Continua l’acceso dibattito in merito agli effettivi consumi energetici delle criptovalute. La questione si è affiancata alle accese discussioni sull’effettivo valore delle criptovalute e a un crescente numero di indagini volte a chiarire l’impiego delle criptovalute in affari illeciti condotte dalle autorità negli Stati Uniti e in Turchia, Cina e India. Ad aver scatenato il dibattito è stato l’improvviso dietrofront di Tesla, che ha scelto di non accettare più pagamenti in criptovalute perché quest’ultime causerebbero eccessivi danni all’ambiente. Dopo i primi studi condotti dal Nasdaq e da ricercatori universitari, cosa afferma l’analisi realizzata da Galaxy Digital?

Galaxy Digital è un’azienda che opera nel campo dei servizi finanziari e della gestione degli investimenti nel settore degli asset digitali, delle criptovalute e della tecnologia blockchain. Nel documento, liberamente consultabile a questo indirizzo, Galaxy Digital sostiene che il sistema bancario tradizionale richiede in realtà molta più energia della criptovaluta. Lo studio stima che il consumo di elettricità annuo delle criptovalute si attesti a circa 113,89 TWh. Questa cifra includerebbe anche l’energia consumata dai miner, dalle pool e dai nodi di estrazione. Una quantità di energia circa due volte inferiore al sistema monetario internazionale e all’industria mineraria dell’oro: Galaxy Digital stima che la prima consumi cca 263,72 TWh annui, mentre la seconda si fermebrebbe a cca 240,61 TWh. I calcoli dello studio sono effettuati in open-source e sono liberamente scaricabili da GitHub.

Bisogna però sottolineare come il consumo energico delle criptovalute sia, almeno nei paesi occidentali, facilmente monitorabile. Strumenti come il Cambridge Bitcoin Electricity Consumption Index riportano stime affidabili per l’Europa, l’America settentrionale e parte dell’Asia. Purtroppo non è possibile avere informazioni altrettanto affidabili né per il mining in paesi come l’Iran, dove si sono verificati impressionanti blackout, o la Cina, in cui la produzione di energia è ancora fortemente dipendente dal carbone e da altri combustibili fossili. Galaxy Digital ha comunque effettuato delle stime, basate sulla popolazione e su consumi medi, e ha anche cercato di delineare i consumi del sistema finanziario tradizionale e dell’industria dell’oro.

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