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La tassa sugli abbonamenti dei cellulari è legittima: pietra tombale sull’argomento

La tassa di concessione governativa applicata agli abbonamenti di telefonia mobile è legittima sia per le persone fisiche che per le aziende e i Comuni. La questione è chiusa: nel primo caso l'aveva ribadito la Cassazione nel settembre 2014, nel secondo la Corte di Giustizia dell'Unione Europea con la sentenza del 17 settembre a favore dell'Agenzia delle Entrate.

Mancava ancora un tassello per dirimere la querelle sull'argomento. Poi è scoppiato il caso di due aziende (Fratelli De Pra SpA e SAIV SpA) che si sono rivolte all'Agenzia delle Entrate per ottenere il rimborso della tassa.

tassa

Ebbene, la Corte UE sostiene (C-416) che le norme "vanno interpretate nel senso che non ostano a una normativa nazionale relativa all'applicazione di una tassa, quale la tassa di concessione governativa, in forza della quale l'impiego di apparecchiature terminali per il servizio radiomobile terrestre, nel contesto di un contratto di abbonamento, è assoggettato a un'autorizzazione generale o a una licenza nonché al pagamento di detta tassa".

In pratica il contratto di abbonamento sostituisce di per sé la licenza o l'autorizzazione generale e, pertanto, non occorre alcun intervento dell'amministrazione al riguardo.

Sulla presunta discriminazione tra abbonamenti e carte prepagate, la Corte sottolinea che il diritto UE non prevede un principio di parità di trattamento quindi le norme nazionali hanno campo libero.