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Spazio e Scienze

Musk: il primo viaggio su Marte duro, rischioso e difficile

Elon Musk parla più in dettaglio del suo piano di colonizzazione di Marte. I primi coloni affronteranno un viaggio pericoloso e difficile, probabilmente delle persone moriranno, ma spianeranno la strada a una civiltà spaziale.

Prima che l'uomo metta piede su Marte bisognerà predisporre dei voli programmati per rifornire le colonie. Si potranno fare solo ogni 26 mesi, quando l'orbita della Terra e di Marte li porta nel punto più vicino, quindi vanno programmati come un treno merci che a cadenza regolare parte dalla stazione.

A dirlo è Elon Musk, che nel corso di un'intervista con il Washington Post è tornato sul suo piano di colonizzazione marziana aggiungendo ulteriori dettagli. Del programma per sommi capi ne avevamo parlato in questa notizia.

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Le novità riguardano i futuri coloni, che secondo l'eclettico miliardario hanno molte analogie con le persone che nei secoli passati hanno attraversato l'Oceano per andare verso il Nuovo Mondo. Il viaggio sarà di sicuro "duro, rischioso e difficile", ma nonostante questo Musk è fiducioso del fatto che in molti saranno disponibili ad andarci perché "proprio come con la costituzione delle colonie inglesi, ci sono persone che vogliono essere pionieri".

A differenza di quei viaggi tuttavia, nel caso di Marte bisognerà preparare il terreno in anticipo, istituendo una catena di fornitura mediante viaggi cargo senza equipaggio con cui consegnare esperimenti scientifici e rover, fra le altre cose. Musk parla di "un programma regolare per i rifornimenti, da predisporre ogni 26 mesi […]. Se gli scienziati di tutto il mondo sapranno che possono contare su questo potranno pianificare molti esperimenti".

I primi lanci dovrebbero avvenire nel 2020, quando SpaceX farà partire almeno due navicelle Dragon 2 a bordo del razzo Falcon Heavy. Le aziende e le organizzazioni potranno stipare al loro interno esperimenti e materiali scientifici. Poi dovrebbe partire il Mars Colonial Transporter, di cui si sa ancora molto poco.

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Musk ha spiegato che nella prima missione del MCT non ci saranno troppi passeggeri, "perché se qualcosa andasse storto, vogliamo rischiare il minor numero di vite possibile". A chi non crede che sia possibile rispettare la tabella di marcia Musk risponde che ci vorrà "fortuna e che tutto vada secondo i piani" per centrare la prima finestra di lancio per il volo umano a fine 2024.

Ma del resto quello che ha in mente SpaceX non è un obiettivo da poco: "non sto parlando di inviare un paio di persone su Marte, ma di predisporre quello che serve per la creazione di una città autosufficiente su Marte, con l'obiettivo ultimo di diventare una specie multi planetaria, una vera e propria civiltà spaziale".

Chi ci andrà? Musk non lo sa ancora, ma sottolinea che "è pericoloso, probabilmente delle persone moriranno, e dovranno esserne consapevoli. Però spianeranno la strada e, infine, sarà molto sicuro andare su Marte, e anche molto confortevole", ma si parla di molti anni nel futuro.