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Lo stato digitale delle scuole in Italia: solo l’11,2% con connessioni superiori ai 30 Mbps

Il report AGCOM "Educare Digitale" sullo stato delle scuole italiane conferma gravi ritardi infrastrutturali sul fronte connettività.

Il rapporto AGCOM “Educare Digitale” sullo stato digitale delle scuole in Italia è piuttosto preoccupante sotto il punto di vista delle infrastrutture: le connessioni a Internet sono inadeguate. Il dato più eclatante è che ad oggi esiste ancora un 3% degli edifici scolastici – prevalentemente primari e dislocati per la maggior parte nel sud Italia – privo di qualunque servizio di connettività.

I servizi nominali (attivati) oltre i 30 Mbps sono una rarità: si parla dell’11,2% medio delle scuole (contro il 17,4% delle famiglie e il 7,5% della popolazione). Nello specifico l’ultra broadband è presente nel 9,4% delle Primarie, nell’11,2% delle secondarie di primo livello e nel 23% di quelle di secondo livello. E tutto questo sebbene la copertura del territorio sia al 64,1%.

Solo l’Emilia Romagna emerge con un 30% di scuole connesse a più di 30 Mbps. “Tale risultato è la conseguenza anche di una particolare attenzione che gli amministratori locali hanno rivolto al processo di digitalizzazione delle scuole, promuovendo nel concreto un ambiente favorevole al raggiungimento di tali priorità”, puntualizza il documento pubblicato oggi.

“In altri contesti, invece, a fronte di tassi medi di copertura pari o superiori alla media nazionale, si riscontrano solo modeste percentuali di scuole con la disponibilità di connessioni ultrabroadband: è questo, ad esempio, il caso del Lazio, della Campania, della Basilicata e della Calabria”.

Un’altra importante criticità è legata alle voci di spesa. Il 75% delle scuole sostiene una spesa fino a 3.000 euro all’anno e “come facilmente intuibile, è la dimensione della scuola a rappresentare il fattore maggiormente correlato con il livello di spesa”. Le scuole di dimensioni minori spendono meno delle grandi.

“Queste ultime, che individuano le scuole con un numero di studenti superiore alle 1.200 unità, si possono distinguere in due macro categorie: le scuole ‘basso spendenti’, con le quale si indicano quelle che spendono meno di 3.000 euro all’anno (il 59%), e quelle ‘alto spendenti’ che include sia quelle che fanno registrare una spesa media compresa tra i 3.000 e i 6.000  euro annui (il 26%), sia quelle che spendono oltre i 6.000 euro l’anno per il canone di connettività ad internet (il 15%)”.

Tra un servizio FTTC da almeno 30 Mbps e un FTTH si predilige la prima poiché ha costi compresi tra 480 e 1620 euro l’anno, contro i 6mila – per 1 Gbps in download, 100 Mbps in upload e 10 Mbps minimi garantiti. “L’infrastrutturazione è soggetta a un vincolo di natura finanziaria che non sempre è controllato direttamente dalle istituzioni scolastiche”, ricorda il documento.

Nel frattempo sempre oggi il MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca) e il CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale Informatica) hanno annunciato il potenziamento del progetto “Programma il Futuro” grazie al finanziamento di Google (CS Educator PD Grant 2018). L’alfabetizzazione informatica verrà proposta agli insegnanti. La sperimentazione è già stata avviata in tre regioni italiane (Liguria, Emilia-Romagna ed Abruzzo) ma non è escluso in futuro il coinvolgimento di altre: già in pole position Veneto, Lombardia e Piemonte.

“La prima fase ha già garantito la formazione di oltre metà dei 130 destinatari dell’iniziativa, prevalentemente insegnanti della scuola primaria ma anche insegnanti dell’infanzia e della secondaria di primo grado. Gli stessi hanno frequentato lezioni teorico-pratiche, progettate e realizzate per essere fruibili dai docenti di qualunque materia”, spiega la nota. “I loro insegnanti sono stati ricercatori ed informatici che fanno parte del CINI. I risultati sono stati davvero incoraggianti”.

L’iniziativa formativa è riconosciuta dal MIUR attraverso la piattaforma SOFIA e viene realizzata con il supporto dell’Associazione di Promozione Sociale “APS Programma il Futuro”.