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Intel Vs UE, riparte il processo

Intel, accusata di abuso di posizione dominante, aveva richiesto più tempo per difendersi, ma giovedì ha ricevuto risposta negativa. Ora il processo può continuare.

La corte europea aveva accusato Intel di abuso di posizione dominante, lo scorso luglio, e aveva dato tempo all'azienda fino allo scorso 17 ottobre, per difendersi. L'azienda di Santa Clara, però, ha lasciato scorrere il tempo, affidandosi ad una seconda causa, che aveva aperto per chiedere più tempo.

Martedì, però, la corte responsabile ha risposto picche a Intel, niente proroghe. La procedura di violazione, quindi può andare avanti.

La strategia di Intel potrebbe quindi rivelarsi controproducente, perché ora la commissione per la concorrenza potrebbe decidere di non sentire ulteriormente l'azienda, e andare avanti con la procedura. Sarebbe, tuttavia, una scelta discutibile, che di certo solleverebbe molte critiche.

Il processo, nato da una denuncia di AMD, vede Intel accusata di aver praticato sconti ai produttori di computer, con lo scopo di tenere la concorrente fuori dal mercato.

Denuncie simili sono state presentate anche negli Stati Uniti e in Giappone, mentre la Corea ha già assegnato a Intel una multa da 25 milioni di dollari.

Secondo Tom McCoy, di AMD, "Intel ha avuto la sua occasione, e dovrebbe accettare le conseguenze della sua strategia". D. Bruce Sewell di Intel, invece, non ha voluto commentare la questione, limitandosi ad affermare che "siamo preoccupati per la mancanza di alcuni documenti, che supporterebbero la nostra causa".

Certo, se tutti i processi dovessero andare a finire come quello coreano, il 2009 potrebbe essere, per Intel un anno ancora peggiore del previsto.