Criptovalute

I bitcoin potrebbero crollare: l’allarme delle banche centrali

Le banche centrali di tutto il mondo continuano a nutrire diffidenza e sfiducia per le criptovalute, in particolare i bitcoin, come conferma il nuovo allarme lanciato recentemente riguardo all’utilità e la volatilità intrinseca delle risorse crittografiche. Il governatore della Riksbank Stefan Ingves, ad esempio, ha detto che rimangono dubbi sulla capacità di resistenza di Bitcoin, la risorsa digitale più importante del mondo, se non è sostenuta da un governo. “Il denaro privato di solito crolla prima o poi”, ha detto Ingves in una conferenza bancaria a Stoccolma di recente.

Il banchiere centrale ha anche spiegato che comunque il controllo normativo sulle criptovalute, incluso il trading di bitcoin ed ether sulla blockchain di Ethereum, probabilmente aumenterà con la crescita della popolarità delle risorse digitali. Nel frattempo, il governatore della Banca del Messico Alejandro Diaz de Leon ha dichiarato che Bitcoin è uno strumento per il baratto piuttosto che l’equivalente di una moneta in corso legale e lo ha descritto come una scarsa riserva di valore, citando a sostegno delle sue affermazioni le violente oscillazioni di prezzo.

“Le persone non vorranno che il loro potere d’acquisto, il loro stipendio aumenti o scenda del 10% da un giorno all’altro. Non vuoi quella volatilità per il tuo potere d’acquisto. In questo senso, non è una buona salvaguardia di valore”, ha detto il banchiere centrale messicano. I suoi commenti arrivano dopo che bitcoin è diventato formalmente a corso legale in El Salvador, un momento spartiacque per le criptovalute, che però di fatto non è riuscito al momento a smorzare il commercio instabile che è stato associato a bitcoin e altre criptovalute. Diaz de Leon infine ha concluso dicendo che il Messico non ha intenzione di seguire la strada di El Salvador nell’adottare criptovalute come moneta a corso legale, dati quelli che ha descritto come limiti e difetti gravi.