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I matrimoni gay fanno dimettere il capo di Mozilla

Brendan Eich si è dimesso dal ruolo di amministratore delegato di Mozilla Corporation, cedendo così alle forti pressioni delle ultime settimane nate dalla sua opposizione ai matrimoni omosessuali. "Ho deciso di dimettermi dal ruolo di AD a partire da oggi e lasciare Mozilla. La nostra missione è più grande di ognuno di noi e nelle attuali circostanze non posso essere un buon leader", ha scritto in un nota l'ormai ex dirigente, aggiungendo che si prenderà un po' di tempo per decidere che cosa fare d'ora in avanti.  

Eich, lo ricordiamo, in passato aveva sostenuto una proposta di legge che avrebbe reso i matrimoni omosessuali illegali. Quanto fu nominato AD Mozilla le proteste si fecero sentire immediatamente da parte della comunità e di molti sviluppatori, per culminare con l'abbandono di tre importanti dirigenti.

Brendan Eich

Di fronte a una situazione che degenerava, quindi, ecco la scelta drastica. La notizia è stata data repentinamente da Mitchell Baker (presidente esecutivo) tramite il blog di Mozilla, dove si legge: "sappiamo perché le persone sono offese e arrabbiate, e hanno ragione: è perché non siamo stati fedeli a noi stessi".

"Non ci siamo mossi abbastanza in fretta per parlare con la gente quando sono emerse le controversie. Ci dispiace. Dobbiamo fare meglio", scrive Baker, in un post emotivo con il quale la società – e di riflesso la fondazione – si assume la piena responsabilità dell'accaduto. Resta un po' di amaro in bocca, perché c'è la sensazione che ad Eich non sia stata riconosciuta la libertà di parola, uno dei principi nei quali Mozilla crede molto insieme all'uguaglianza ma "trovare il modo di difendere entrambe allo stesso tempo può essere difficile", spiega ancora Baker.

La presidentessa spiega poi come Mozilla abbia fatto propria la cultura dell'inclusione, e come all'interno ci sia posto per tutti senza alcuna discriminazione e con l'incoraggiamento di "esprimere le proprie idee e convinzioni in pubblico". Aggiunge poi che "per quanto dolorosi, gli eventi di questa settimana dimostrano con precisione perché ci serve la Rete. Così tutti noi possiamo partecipare liberamente nel difficile dibattito necessario per rendere il mondo un posto migliore. La nostra missione sarà sempre rendere il Web più aperto così che l'umanità sia più forte, più inclusiva e più giusta: questo significa proteggere il Web".