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Sicurezza

Dopo WannaCry, sistemi Windows e Linux ancora vulnerabili

L'attacco globale ha spaventato milioni di utenti, ma non tutti hanno aggiornato i sistemi per proteggersi dall'attacco.

L'attacco globale del ransomware WannaCry si è guadagnato le copertine dei quotidiani e ha suscitato un allarme che non ha precedenti nella storia della sicurezza informatica. Passata l'emergenza, però, sembra che tutti si siano dimenticati del rischio che abbiamo corso e, soprattutto, non abbiano preso le contromisure per impedire che un nuovo malware possa sfruttare la stessa tecnica per colpire migliaia di computer e provocare danni anche maggiori di quanto abbia fatto WannaCry.

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La dimostrazione arriva da una ricerca eseguita attraverso una scansione su Internet effettuata con un tool messo a punto dall'azienda di cybersecurity Imperva, che dimostra come ci siano ancora 50.000 computer Windows (non sono pochi) che non sono stati aggiornati e rischiano di subire un attacco simile a quello che ha quasi messo in ginocchio le infrastrutture informatiche a livello mondiale.

A questo, poi, c'è da aggiungere il fatto che numerosi server Linux hanno una falla che permette di attaccarli con una tecnica simile e, anche in questo caso, gli aggiornamenti sembrano andare a rilento. Insomma: a due mesi di distanza dalla "quasi catastrofe", secondo gli esperti di sicurezza, siamo più vulnerabili che mai.

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