Sicurezza

Eugene Kaspersky evangelizza i governi sulla cyberguerra

Le armi informatiche sono ormai abbastanza potenti da danneggiare gravemente le nazioni e gli enti responsabili delle loro infrastrutture critiche. Questo è l’avvertimento lanciato da Eugene Kaspersky, fondatore e CEO di  Kaspersky Lab, in un discorso che ha tenuto ad un pubblico composto da personale di polizia del Regno Unito, politici e organizzazioni della società civile. Il fatto che Kaspersky sia stato invitato a tenere un discorso in un incontro di così alto livello è un chiaro segnale del livello d’attenzione che il Regno Unito dedica alla minaccia delle cyber-armi.  "Oggi, sofisticati malware – che possono essere considerate vere e proprie armi informatiche – hanno il potere di metter fuorigioco aziende, paralizzare i governi e portare intere nazioni in ginocchio, attaccando le infrastrutture critiche in settori quali le comunicazioni, finanza e trasporti. Le conseguenze per le popolazioni potrebbero, di conseguenza, essere letteralmente catastrofiche ", ha detto Kaspersky. La sofisticazione delle minacce è aumentata drammaticamente dal 2010, quando hanno iniziatoa  circolare malware “sponsorizzati” dagli Stati come Ottobre Rosso, Flame, MiniFlame, Gauss, Stuxnet, Duqu e Shamoon. Contrastare tali minacce è impossibile finché le varie organizzazioni affrontato il problema da sole, senza collaborare con le altre. La condivisione delle informazioni sulle minacce, e sulle difese, non è più un lusso ma una necessità. Ciò richiederebbe una cooperazione ad ampio raggio tra il settore privato e gli organi di governo, ha spiegato Kaspersky. I capi delle organizzazioni dedite alla sicurezza devono capire che questa collaborazione deve diventare realtà.

Miliardario, (si mormora) amico personale di Putin, esperto in sicurezza informatica col pallino della cyberguerra, possessore di svariate Ferrari che una volta portava anche a correre in pista, consigliere dell'Interpol e con un missione chiara: far capire a governi e multinazionali che la sicurezza informatica è una cosa molto seria. Tutto questo ha a che fare con il fatto che Kasperky Lab sviluppa software? Certo, ma anche se i toni sono alti, i concetti alla base non sono certo sbagliati.

 

"Ma perché gli organi di Stato di intelligence e della difesa hanno così poca voglia di cooperare con il settore privato?” – La domanda è di Francis Maude, ministro britannico del Cabinet Office. “Abbiamo bisogno di collaborare per combattere i nemici comuni, ma la chiave per la cooperazione, in uno spirito di apertura e di condivisione, deve comunque garantire la riservatezza dei dati condivisi", ha risposto Kaspersky. In altre parole, le agenzie governative non hanno tanta voglia di lavorare insieme ad altri per timore di esporre i propri dati. Una storia vecchia, che però adesso deve anche tenere conto di come si stanno evolvendo le minacce: è davvero sensato aver paura che chi lavora con te possa accedere a qualche dato sensibile se poi si rischia che tutto l’archivio venga trafugato da una organizzazione di pirati informatici? Secondo Eugene Kaspersky, no e per questo si è impegnato da qualche anno a questa parte in una crociata di sensibilizzazione verso le minacce di alto profilo nei confronti di governi e aziende di grosso calibro. È anche vero che essendo la sua una società specializzata in sicurezza informatica, ha il suo bravo tornaconto nel diffondere un po’ di panico, ma è innegabile che come Internet ha cambiato il nostro mondo “quotidiano” ha anche creato una nuova criminalità che è troppo spesso sottovalutata da aziende e governi.  Tra i progetti in sviluppo nei Kaspersky Lab, tra l’altro, c’è proprio un sistema operativo per sistemi governativi e applicazioni critiche pensato a partire dalla sicurezza e costruito da zero, in modo da non esporre il fianco alle vulnerabilità ereditabili dai sistemi operativi attuali.