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Spazio e Scienze

Dinosauri e auto volanti, è Neom la città da mille e una notte voluta da un principe saudita

Droni-taxi, servitori robotici dotati di intelligenza artificiale e un programma di reingegnerizzazione genetica per creare cittadini più forti. Non è uno scenario venuto fuori da qualche vecchio libro cyberpunk, ma Neom, un progetto concreto voluto dal principe saudita.

Quando un principe desidera qualcosa, ogni suo desiderio è un ordine, soprattutto se è un principe saudita come Mohammed bin Salman, con ingenti fondi a sua disposizione. Ed ecco allora che sta prendendo lentamente forma il progetto Neom, una città costruita ex novo lungo la costa saudita, in pieno deserto per unire in un unico luogo “tecnologie superiori a quelle della Silicon Valley, intrattenimento superiore a quello offerto da Hollywood e un ambiente vacanziero superiore a quello offerto dalla riviera francese per lusso e comfort.

A Neom, questo il nome dato alla città, un mix tra la parola greca che sta per “nuovo” e quella araba per “futuro”, troveremo dunque dinosauri e servitori robotici dotati di IA avanzata, spiagge bioluminescenti, piogge artificiali, taxi volanti, cittadini geneticamente modificati e vista sul mare, il tutto controllato 24/7 dal governo e illuminato da una gigantesca Luna artificiale.

Vi pare uno scenario uscito dalla penna di Michael Crichton o da quella di William Gibson, troppo incredibile per essere vera? In Arabia Saudita non la pensano così, anche grazie a un fondo da 500 miliardi di dollari per la realizzazione del progetto e a un documento di pianificazione, ad oggi, di 2300 pagine. La città dovrebbe coprire quasi 26mila chilometri quadrati di terreno ed essere abitata, oltre che da turisti e clienti delle cliniche genetiche, anche da oltre 20mila locali.

Un progetto ambizioso e faraonico, forse eccessivo anche per un Principe e difficile se non quasi impossibile da realizzare anche da un punto di vista tecnologico, almeno in tempi brevi. Al momento infatti non esiste alcuna deadline nota, anche perché alcune tecnologie non sembrano essere ancora mature per questo scenario. Ci auguriamo soltanto di non trovarci di fronte a un incrocio tra Jurassik Park e Westworld, perché sarebbe molto, molto inquietante.