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BitTorrent e criptovalute, pronti a pagare per download più veloci?

BitTorrent Inc., la società che pubblica l’omonimo software e uTorrent, sta sviluppando un nuovo sistema di download che sfrutta una propria criptovaluta per riconoscere un compenso a chi fa seeding – cioè a chi distribuisce i file. La valuta prende lo stesso nome e l’acronimo BTT, e stando ai piani gli utenti potranno anche pagare per accedere a download più veloci.

La novità è diretta conseguenza dell’acquisizione di BitTorrent da parte di TRON (TRX), società che sviluppa progetti con tecnologia blockchain, con la finalità ultima di “creare una Internet che sia davvero decentralizzata”. Sin dal primo momento era stata esplicitata l’intenzione di unire il mondo torrent a quello delle criptovalute, cercando di sfruttare i cento milioni di utenti attivi di BitTorrent.

Una strategia che si concretizza ora con i token BTT. Come annunciato dal fondatore di TRON Justin Sun, le prime monete si potranno comprare tramite Binance Launchpad, una piattaforma dedicata ai nuovi progetti in ambito blockchain.

Al momento non c’è nulla che si possa fare con i BTT. In futuro però gli utenti potranno scambiarseli per gestire la velocità di download, con meccanismi che non sono ancora stati del tutto chiariti: sembrerebbe che un leecher possa decidere di pagare il seeder in BTT per avere più banda dedicata. Oppure potrebbe fare un pagamento per il singolo file, e poi il sistema distribuirà il dovuto tra tutti i seeder disponibili.

Su questa idea si fonda il cosiddetto Project Atlas, che sembra prevedere compensi finanziari rilevanti solo per quelle persone che condividono “molto bandwidth”, come spiega TorrentFreak. La nuova funzione sarà aggiunta ai client, a cominciare da uTorrent per Windows, ma sarà opzionale e chi non vuole usarla potrà disabilitarla.

Si tratta sicuramente di un progetto azzardato, e almeno per ora è difficile immaginare utenti BitTorrent che spendono il proprio denaro per comprare BTT, nell’ipotesi che un giorno serviranno per avere download più veloci – anche perché la velocità attuale è più che soddisfacente e permette di saturare le prestazioni del proprio operatore telefonico. Per i seeder il meccanismo potrebbe essere invitante, ma bisogna vedere se si diffonderà, quanto costerà e quante persone decideranno di aprire il portafogli.

E poi c’è il sempiterno problema del copyright; oggi sono in molti a condividere file illegali e nella maggior parte dei paesi del mondo le possibili conseguenze verso l’individuo sono trascurabili. Ma con il sistema dei token si potrebbe affermare che chi condivide sta anche guadagnando dal suo atto di pirateria, e allora le cose legalmente prenderebbero un valore molto diverso.

Justin Sun
Justin Sun BitTorrent

Infine, ancora i redattori di TorrentFreak fanno notare che un sistema del genere andrebbe molto probabilmente contro i principi della Net Neutrality. Principi che, è vero, non sono universalmente condivisi; ma sarebbe quantomeno curioso vedere un’azienda che da una parte predica un’Internet decentralizzata e libera dal controllo da una parte, e dall’altra crea un network che favorisce gli utenti più ricchi. Che cosa ne pensate?

Se avete molti film e musica in formato digitale, vi servirà un posto dove metterli, magari un bel NAS. Magari un modello essenziale come il QNAP 231p a due alloggi, che non costa molto e risolve la maggior parte dei grattacapi.