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Il vero divario digitale è quello che uccide

Il divario tecnologico tra le cause della catastrofe

Quello che state leggendo sarebbe dovuto essere l’ennesimo editoriale di fine anno, avete presente? Uno di quei noiosi articoli scritti da qualcuno che sopravvaluta le proprie doti linguistiche e propina le solite pungenti annotazioni, critiche, elucubrazioni su presente e futuro della tecnologia.

Quest’anno non me la sono proprio sentita, nonostante il canovaccio del pezzo fosse già pronto da mesi: gli auguri per l’anno nuovo conditi da qualche considerazione arguta e un po’ di argomenti semi seri – la classifica dei migliori gadget, quella dei prodotti flop, quella dei nostri strafalcioni.

Negli ultimi giorni mi sono messo più volte davanti allo schermo per mettere assieme questo pasticcio di idee ma non riuscivo a togliermi dalla mente l’eco della tragedia che ha sconvolto il sud est asiatico: mi rendevo conto, parola dopo parola, di quanto fosse futile il mio scrivere.

A che serve vantare i super computer se questi invece di essere usati per prevedere catastrofi naturali, vengono impegnati in gare a forza di tera flop per il lustro di questa o quella società?
Come continuare a gongolare per la corsa al gigahertz, quando migliaia di esseri umani sono stati sepolti vivi anche per colpa del dislivello tecnologico?

Nel suo editoriale del 29/12, Sergio Romano del Corriere della Sera rifletteva proprio sul fatto che stati quali Malesia, Tailandia e Indonesia, nonostante una forte crescita del PIL, non siano in grado di proteggere i propri cittadini da un disastro che in Giappone avrebbero previsto.
Siamo di fronte a un divario digitale a livello planetario: computer e tecnologia progrediscono vertiginosamente ma vanno ad affollare le sale dati di pochi privilegiati. Ci sono paesi che non hanno le possibilità di dotarsi di centri in grado di mettere in guardia la propria popolazione; neppure da eventi tanto macroscopici come questo maremoto, visibile a occhio nudo dai satelliti e capace di far variare di 6 cm. l’asse terrestre.

Inoltre, anche se le previsioni ci fossero state, sarebbe comunque risultato impossibile allertare efficientemente la popolazione, per via delle enormi lacune nelle infrastrutture delle comunicazioni. In un centro di rilevamento di Honolulu pare sia scattato un allarme, ma non si sapeva "quali numeri chiamare"…

Certamente fra qualche giorno torneremo a proporvi recensioni di telefoni cellulari che solo una persona su un milione, su questo pianeta, si può permettere.
Per ora, nonostante il cinismo che si matura in una società che forgia motti alienanti quali "lo spettacolo deve continuare", ritengo che l’unica cosa utile che possa fare sia invitarvi a effettuare una donazione alle associazione umanitarie che si stanno impegnando per aiutare gli abitanti delle zone colpite dal disastro.

Come dare il vostro contributo tramite SMS

Grazie ad un accordo tra Rai, Mediaset e i quattro gestori della telefonia mobile Tim, Vodafone, Wind e H3G, gli italiani possono donare un euro – senza ricavi per i gestori –inviando un messaggio sms, anche privo di testo, al numero 48580 . Il denaro così raccolto viene gestito dal Dipartimento della Protezione Civile Italiana, impegnato a portare immediatamente nei Paesi colpiti dal disastro generi di prima necessità e attrezzature mediche. Grazie a un decreto del Consiglio dei Ministri, anche l’importo del 20% di IVA non sarà trattenuto bensì devoluto interamente.

Donazioni tramite bonifico, versamento o carta di credito

Il Corriere della Sera e il TG5 hanno organizzato una raccolta fondi. É possibile effettuare un versamento o un bonifico presso il conto bancario 5555/90 di Banca Intesa , intestandolo a «Un aiuto subito per le popolazioni dell’Asia» (codice ABI: 3069, codice CAB: 5062, codice CIN: S).

Con le carte di credito CartaSì, Visa, MasterCard e American Express, è invece possibile telefonare al Numero Verde CartaSì 800-667788 (oppure allo 0039.02.34980007 per chi si trova all’estero).

Il comitato esecutivo «Un aiuto subito», coordinato dal Generale ed ex presidente dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri Giuseppe Richero, si riunirà lunedì per scegliere i progetti da finanziare.

I nostri auguri e le nostre speranze

Da parte dello staff di THG Italia i migliori auguri per l’anno nuovo, con la speranza che ciascuno di noi possa risparmiare sulle spese meno utili – come fuochi d’artificio o costosi champagne – per destinare denaro per questa e altre emergenze in giro per il mondo. Naturalmente l’invito più forte è alle corporation, che da sole hanno la possibilità di contribuire anche più di decine di migliaia di persone.

Roberto Buonanno
Caporedattore di Tom’s Hardware Guide Italia