Streaming e Web Service

CDN pirata, ecco il mercato all’ingrosso chiavi-in-mano per chi vuole film e serie TV illegali

Lo streaming e il downloading pirata di film e serie TV si affida sempre di più a Content Delivery Network professionali, che consentono la vendita all’ingrosso di servizi premium. Come spiega Torrentfreak, ormai si tratta di un mercato business-to-business: chi vuole fare il pirata può acquistare chiavi in mano un canale di fornitura e una modalità di distribuzione remunerativa.

La società di cyber-security Group-IB ha studiato ad esempio il caso russo, dove l’80% dei film e il 90% dei contenuti televisivi sono disponibili in streaming pirata. L’87% dei titoli nuovi compaiono sui siti Torrent, ma alle spalle di questi vi sono grandi distributori che sfruttano appunto CDN, ovvero reti di server dislocati in più Paesi. Si parla di centinaia di migliaia di film. Group-IB ha identificato una quindicina di CDN pirata, ma con almeno quattro colossi – di cui uno con 300mila file da oltre 5 Petabyte complessivi.

Queste CDN non solo offrono contenuti “all’ingrosso” ma servizi che consentono a chi lo desidera di creare siti pirata professionali. Già, perché per la gestione di una CDN da 300mila file il costo mensile è circa 100mila dollari; senza un modello di business adeguato sarebbe insostenibile.

“I video pirata monetizzano tramite player CDN integrati. Le piattaforme CDN pagano i gestori dei siti pirata sulla base di CPM (costo per migliaia di visualizzazioni)”, ha spiegato Dmitry Tyunkin, direttore antu-piracy di Group-IB. “Le CDN sono sponsorizzate da siti di scommesse e casino online, i cui annunci vengono integrati nei player CDN”.

In pratica i gestori di CDN si sono trasformati in distributori all’ingrosso di contenuti pirata capaci di soddisfare ogni richiesta, persino moduli web con le locandine, descrizioni e recensioni. Una delle realtà russe di maggior successo è “Moonwalk”, che è accreditata di 33.490 film e serie TV pirata, nonché una banda passante di 400 Gb/s. La sua tariffa è nota: paga 0,60 dollari ogni 1000 visualizzazioni. E se ci si domanda come faccia a sopravvivere all’azione giudiziaria, la risposta è semplice: tutta l’infrastruttura è all’estero e quindi gli eventuali blocchi locali degli accessi non funzionano.

“La maggior parte delle CDN sono residenti in Europa, e in Olanda in particolare, vicino alle cosiddette dorsali Internet“, ha spiegato Dmitry Tyunkin. “I pirati registrano dozzine di domini e i contenuti su questi siti vengono caricati automaticamente, e anche se un sito viene bloccato, il suo valore di ricerca viene trasferito a quello nuovo. Questo permette ai pirati di mantenere le prime posizioni nei risultati delle ricerche online anche se la risorsa originale viene bloccata. E questo non è proibito dalla legge”.