito. Insomma, acquisito il know-how è bastato integrare la piattaforma tecnologica.