Spazio e Scienze

I bambini contano, la Web App li aiuta con il gioco

rubrica bimbi

La matematica è uno degli scogli con cui si scontra la maggior parte degli studenti, dalla primaria alle superiori. Secondo recenti statistiche oltre il 40% della popolazione ha difficoltà in matematica e il 20% circa degli studenti incontra difficoltà, spesso anche significative, nell'apprendimento del sistema dei numeri. Ecco perché spesso in questa rubrica consiglio libri di matematica con un approccio alternativo rispetto a quello previsto dall'insegnamento classico nelle scuole.

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Foto: © zphoto / Depositphotos

Se però ci sono problemi che vanno oltre l'avversione o la paura vero la materia le cose cambiano. Parliamo per esempio di discalculia. Ci spiega di che cosa si tratta Chiara Legnani, maestra di scuola primaria nella provincia di Varese.

Che cos'è la discalculia e quali difficoltà incontrano i bambini?

chiara"La  discalculia evolutiva è un disturbo specifico dell'apprendimento (DSA): si può definire come un disturbo delle abilità numeriche e aritmetiche e si manifesta in bambini a intelligenza normale. Può essere diagnosticata solo al termine del terzo anno della scuola primaria tramite appositi test effettuati da un'equipe di neuropsichiatra e logopedista.

Le principali difficoltà che incontrano i bambini discalculici sono identificare i numeri e scriverli, in particolare quelli composti da molte cifre;  difficoltà nel riconoscere le unità che compongono un numero; difficoltà nell'identificare i rapporti fra le cifre all'interno di un numero; difficoltà nel saper scrivere numeri sotto dettatura; difficoltà nel numerare in senso progressivo ascendente e discendente; difficoltà nello svolgimento delle quattro operazioni matematiche; difficoltà nel cogliere nessi e relazioni matematiche; difficoltà a memorizzare le tabelline; difficoltà a seguire il calcolo mentale in riga".

Quali sono gli strumenti di supporto tradizionali?

chiara"A scuola una volta avuta una diagnosi l'insegnate stila un PDP con strumenti e misure compensative e relativo metodo di valutazione. Per i primi può proporre l'utilizzo della tavola pitagorica, di calcoli in colonna, di schemi semplificati e della calcolatrice.

Inoltre propone problemi semplici preferendo l'utilizzo del linguaggio iconico, dà tempi più lunghi, effettua verifiche programmate, si prende carico della lettura del comando e propone l'uso di strumenti compensativi. Per quanto riguarda la valutazione, avviene mediante verifiche semplificate e prediligendo l'oralità".

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Foto: Vectorscore / Depositphotos

La buona notizia è che ieri è stato annunciato il progetto "I bambini contano" di Fondazione HPNR finanziato dalla Fondazione Vodafone e supportato scientificamente dalla Professoressa Daniela Lucangeli dell'Università di Padova. Si tratta di una WebApp che aiuta a insegnare la matematica, e a impararla. Uno strumento per genitori, alunni e insegnanti che supporta lo sviluppo dell'intelligenza nella combinazione dei numeri, potenziando i meccanismi dominio-specifici a seconda dei casi e permettendo a tutti i bambini di non perdere funzioni o disperdere competenze.

Si tratta di un'app graficamente molto semplice, mirata a portare il bambino a puntare l'attenzione su un dominio specifico, senza distrazioni dovute a colori o grafiche troppo invasive. Basata sull'approfondimento dei "fatti numerici" (in particolare le tabelline) questa App si pone come una continua sfida al miglioramento che incrementa la funzione del calcolo attraverso una tavola pitagorica dinamica.

Una delle novità di questa WebApp è che porta i bambini ad apprendere mediante l'esempio attraverso tre "scenari", a interagire attraverso l'esercizio e a valutare i risultati attraverso il gioco. Inoltre il docente può monitorare passo dopo passo l'attività del bambino (quante volte ha avuto accesso alla App, la tipologia di errore commesso, la visione di tutti i dati on line, report statistici mirati).

Per capire meglio come funziona questa App e qual è la base scientifica abbiamo intervistato la professoressa Daniela Lucangeli dell'Università di Padova.

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Foto: © designer491 / Depositphotos

Quando sarà disponibile questa app?

