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DAB+ obbligatorio per tutte le radio domestiche e le auto, a partire da gennaio 2020

Lo standard DAB+ dal primo gennaio 2020 dovrà essere supportato da tutte le nuove radio domestiche e quelle previste per le auto.

Dal primo gennaio 2020 tutti gli apparecchi radiofonici ad uso domestico e le automobili dovranno integrare un sistema di ricezione DAB+. È una grande svolta per la radio digitale di seconda generazione (qui i dettagli). La novità di gennaio si deve a una serie di articoli inseriti del decreto Slocca-cantieri recentemente approvato dalla Camera.

Come racconta Affari & Finanza, oggi, malgrado le pressioni di diversi gruppi di interesse lo “sblocco” è passato. Secondo Sergio Natucci, direttore del consorzio Dab Italia (Deejay, Capital, M28, Radio 24, etc.), alcuni importatori e grandi catene avrebbero preferito rimandare anche se in effetti un ricevitore DAB “ha un costo risibile” sotto il punto di vista industriale. Rispetto a un dispositivo analogico il sovrapprezzo è di circa 5 euro.

E dire che le stime indicano in circa 4,3 milioni il numero di ricevitori DAB+ nelle case e nelle auto degli italiani. Il doppio rispetto alla Francia, quasi il triplo in meno rispetto alla Germania. Nel Regno Unito poi salta del tutto il paragone: sono già a quota 40 milioni.

Il problema di fondo è che da qui alla fine dell’anno molti italiani probabilmente non faranno caso al dettaglio di questo standard durante l’acquisto di radio per la casa o di auto, anche perché l’FM continuerà a funzionare e non ne è ancora previsto il pensionamento. La speranza è che i produttori e i distributori giochino la partita con trasparenza: va bene gli sconti che sia esplicitata la rivoluzione prevista per il 2020.

Sul fronte della copertura nazionale c’è però ancora da lavorare. Il Nord Italia è a buon punto, se si esclude basso Piemonte e una porzione della Liguria. Nel Centro Italia tutta la fascia tirrenica è attiva, mentre quella adriatica dalla bassa romagna al Molise c’è un grande vuoto. Male Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna ad esclusione delle zone di Reggio Calabria, Catania, Palermo e Cagliari. Insomma, siamo a poco meno del 50% della penisola e a seconda dei consorzi radiofonici le scenari cambiano da regione a regione. La RAI punta a superare il 50% di copertura del territorio nazionale entro la fine dell’anno.