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FedEx denuncia il Dipartimento del Commercio USA a causa delle restrizioni sulle esportazioni

La società di trasporto FedEx ha citato in giudizio il Dipartimento del Commercio statunitense: motivo del contendere le nuove norme che impongono restrizioni sulle esportazioni, soprattutto per quanto riguarda l'onere di far rispettare le regole imposto alle aziende di trasporto.

FedEx, una delle più grandi società di trasporti internazionali, ha annunciato ufficialmente di aver citato in giudizio il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. Motivo del contendere le nuove norme del Governo Trump che impongono restrizioni alle esportazioni ma soprattutto pongono a carico delle stesse società di trasporto il compito di far rispettare le restrizioni in questione, che vietano le spedizioni verso tutte le aziende straniere comprese in una lista nera, tra cui ovviamente Huawei. Un compito che FedEx reputa irragionevole, se non impossibile da attuare da diversi punti di vista, logistico, economico e anche legale.

FedEx infatti sostiene che pretendere che una società che ogni giorno gestisce decine di milioni di pacchi in tutto il mondo sappia esattamente cosa contengono i pacchi stessi è irragionevole, senza contare che, visti i numeri in ballo, sia anche impossibile da ottenere da un punto di vista logistico ed economico, ma anche legale. Secondo FedEx è iniquo chiedere a un’azienda di far rispettare le leggi. “Siamo un’azienda di trasporti, non un’agenzia governativa”, ha affermato la stessa azienda in una nota, mentre nel dispositivo si legge che le imposizioni della EAR (Export Administration Regulations) impongono a FedEx una “scelta costituzionalmente insopportabile” tra il subire sanzioni penali e il rifiutarsi di spedire qualsiasi pacco anche solo remotamente sospetto.

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Su questo punto però le interpretazioni divergono. Il segretario al commercio ‎Wilbur Ross ha ad esempio contestato l’interpretazione data da FedEx alla normativa. Come spiegato infatti da Ross a Fox il regolamento richiede ai vettori come FedEx di non inviare gli articoli di cui ha espressa conoscenza, ma “non richiede a un comune vettore di trasformarsi in poliziotto o di sapere cosa ci sia in ogni singolo pacco”.

FedEx si trova del resto in una situazione scomoda all’interno di questa “Guerra Fredda digitale” in atto tra Stati Uniti e Cina. L’azienda infatti era già stata multata dallo stesso Dipartimento sia nel 2011 che nel 2012, proprio per aver inviato pacchi indirizzati a destinatari vietati, mentre il mese scorso è stata huawei a lagnarsi del suo operato, affermando di star pensando a una revisione dei propri rapporti con l’azienda, dopo che quest’ultima aveva dirottato negli Stati Uniti alcuni pacchi destinati a sedi aziendali asiatiche. FedEx ha ovviamente respinto al mittente qualsiasi accusa, escludendo rapporti col Governo statunitense e parlando di semplice errore.