Daniela Lucangeli"La app in questo momento è nella versione sperimentale finanziata da Vodafone. Il nostro obiettivo è quello di rendere un servizio che raggiunga più bambini possibile, quindi non appena sarà terminata la fase di sperimentazione sarà rilasciata pubblicamente. A gennaio avremo i primi risultati, quindi non ci sarà molto da attendere".

L'app sarà gratuita o a pagamento?

Daniela Lucangeli"Sarà totalmente gratuita. È gratuita sia la fase sperimentale, a cui stanno partecipando 60 bambini (30 del gruppo sperimentale che sono bimbi discalculici con diagnosi, che riceveranno un determinato numero di ore di trattamento individuale, e 30 del gruppo di controllo), sia la disponibilità successiva. Più bambini, genitori e insegnanti ne usufruiranno meglio sarà. Si tratta di un'app studiata appositamente per potenziare i meccanismi di combinazione di fatti numerici, e in particolare le tabelline, e che è indirizzato a tutti, non solo a chi è affetto da patologie".

Quindi è indirizzata ai bambini a partire dalla scuola primaria?

Daniela Lucangeli"Sì, però ci sono anche tutte le parti funzionali alla scuola secondaria di primo grado, perché abbiamo talmente tanti problemi nella secondaria di primo grado che mi sono sentita di arrivare fino a lì".

Che differenza c'è fra i sistemi di supporto tradizionali e questa Web App?

Daniela Lucangeli"Innanzi tutto – siccome in questo caso si tratta di processi automatici (processi di recupero della memoria di combinazione di numeri) – noi adoperiamo quella che è una delle virtù del digitale, ossia stabilizzare in memoria per esercizio continuo, attraverso il gioco.

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Foto: © MarkB /Depositphotos

Adoperiamo il potenziale digitale – che ha forte attrazione per i piccoli – e trasformiamo la calcolatrice in uno strumento di potenziamento, perché usando la calcolatrice della tavola pitagorica il bambino giocando stabilizza in memoria funzioni che sono i mattoncini per il calcolo, il calcolo ambiente, il calcolo strategico.

In sintesi adoperiamo le virtù del digitale per potenziare un meccanismo che altrimenti è molto difficilmente potenziabile attraverso una memoria fonologica, cioè le tabelline imparate a memoria".

Una volta che l'app sarà disponibile e potranno usarla sia insegnanti sia genitori in affiancamento ai bambini, che impegno richiederà?

Daniela Lucangeli"I bambini possono giocare tutto il tempo che vogliono. Un conto è un disturbo specifico come la discalculia, un altro la stabilizzazione di un apprendimento normale. Nell'apprendimento normale –  quindi bimbi non con disturbo – cinque minuti al giorno di calcolo fatto a mente modificano l'intelligenza numerica e sono più che sufficienti".

Gli insegnanti dovranno poi indirizzare gli esercizi in funzione di quello che occorre a ciascun bambino?

Daniela Lucangeli"La App si programma sulla base di quello che il bambino sa o non sa fare perché tiene conto degli errori che il bambino compie, e sulla base di questi programma il compito successivo. Inoltre è completamente ripulita da fronzoli: al contrario dei giochi digitali che sono ricchi di storie, di disegni e via dicendo, questa Web App è essenziale, con una tabella pitagorica semplice, una matita che fa da personaggio guida e gli esercizi di gioco, trascinamento e combinazione. Punto. Studi dimostrano che più informazioni ci sono, più noi carichiamo l'attenzione, quando invece dobbiamo focalizzare l'attenzione solo sul compito che vogliamo esercitare. Per questo è proprio una App di potenziamento, non è una App didattica".

Quindi gli insegnanti non dovranno seguire dei training per imparare a usarla e a farla usare.

Daniela Lucangeli"Dovranno studiare per capire che stanno facendo tantissime azioni che non sono producenti, che tutte le penne colorate, le cornicette e tutte quelle attività di 'supellettile' sovraccaricano il sistema, non lo facilitano".

Quindi potrebbe portare a un cambiamento nel metodo d'insegnamento classico?

Daniela Lucangeli"È proprio quello che vorrei. Che la ricerca scientifica diventasse veramente un servizio per una ricaduta costante. A ciascuno spetta il proprio lavoro, quindi all'insegnante spetta di essere facilitato a distinguere quello che è utile da quello che non lo è".

Non appena avremo maggiori informazioni circa la disponibilità della Web App vi aggiorneremo.