Realtà virtuale

Oculus progetta “Half-Dome”, visore VR ancora più avanzato

Alla conferenza F8 di Facebook il Project Manager di Oculus, Maria Genandez Guajardo, ha svelato "Half-Dome", un nuovo prototipo di un visore VR con un angolo di visione più ampio e una visibilità migliorata per gli oggetti che sono vicini al nostro viso. Ha anche rivelato che l'azienda sta sviluppando un sistema di tracciamento avanzato delle mani, in modo da poter usare direttamente le nostre dita nel mondo virtuale.

Avete mai provato a leggere un blocco note in realtà virtuale? Gli attuali visori sono dotati di distanze focali fisse, che funzionano bene per vedere cose a un certa distanza, ma non tanto per oggetti più vicini, come appunto un libro o un blocchetto degli appunti. La nuova tecnologia Varifocal è in grado di spostare i display interni più vicino o lontano dalle lenti a seconda del contenuto.

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Il team di Oculus è riuscito ad aumentare il campo visivo fino a un massimo di 140 gradi, circa 40 gradi in più rispetto all'attuale Rift. Gli ingegneri di Oculus hanno fatto tutto ciò senza aumentare le dimensioni o il peso del visore.

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Oltre a quanto già detto, il nuovo visore è dotato di fotocamere motion capture nella parte frontale per tracciare i movimenti di mani e dita. Secondo Guajardo, Oculus sta "investendo nell'intelligenza artificiale" per trasporre al meglio le mani nella realtà virtuale.

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Oggi, i controller Touch di Oculus permettono l'interazione delle mani in VR, ma l'azienda vuole evitare l'uso di dispositivi per permettere la trasposizione delle mani vere nelle varie esperienze. Per tanti anni Leap Motion è stata leader nel tracciamento di mani e dita, ma la nuova soluzione di Oculus potrebbe superare le capacità delle tecnologie attuali per le interazioni VR più complesse. Oculus ha sviluppato una tecnologia chiamata Deep Marker Labeling, che usa il machine learning per interpretare il movimento delle mani come un insieme di punti traccianti.

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Oculus usa anche le fotocamere frontali che riescono a scannerizzare in 3D l'ambiente circostante. Il visore dà in pasto i dati raccolti dalle videocamere ad algoritmi di computer vision che può usare per ricreare un rendering 3D del mondo reale attorno a voi con estrema accuratezza. Se prendiamo per buona la dimostrazione di Oculus, la nuova tecnologia di scansione ambientale sembra essere ben più avanzata di quella usata da Hololens di Microsoft.

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Oculus non ha dichiarato quando il nuovo visore arriverà sul mercato, ma d'altronde ora è concentrata nel diffondere Oculus Go. Speriamo di vedere queste novità al più presto, magari nel futuro visore Santa Cruz. Rimanendo con i piedi per terra però, il FOV di 140 gradi sarà verosimilmente integrato nella prossima generazione di visore Oculus connesso.