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FBI, l’uso non autorizzato dei dati di sorveglianza dell’NSA ha violato la privacy degli americani

Tra il 2017 e il 2018 l’FBI (Federal Bureau of Investigation) ha effettuato decine di migliaia di accessi non autorizzati ai database di sorveglianza dell’NSA (National Security Agency) relative a cittadini statunitensi, violando così sia la legge che regola le autorizzazioni al programma di sorveglianza utilizzato, sia il Quarto Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. A stabilirlo è stato il FISC (Foreign Intelligence Surveillance Court), una corte governativa segreta, che si occupa proprio di autorizzare i programmi di sorveglianza riguardanti singoli cittadini stranieri, dentro e fuori i confini degli Stati Uniti.

‎Il FISC infatti è responsabile della valutazione in segreto dell’uso di questi strumenti di spionaggio, come parte del Foreign Intelligence Surveillance Act del 1978, che ha promosso queste deliberazioni governative a porte chiuse al fine di proteggere la sicurezza nazionale. La sentenza sarebbe stata emessa a ottobre del 2018 ma è rimasta segreta fino ad oggi proprio per i motivi sopra citati. Nei giorni scorsi però il governo ha perso un appello presso un’altra corte segreta e questo ha reso possibile la pubblicazione della notizia, come ha fatto il Wall Street Journal.

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Come detto, il programma, chiamato Sezione 702 e parte dell’espansione ampia e aggressiva dei programmi di spionaggio degli Stati Uniti negli anni successivi all’11 settembre, concede agli agenti dell’FBI accesso ai database dell’NSA, ma solo a patto di usare i dati per indagini su cittadini stranieri, al fine di monitorare i sospetti di terrorismo e prevenire eventuali minacce informatiche.‎

‎A quanto pare invece gli agenti dell’FBI non solo avrebbero utilizzato il database per consultare dati sui cittadini statunitensi, ma anche per cercare informazioni su sé stessi e i propri amici, familiari e colleghi. Il tribunale ha quindi ritenuto che, oltre alla violazione delle regole riguardanti il programma stesso ci sia anche quella del Quarto Emendamento, che protegge i cittadini statunitensi da perquisizioni e sequestri irragionevoli, in quanto nessuna delle ricerche è stata effettuata a seguito della presentazione degli indispensabili mandati. L’FBI dovrà ora creare nuove procedure di supervisione e un team di revisione della conformità per evitare ulteriori abusi di sorveglianza.