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Clonare un mammut: il creatore della pecora Dolly ci prova

I mammut potrebbero essere clonati, almeno secondo Sir Ian Wilmut, l'embriologo inglese specializzato in cellule staminali che aveva clonato la pecora Dolly. Secondo The Guardian sta meditando sulla possibilità di usare le cellule secolari dei mammut ritrovati in Siberia settentrionale per riportare in vita la specie.

Wilmut spiega che l'unica possibilità per una riuscita dell'esperimento è che non sia iniziato lo scongelamento. Solo in questo caso infatti c'è la possibilità (nessuna certezza) di ottenere cellule del midollo non danneggiate da usare per riportare in vita l'animale.

La carcassa ben conservata di un cucciolo di mammut

"Sono sempre stato molto scettico a riguardo, ma mi sono reso conto che se fosse possibile ottenere cellule vitali di mammut si potrebbe fare qualcosa di utile e di interessante" ha spiegato Wilmut al Guardian. "Se ci sono ragionevoli prospettive di riportare in vita animali sani e di garantire loro una buona qualità di vita bisognerebbe tentare la clonazione. Sarebbe un modo per imparare molto su di loro", ha aggiunto.

Wilmut è convinto che per la clonazione di un mammut si potrebbero usare metodi simili a quelli impiegati al tempo per creare Dolly. Una volta prelevate cellule vitali di mammut si potrebbero in sostanza creare cellule staminali. "Con diverse specie è possibile farlo mediante l'introduzione di quattro proteine ??selezionate per dare alle cellule adulte le caratteristiche delle cellule staminali embrionali".

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Se Wilmut si impegnerà nell'esperimento avrà come concorrenti il professor Akira Iritani della Kyoto University, che nel 2011 aveva promesso la clonazione di un mammut in 4 o 5 anni, e Hwang Woo-Suk, scienziato dalla Corea del Sud che ha firmato un accordo all'inizio di quest'anno con la North Eastern Federal University russa per una clonazione entro sei anni.

Wilmut è però un pezzo da novanta, e la sua discesa in campo potrebbe accelerare i lavori e scatenare una vera e propria corsa al mammut. Però non facciamoci troppe illusioni: non è detto che gli esperimenti andranno a buon fine, e lo stesso Wilmut ammette che un successo è "abbastanza improbabile, ma il mondo è pieno di sorprese".

Siamo pronti a farci sorprendere, ma bisognerebbe prima capire cosa potremmo offrire agi esemplari clonati. I mammut erano strutturati per i rigidi inverni siberiani della loro epoca, e non è escluso che siano stati proprio i cambiamenti climatici a farli estinguere. L'idea di clonare questi animali preistorici è esplosa negli ultimi anni per via dell'alto numero di ritrovamenti in Siberia, dovuto proprio allo scioglimento dei ghiacci: non è di buon auspicio.