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Microsoft e Apple temono il rischio patent troll europeo

Il nuovo sistema di tutela per i brevetti europei preoccupa Google, Microsoft e Apple, nonché la maggioranza dei colossi IT statunitensi. Recentemente ben 14 aziende leader nel settore dello sviluppo, fra cui anche Adidas, Deutsche Telekom e Telecom Italia, hanno espresso grandi perplessità sul nuovo quadro giuridico UE.

Com'è risaputo a Bruxelles si sta lavorando per la creazione del "tribunale unificato dei brevetti", che avrà una competenza specializzata nelle controversie in materia di brevetti ed eviterà il moltiplicarsi dei contenziosi in 28 diversi tribunali nazionali. In pratica si punta a tagliare i costi e "accelerare le decisioni in materia di validità o contraffazione dei brevetti, favorendo così l'innovazione in Europa".

Il patent troll

Secondo gli americani però non sarebbe stato previsto il rischio di "patent troll", ovvero di quelle organizzazioni che lucrano sul mercato dei brevetti giocando tutto sulla battaglia nei tribunali. Negli Stati Uniti, ad esempio, l'Eastern District of Texas è diventata la regina dei contenziosi giudiziari legati ai brevetti. Nello specifico, le corte presieduta dai giudici T. John Ward (Marshall Division), Leonard Davis (Tyler Division) e  David Folsom (Texarkana Division).

I patent troll sanno che almeno un primo giudizio favorevole riescono a strapparlo nella terra dei cowboy, dopodiché le vittime sono costrette ad appellarsi e spendere milioni di dollari per rispondere al fuoco nemico. A quel punto alcuni preferiscono mettersi direttamente d'accordo e accettare l'accordo extra-giudiziale per evitare lunghi contenziosi.

Ad esempio nel 2010 Apple fu condannata a pagare 625 milioni di dollari per la violazione di una serie di brevetti della sconosciuta Mirror Worlds correlati a Spotlight, Time Machine e Cover Flow. Nel 2011 la sentenza venne annullata e nel 2013 la Corte Suprema negò al patent troll la possibilità di appello.

Google e gli altri hanno paura che l'eliminazione della possibilità di più cause parallele dinanzi a più giudici nazionali possa far emergere tribunali specializzati "più tolleranti", come avviene ad esempio in Texas.

Nelle lettera recapitata alle istituzioni europee, le aziende sostengono anche si stia puntando su un modello di stampo tedesco. Dove la validità o meno di un brevetto è trattata separatamente dalle questioni di violazione. La separazione dei casi a volte può portare a epiloghi bizzarri: ad esempio vincere una causa di violazione prima che venga riconosciuta la validità di un brevetto.

Pare che Microsoft abbia deciso di spostare la propria logistica europea dalla Germania all'Olanda proprio evitare di subire questo tipo di trattamento giudiziario in eventuali querelle con Motorola Mobility. In verità basterebbe pensare alla bontà del sandwich olandese per mettere da parte tutto il resto.

Kevin Mooney, l'avvocato esperto in brevetti che sta portando avanti il progetto di riforma UE, sostiene che tutta questa preoccupazione sia ingiustificata anche perché i giudici avranno sufficiente libertà discrezionale. "La fase pendente del caso, che durerà circa 6 mesi, includerà sia la violazione che la validità, quindi la corte otterrà tutte le informazioni di cui avrà bisogno per la validazione", ha spiegato Mooney. "Che tipo di giudice che ha rispetto di se stesso potrebbe dire Deciderò solo sulla parte che riguarda la violazione e manderò la parte riguardante la validità in Francia o Regno Unito?".

Il progetto infatti prevede la creazione di filiali in tutti gli stati membri e tre divisioni centrali a Parigi, Londra e Monaco. Purtroppo alcune corti nazionali hanno davvero poca esperienza sull'argomento ma saranno aiutate da colleghi stranieri. "Non dovrebbe esservi molta differenza in relazione al luogo", ha commentato Paul van Beukering, presidente del comitato.

Il nuovo sistema è già stato approvato dalla maggioranza dei paesi dell'Unione Europea. L'Italia e Spagna però si sono opposte al riconoscimento delle sole lingue inglese, francese e tedesco per la registrazione dei brevetti. La Corte di Giustizia Europea ha comunque già bocciato il ricorso.

L'accordo adesso dovrà essere ratificato dagli Stati membri interessati.