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Garante della Privacy: problemi per il “Documento unico di circolazione”

Il Garante della Privacy ha individuato una serie di criticità nel documento che regola il "Documento unico di circolazione".

Il documento unico di circolazione legato allo “Sportello telematico dell’automobilista” (STA), che agevolerà immatricolazione, reimmatricolazione, trasferimento della proprietà e cessazione dalla circolazione dei veicoli iscritti al PRA, per come è stata formulata la norma correlata potrebbe mettere a rischio la privacy dei cittadini. Ne è convinto il Garante della Privacy, che ha informato il Governo di ogni criticità.

Il nuovo documento di circolazione, il cui decreto tecnico è ancora in fase di bozza, infatti prevederà non solo un’unica versione digitale (e niente carta) ma includerà anche la carta di circolazione e il certificato di proprietà. Il problema è che per la verifica di ogni informazione e il rilascio dovrà occuparsene un centro di elaborazione dati gestito dal ministero dei Trasporti. Una piattaforma che di fatto avrà accesso a dati sensibili come le generalità del proprietario, le specifiche del veicolo, eventuali ipoteche, procedimenti amministrativi o giudiziari, etc. Ben 10 milioni di documenti che prima di giungere al Ministero transiteranno attraverso altre banche dati fra cui quelle dell’ACI, dei concessionari di riscossione abilitati e altri soggetti.

Ecco quindi la richiesta del Garante di definire meglio chi potrà gestirli e correlati responsabili per la protezione. Senza contare l’introduzione di misure “atte a garantire l’integrità, la disponibilità e la resilienza dei sistemi e dei servizi di trattamento, nonché la qualità dei dati e la capacità di ripristinare tempestivamente la disponibilità e l’accesso ai medesimi in caso di incidente fisico o tecnico”.

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Insomma, in caso di attacchi informatici o down dei sistemi quali garanzie ci saranno? La buona notizia è che c’è ancora un po’ di tempo per definire ogni ambito: il fascicolo digitale sarà introdotto a partire da gennaio 2020.